Supporto
Fasi del processo
La prima fase è dedicata all'ascolto della comunità. A ottobre si insediano il Tavolo di Negoziazione, che riunisce i soggetti coinvolti nel percorso, e il Comitato di Garanzia, che ne verifica il corretto svolgimento. Sempre a ottobre la Festa delle Associazioni inaugura il processo e apre il questionario online, disponibile in italiano e in inglese. La Festa della Castagna offre un'ulteriore occasione per raccogliere impressioni e suggerimenti in un contesto informale. Parallelamente, le interviste nelle frazioni di Acquaria e Rovinella coinvolgono le famiglie che partecipano meno ai momenti pubblici. A novembre gli alunni delle due pluriclassi realizzano una mappa visiva e narrativa del territorio e fanno da tramite per diffondere il questionario tra le famiglie. La fase si conclude con la mappa degli attori e dei bisogni e con le prime parole chiave del Patto.
La seconda fase porta il percorso all'interno dei luoghi di cui il Patto dovrà occuparsi. Ogni laboratorio si svolge in uno di questi spazi e coinvolge insieme bambini, adulti e associazioni. In Biblioteca il territorio viene raccontato attraverso strumenti digitali. In Palestra le attività motorie cooperative diventano l'occasione per progettare un modello di uso condiviso. Al Teatro Oriens le tecniche del teatro partecipativo consentono di rappresentare situazioni reali legate agli spazi pubblici e di riscriverle collettivamente. Il World Café in Sala Consiliare articola il confronto su quattro tavoli tematici: spazi educativi, governance condivisa, conciliazione tra vita familiare e lavoro, inclusione. A dicembre il Tavolo di Negoziazione e il Comitato di Garanzia esaminano i contributi raccolti. Il risultato sono le linee guida del Patto.
La terza fase trasforma le linee guida in proposte operative. Tra gennaio e febbraio, presso la Scuola Primaria in orario extrascolastico, bambini, famiglie e associazioni verificano le linee guida attraverso attività di co-progettazione e ne ricavano le proposte da inserire nel Patto. Il Tavolo di Negoziazione redige e approva il Documento di Proposta Partecipata. Gli esiti vengono presentati alla comunità in un evento pubblico, e il documento viene poi trasmesso al Tecnico di Garanzia della Regione. Si avvia quindi l'iter per l'approvazione del Patto da parte del Consiglio Comunale.
Fase attiva:
Data di inizio / Data di fine
20 set 2026 / 31 mar 2027
Questo processo appartiene a
Kids Republic
Luoghi, persone e associazioni di Montecreto insieme per il Patto Educativo di Comunità
Informati e partecipa
🌍 Montecreto (MO)
Cosa offre un paese di montagna ai suoi ragazzi quando finisce la scuola? Montecreto lo decide insieme
A Montecreto ragazzi e ragazze trovano poche occasioni di incontro, sport e cultura. Finita la scuola, molti tornano a casa e spesso lì restano. Eppure i luoghi esistono: la scuola primaria Guglielmo Marconi, il Teatro Oriens, la biblioteca, il Parco dei Castagni. Kids Republic chiede alla comunità di stabilire come usarli, chi se ne prende cura e con quali regole. Da questo lavoro nascerà il Patto Educativo di Comunità, un accordo scritto da Comune, scuola, famiglie e associazioni. In questo percorso si alterneranno laboratori intergenerazionali, una camminata esplorativa con gli alunni della primaria e un questionario aperto a tutti. Del Comitato di Garanzia che accompagna il percorso fanno parte anche due ragazzi di 16-17 anni: chi vivrà questi spazi partecipa alle decisioni fin dal primo incontro.
Vieni ai laboratori, porta la voce della tua famiglia o della tua associazione, rispondi al questionario: il futuro dei ragazzi di Montecreto si scrive insieme, spazio per spazio.
ꕥ Su cosa lavoriamo insieme
A Montecreto vivono 943 abitanti, tra il capoluogo e le frazioni di Acquaria e Rovinella. I ragazzi e le ragazze tra i 6 e i 17 anni sono 88, e 26 di loro frequentano la Scuola Primaria "G. Marconi", organizzata in due pluriclassi. Negli ultimi dieci anni, nei sette comuni montani del Frignano, la popolazione under 34 è calata del 10,7% . In un territorio così, trattenere i giovani è una scelta strategica per la sua stessa tenuta.
Il percorso partecipativo TRAME ha già messo a fuoco una criticità precisa. Chi abita nelle frazioni o in case isolate, finita la scuola, non ha vicino a sé alcuna opportunità aggregativa, culturale o sportiva. La distanza e la scarsa autonomia negli spostamenti producono isolamento relazionale. Come risposta, TRAME ha indicato il Patto Educativo di Comunità.
Il Patto nasce da un'idea: in un paese piccolo, ogni spazio pubblico può sostenere più funzioni insieme. Nel pomeriggio la scuola può diventare centro educativo e ricreativo. Il Teatro Oriens può essere uno spazio di apprendimento creativo, la Biblioteca un luogo in cui raccontare il territorio, anche con strumenti digitali, e il Parco dei Castagni un'aula all'aperto. Con un'alleanza formale, scuola, famiglie, associazioni e Comune si assumono insieme la responsabilità di gestire e animare questi luoghi, in orari e modalità condivise.
Kids Republic si collega al progetto S.T.A.G.E. (bando regionale Pluriclassi), di cui il Patto sarà la cornice di governance. Gli esiti orienteranno le convenzioni tra Comune e terzo settore per l'uso extrascolastico degli spazi e la programmazione educativa 2027-28. Il Comune si è impegnato ad approvare il Patto in Consiglio Comunale entro 180 giorni dalla trasmissione del Documento di Proposta Partecipata validato, e a integrarne i contenuti nel Documento Unico di Programmazione
ꕥ Le attività previste
Il percorso dura sette mesi, da settembre 2026 a marzo 2027, e si sviluppa in tre fasi condotte con tecniche di ricerca-azione partecipativa: i laboratori non sono solo momenti di ascolto, ma occasioni in cui l'attività pratica stessa rivela il modo in cui la comunità vive gli spazi.
Fase 1 – “Aprire le Porte” (settembre-novembre 2026)
Si costituisce formalmente il Tavolo di Negoziazione e si insedia il Comitato di Garanzia Locale. La Festa delle Associazioni è il primo grande momento pubblico, con una mappatura partecipata dei bisogni e l'apertura del questionario sulla piattaforma regionale, diffuso anche con QR code presso le strutture ricettive per raggiungere abitanti temporanei e proprietari di seconde case. Seguono interviste nelle frazioni di Acquaria e Rovinella e un laboratorio alla Scuola Primaria, dove gli stessi alunni delle due pluriclassi mappano il territorio e diventano “ambasciatori” del questionario verso le proprie famiglie.
Fase 2 – “Abitare gli Spazi” (novembre-dicembre 2026)
Il cuore intergenerazionale del percorso: un laboratorio di digital storytelling in Biblioteca, un laboratorio di socio-motricità partecipativa in Palestra con Cimone ASD, un laboratorio di teatro partecipativo al Teatro Oriens dove i partecipanti mettono in scena e riscrivono collettivamente situazioni reali legate agli spazi pubblici, e un World Café in Sala Consiliare con quattro tavoli tematici su spazi educativi, governance condivisa, conciliazione vita-lavoro e inclusione. Una seduta intermedia del Tavolo di Negoziazione verifica i contributi raccolti fin qui.
Fase 3 – “Cucire il Patto” (gennaio-marzo 2027)
Un laboratorio di co-design alla Scuola Primaria, in orario extrascolastico, mette alla prova le linee guida emerse finora: bambini, famiglie e associazioni definiscono insieme le proposte operative del Patto. Il Tavolo di Negoziazione approva il Documento di Proposta Partecipata in una seduta conclusiva, seguita da un evento pubblico di restituzione e dalla trasmissione al Tecnico di Garanzia regionale.
ꕥ Chi può partecipare
Il percorso è aperto a tutti, in particolare alle famiglie con ragazzi e ragazze tra i 6 e i 17 anni, agli alunni e le alunne della Scuola Primaria “G. Marconi” coinvolti direttamente nei laboratori, alle associazioni locali, agli anziani, coinvolti come narratori nei laboratori intergenerazionali,agli abitanti temporanei, i proprietari di seconde case e chi sta valutando di trasferirsi in un comune montano.
Alcuni “testimoni privilegiati” del paese — il medico di base, il gestore del bar, i titolari dei negozi — vengono coinvolti come mediatori informativi nelle reti che i canali ufficiali non raggiungono facilmente. Il processo resta aperto per tutta la sua durata: chi vuole entrare può farlo con una semplice manifestazione di interesse.
ꕥ Il coinvolgimento del territorio
Il percorso è promosso da InStabile 19 APS e sostenuto da un Accordo preliminare che coinvolge il Comune di Montecreto, l'IC Sestola – Scuola Primaria “G. Marconi”, la Pro Loco Montecreto e l'AVAP Montecreto.
Il Tavolo di Negoziazione, già costituito a partire da questi soggetti, riflette la pluralità di saperi del territorio: associazionismo culturale e teatrale, amministrazione locale, scuola, volontariato di prossimità, sport. Nella sua prima seduta il Tavolo conduce una mappatura degli attori attraverso network mapping, ponendosi esplicitamente la domanda “chi manca?” — una domanda che resta guida per tutto il percorso. Il Tavolo valida il cronoprogramma, monitora la rappresentatività del processo, facilita la sintesi dei contributi e approva il Documento di Proposta Partecipata nella seduta conclusiva di marzo 2027.
L'esperienza di TRAME ha mostrato che in una comunità piccola come Montecreto le divergenze nascono raramente sui valori di fondo, più spesso su questioni operative: chi gestisce uno spazio, con quali orari, con quali risorse. Sono stati individuati quattro ambiti di possibile tensione: la priorità di accesso a spazi già usati da soggetti diversi (palestra, teatro, biblioteca, scuola); le diverse aspettative generazionali su cosa debba essere uno spazio educativo; la distribuzione di responsabilità e costi nel Patto; l'equilibrio tra le esigenze del centro e quelle delle frazioni di Acquaria e Rovinella. Per gestirle si usa in primo luogo la negoziazione basata sugli interessi, per distinguere le posizioni dichiarate dai bisogni reali che le motivano; quando serve un confronto più strutturato si adotta il confronto creativo, che moltiplica le opzioni prima di scegliere; se le divergenze persistono, si arriva al consenso per convergenza progressiva, con quattro possibili gradi di adesione a una proposta, fino a includere le posizioni critiche nel documento finale.
ꕥ Le tappe
Oyttobre 2026 – seduta inaugurale del Tavolo di Negoziazione, primo incontro del Comitato di Garanzia Locale per definire gli indicatori di monitoraggio, festa delle Associazioni con mappatura partecipata dei bisogni, apertura del questionario online, interviste nelle frazioni.
Novembre 2026 – laboratorio alla Scuola Primaria, laboratorio in Biblioteca, laboratorio in Palestra.
Dicembre 2026 – laboratorio al Teatro Oriens, World Café in Sala Consiliare, seduta intermedia del Tavolo di Negoziazione.
Gennaio – febbraio 2027 – laboratorio di co-design alla Scuola Primaria per definire le proposte operative del Patto.
Febbraio – marzo 2027 – seduta conclusiva del Tavolo di Negoziazione, approvazione del Documento di Proposta Partecipata, evento pubblico di restituzione, trasmissione al Tecnico di Garanzia.
Il progetto si svolge nei tempi previsti dal Bando regionale Linea A: avvio entro il 30 settembre 2026, conclusione entro il 30 maggio 2027. Il Comune si è impegnato a portare il Patto in Consiglio Comunale entro 180 giorni dalla trasmissione del Documento di Proposta Partecipata validato.
ꕥ Cosa resterà del percorso
L'obiettivo è che gli spazi di Montecreto restino aperti e condivisi ben oltre la fine del percorso:
un Patto Educativo di Comunità, approvato dal Consiglio Comunale, che apre scuola, teatro, biblioteca e parchi in orari extrascolastici;
convenzioni operative tra Comune e associazioni per l'uso condiviso degli spazi, con un accordo attivo per ciascuno di essi già a sei mesi dalla conclusione;
un ruolo attivo e continuativo dei giovani nella vita della comunità;
un rafforzamento del senso di comunità e delle relazioni intergenerazionali, valutato a dodici mesi dalla conclusione attraverso interviste a famiglie e soggetti del Tavolo.
Il Comune si è impegnato formalmente a sospendere ogni atto che anticipi gli esiti del percorso, ad approvare l'atto di conclusione del processo e a rendere pubbliche le motivazioni delle proprie decisioni. Ha inoltre aderito alla campagna di monitoraggio regionale, con un piano di verifica autonomo affidato al Comitato di Garanzia Locale che si estende fino a dodici mesi dopo la fine del percorso.
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