Roberto Ori (FIAB) - Il Fiume Secchia: un corridoio verde tra natura, mobilità e futuro
Il fiume come greenway nel racconto di Roberto Ori della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB)
Roberto Ori, già esperto del settore ambiente presso la Provincia di Modena, è membro attivo della FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta). Il punto di vista espresso in questa testimonianza unisce la competenza tecnica alla passione per la mobilità sostenibile, e ci offre spunti preziosi per comprendere le opportunità legate all'istituzione del Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto lungo il corso del fiume Secchia, come asse importante di connessione tra territorio, cittadini e paesaggio.
1. Il Secchia come infrastruttura verde
Un respiro naturale in un territorio urbanizzato
Per comprendere il valore del Secchia, bisogna immaginarlo non solo come un corso d'acqua, ma come una "greenway" e un corridoio ecologico fondamentale. Il fiume attraversa una delle aree più antropizzate e urbanizzate della regione e d'Italia, costeggiando il distretto ceramico e infrastrutture pesanti come la Via Emilia e A1. In questo contesto, il fiume rappresenta uno spazio prezioso che garantisce la continuità ecologica, collegando il sistema appenninico e la montagna con il grande corridoio del fiume Po.
Questa infrastruttura verde è definita "multifunzionale": svolge una funzione idraulica primaria, ma offre contemporaneamente servizi ecosistemici essenziali per la biodiversità e per la qualità della vita dei cittadini. I punti di forza naturalistici includono le numerose aree golenali, che fungono da invasi per le acque, e le aree di cava dismesse che, se recuperate correttamente, possono ampliare lo spazio naturale del fiume.
2. La mobilità dolce e il cicloturismo
Un ponte tra l'Europa e il Mediterraneo
Un aspetto centrale della visione di Ori riguarda la mobilità sostenibile. L'asta del Secchia è stata individuata dalla Regione come una potenziale ciclovia di importanza regionale, capace di agganciarsi alla rete europea "Eurovelo 7" (la Ciclovia del Sole che va da Capo Nord a Malta).
Le opportunità turistiche. Esiste una grande potenzialità per il cicloturismo internazionale. Un turista che scende dal Brennero lungo l'Adige e il Mincio potrebbe proseguire lungo il Secchia per raggiungere la Toscana, la Garfagnana, la Lunigiana e infine il Mar Tirreno. Questo renderebbe il nostro territorio un passaggio chiave per i collegamenti tra il Centro Europa e il Mediterraneo.
La rete locale. Oltre al turismo a lungo raggio, i percorsi ciclabili e pedonali (come il Percorso Natura di 70 km) permettono di effettuare attività sportive e ricreative quotidiane all’aria aperta lungo le due sponde del fiume. La realizzazione di alcuni collegamenti ( ponti ciclopedonali) tra una sponda e l’altra, come quello tra Sassuolo e Castellarano, permettono la creazione di anelli che favoriscono ulteriormente l'uso quotidiano da parte dei residenti e la socialità. E il fiume diventa un elemento di unione e non, come in passato, di separazione.
3. La fruizione come strumento di tutela
Conoscere per proteggere
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la presenza delle persone lungo il fiume non è una minaccia, ma una forma di protezione. Secondo Ori, un ambiente frequentato in modo corretto e rispettoso è il "migliore antidoto" contro il degrado, come le discariche abusive spesso presenti nelle aree isolate.
Infrastrutture leggere. La fruizione deve avvenire attraverso infrastrutture "dolci" e a basso impatto, come percorsi ciclo – pedonali, capanni per il birdwatching e sentieri didattici. Queste strutture devono essere flessibili: se il fiume ha bisogno di spazio, il sentiero si deve spostare, evitando opere rigide che imbriglino il corso d'acqua.
Valorizzazione culturale. La mobilità dolce permette di mettere in rete le "emergenze" naturalistiche (come la Cassa di Espansione o l'Oasi del Colombarone) con quelle storico-culturali, come il Palazzo Ducale di Sassuolo, il centro storico di Rubiera o l'area archeologica del Pescale.
4. La gestione idraulica e il recupero ambientale
Ridare spazio, volume e natura al fiume
Sul fronte della sicurezza idraulica e della gestione del territorio, il messaggio è riassumibile in uno slogan: "Ridare al fiume spazi, volumi e natura". Negli ultimi decenni, l'attività umana ha sottratto spazio al fiume, costringendolo in argini sempre più alti e stretti. Per il futuro, è necessario invertire la tendenza:
recuperare le aree di cava e i frantoi dismessi per restituirli alla dinamica fluviale;
gestire le golene in modo che non ostacolino il deflusso delle acque, evitando strutture rigide;
promuovere un'agricoltura di qualità e biologica nelle aree limitrofe, compatibile con la funzione di corridoio ecologico e capace di offrire ospitalità rurale.
5. Il valore del Paesaggio Protetto
Una regia unica per un territorio frammentato
L'istituzione del Paesaggio Naturale Seminaturale Protetto è vista come un'opportunità fondamentale. Attualmente, la gestione del fiume è frammentata tra numerosi enti e competenze diverse.
Il valore aggiunto di questa proposta istitutiva risiede nella possibilità di garantire una gestione unitaria e coordinata. Questo strumento permetterebbe di:
migliorare la qualità ambientale e paesaggistica degli interventi.
accedere a finanziamenti specifici per la manutenzione, la segnaletica e le attività educative.
assicurare che la manutenzione delle infrastrutture (spesso carente) sia costante nel tempo, garantendo la fruibilità per le scuole e i cittadini.
Per approfondire
Modena in bici: Il sito di Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta - FIAB Modena, l’associazione ambientalista che ha come missione la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto, per una riqualificazione dell’ambiente urbano ed extraurbano.
FIAB Italia: Il sito nazionale di Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta - FIAB.
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