Supporto
Fasi del processo
Un momento pubblico informativo apre il percorso, insieme a una mappatura degli attori del territorio con particolare attenzione a chi è di solito sottorappresentato. Si costituisce il Tavolo di Negoziazione, che discute il calendario e partecipa a una seconda mappatura condivisa. Durante il weekend residenziale della Scuola di Ecologia Politica, un evento pubblico esplora i tre assi tematici di “Movimenti”, mettendo in dialogo i saperi tecnici della Scuola con l'esperienza diretta della popolazione — ed è anche il primo incontro tra cittadinanza e corsisti, tra cui i futuri candidati alla call di ricerca. I temi che emergono vengono ordinati con il supporto di Relaia, rendendo tracciabile il percorso dalle parole dei partecipanti alle sintesi.
L'obiettivo di questa fase è co-costruire la call di ricerca, compresi i suoi criteri di selezione. Dal weekend residenziale parte un questionario pubblico sui bisogni del territorio rispetto ai tre assi di “Movimenti”. Un primo laboratorio pubblico, con il contributo metodologico di Parsec, usa dispositivi di facilitazione creativa come il Collective Lucid Dreaming Lab per esplorare bisogni, desideri e scenari futuri con strumenti visuali e narrativi, non solo discorsivi. Un secondo laboratorio è dedicato a definire insieme i criteri di selezione del progetto vincitore della call, integrando i criteri scientifici della Scuola con quelli proposti dai partecipanti, con decisioni prese tramite tecniche sociocratiche basate sull'assenso. In questa fase nasce anche il Comitato di Garanzia Locale, e il Tavolo di Negoziazione redige un primo Documento di Proposta Partecipata parziale.
Il percorso si intreccia con il progetto di ricerca vero e proprio. Al vincitore/vincitrice della call, al Comitato di Garanzia e all'Amministrazione viene offerta una formazione su facilitazione e ricerca-azione partecipata. Chi svolgerà il progetto di ricerca conduce almeno due laboratori partecipati sul territorio, e i primi esiti della ricerca confluiscono nel Documento di Proposta Partecipata finale entro inizio aprile.
Il Tavolo di Negoziazione scrive il Documento di Proposta Partecipata definitivo. Un evento pubblico di restituzione ripercorre collettivamente il percorso — non solo gli esiti istituzionali, ma il cammino fatto insieme. Il Comitato di Garanzia assume il ruolo di monitorare gli esiti, mentre l'Amministrazione si impegna a recepire e dare seguito agli indirizzi prodotti entro 90 giorni
Fase attiva:
Data di inizio / Data di fine
30 set 2026 / 30 apr 2027
Questo processo appartiene a
Movimenti in Appennino
Comunità, ricerca e decisione pubblica nell’Appennino bolognese
Informati e partecipa
🌍 Castiglione dei Pepoli (BO)
Cosa si muove in Appennino?
Dal 2020 la Scuola di Ecologia Politica in Montagna anima Castiglione dei Pepoli con seminari, cammini e ricerche su temi cari all'Appennino: terra, energie, acqua, futuro, casa. Quest'anno il tema è “Movimenti” — mobilità e accessibilità dei territori montani, dissesto idrogeologico e cura del paesaggio, nuovi abitanti e migrazioni. Prima di partire con il progetto di ricerca 2026/2027, la Scuola apre un percorso partecipativo per decidere insieme, con cittadini, realtà territoriali, Comune e Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, quale declinazione del tema sia più urgente e quali domande dovrà porsi la ricerca che seguirà. La call di ricerca di quest'anno sarà bandita anche grazie ai criteri scelti in modo collaborativo.
Vieni al weekend della Scuola di Ecologia Politica, partecipa ai laboratori, rispondi al questionario: creiamo assieme la call di ricerca!
ꕥ Su cosa lavoriamo insieme
Dal 2020 la Scuola di Ecologia Politica in Montagna — nata a Castiglione dei Pepoli da un'idea di Boschilla APS insieme ad Articolture/Bottega Bologna APS — è un presidio stabile di formazione e ricerca sull'Appennino bolognese. Ogni anno, un tema diverso: terra, energie, acqua, futuro, casa. Quest'anno, alla settima edizione, il tema è “Movimenti”: una chiave di lettura che attraversa mobilità sostenibile e accessibilità dei territori montani, dissesto idrogeologico e cura del paesaggio, movimenti delle persone — nuovi abitanti, ritorni, migrazioni, trasformazioni demografiche.
Finora, i progetti di ricerca annuali della Scuola sono nati da un lavoro già intrinsecamente partecipativo, ma informale. Questo percorso vuole fare un passo in più: rendere esplicito e strutturato un metodo di lavoro già presente, trasformando la definizione del progetto di ricerca 2026/2027 in un confronto aperto con il Comune di Castiglione dei Pepoli, l'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, gli stakeholder locali e la cittadinanza.
L'obiettivo concreto è individuare, insieme alla comunità, quale declinazione del tema “Movimenti” sia più rilevante per il territorio, e quali domande, criteri e piste operative debbano orientare la call di ricerca-azione che la Scuola bandirà. Non si tratta di ricerca teorica: il progetto che vincerà la call dovrà condurre almeno due laboratori partecipati sul territorio, e i suoi primi esiti confluiranno nel Documento di Proposta Partecipata finale.
Il percorso si inserisce nel Documento Unico di Programmazione 2026-2028 del Comune di Castiglione dei Pepoli, che indica tra i propri obiettivi strategici “lo sviluppo sostenibile in un Appennino che cambia”, “un turismo responsabile” e “un'urbanistica partecipata”. Gli esiti del percorso saranno sottoposti al Comune, che si è impegnato a valutarne i contenuti e a renderne pubbliche le motivazioni entro tempi certi.
ꕥ Le attività previste
Il percorso dura otto mesi, da settembre 2026 ad aprile 2027, e si sviluppa in quattro fasi.
Fase 1 – Mappatura e ingaggio (settembre-ottobre 2026)
Un momento pubblico informativo apre il percorso, insieme a una mappatura degli attori del territorio con particolare attenzione a chi è di solito sottorappresentato. Si costituisce il Tavolo di Negoziazione, che discute il calendario e partecipa a una seconda mappatura condivisa. Durante il weekend residenziale della Scuola di Ecologia Politica, un evento pubblico esplora i tre assi tematici di “Movimenti”, mettendo in dialogo i saperi tecnici della Scuola con l'esperienza diretta della popolazione — ed è anche il primo incontro tra cittadinanza e corsisti, tra cui i futuri candidati alla call di ricerca. I temi che emergono vengono ordinati con il supporto di Relaia, rendendo tracciabile il percorso dalle parole dei partecipanti alle sintesi.
Fase 2 – Percorso pubblico (novembre-dicembre 2026)
L'obiettivo è co-costruire la call di ricerca, compresi i suoi criteri di selezione. Dal weekend residenziale parte un questionario pubblico sui bisogni del territorio rispetto ai tre assi di “Movimenti”. Un primo laboratorio pubblico, con il contributo metodologico di Parsec, usa dispositivi di facilitazione creativa come il Collective Lucid Dreaming Lab per esplorare bisogni, desideri e scenari futuri con strumenti visuali e narrativi, non solo discorsivi. Un secondo laboratorio è dedicato a definire insieme i criteri di selezione del progetto vincitore della call, integrando i criteri scientifici della Scuola con quelli proposti dai partecipanti, con decisioni prese tramite tecniche sociocratiche basate sull'assenso. In questa fase nasce anche il Comitato di Garanzia Locale, e il Tavolo di Negoziazione redige un primo Documento di Proposta Partecipata parziale.
Fase 3 – Produzione dati (gennaio-aprile 2027)
Il percorso si intreccia con il progetto di ricerca vero e proprio. Al vincitore della call, al Comitato di Garanzia e all'Amministrazione viene offerta una formazione su facilitazione e ricerca-azione partecipata. Il vincitore conduce almeno due laboratori partecipati sul territorio, e i primi esiti della ricerca confluiscono nel Documento di Proposta Partecipata finale entro inizio aprile.
Fase 4 – Chiusura (aprile 2027)
Il Tavolo di Negoziazione scrive il Documento di Proposta Partecipata definitivo. Un evento pubblico di restituzione ripercorre collettivamente il percorso — non solo gli esiti istituzionali, ma il cammino fatto insieme. Il Comitato di Garanzia assume il ruolo di monitorare gli esiti, mentre l'Amministrazione si impegna a recepire e dare seguito agli indirizzi prodotti entro 90 giorni.
ꕥ Chi può partecipare
Il percorso è aperto a tutti, e in particolare a:
i cittadini e le cittadine di Castiglione dei Pepoli e dei Comuni dell'Unione dell'Appennino Bolognese;
i soggetti istituzionali, le realtà economiche, associative e culturali del territorio;
i gruppi informali e i soggetti giovanili;
le realtà legate alla cura dell'ambiente, alla mobilità e all'abitare montano;
chi frequenta la montagna a vario titolo, inclusi soci e volontari del CAI;
donne, persone anziane, persone con disabilità, nuovi abitanti e comunità migranti, con un'attenzione esplicita a raggiungere questi gruppi con modalità comunicative dedicate.
La modalità privilegiata resta l'invito diretto e il passaparola attraverso figure di fiducia del territorio montano. Il questionario pubblico, attivo dal weekend della Scuola per tutta la durata del percorso, è pensato come strumento a bassa soglia per chi non può partecipare ai laboratori in presenza. Il percorso resta aperto anche dopo l'avvio a nuovi soggetti, organizzati o no, che manifestino interesse.
ꕥ Il coinvolgimento del territorio
Il percorso è sostenuto da un Accordo preliminare con sei partner: Bottega Bologna, Boschilla, la sottosezione CAI “Roberto Venturi”, Parsec, Relaia — startup innovativa partecipata dall'Università di Bologna, specializzata in strumenti digitali di intelligenza collettiva — e l'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese.
Il Tavolo di Negoziazione, costituito all'avvio del percorso, parte dal Proponente e da Boschilla APS, già in dialogo continuativo con l'Amministrazione, e si allarga progressivamente ai firmatari dell'Accordo e a nuove realtà emerse dalla mappatura — culturali, associative, giovanili, esperti sui temi di mobilità, ambiente e abitare montano. Al termine dei laboratori pubblici, ai partecipanti viene proposto di aderire al Tavolo, garantendo una rappresentanza diretta della cittadinanza attiva. Il Tavolo co-progetta la mappatura, rilegge i contributi raccolti, costruisce gli indirizzi per la call di ricerca, individua il progetto vincitore secondo i criteri co-definiti e redige il Documento di Proposta Partecipata.
Non emergono, in fase di progettazione, conflitti sull'attivazione del percorso, ma sono attese divergenze legittime sulle priorità tematiche: percezioni diverse tra abitanti, Amministrazione, stakeholder e partecipanti alla Scuola, e possibili tensioni tra sviluppo, tutela ambientale, accessibilità dei servizi e mobilità. Il percorso affronta queste divergenze in ottica propositiva, cercando il bisogno alla base di ogni posizione per trovare sinergie invece che visioni parallele. Relaia contribuisce rendendo leggibili ricorrenze, sovrapposizioni e punti di tensione nei contributi raccolti, così che la facilitazione e il Tavolo possano lavorare sul dissenso in modo informato, senza appiattirlo in una semplice contrapposizione maggioranza-minoranza e mantenendo tracciabile il percorso da ogni singola osservazione fino alla sintesi finale.
ꕥ Le tappe
Settembre – ottobre 2026 – apertura del percorso, mappatura degli attori, primo Tavolo di Negoziazione, evento pubblico durante il weekend residenziale della Scuola di Ecologia Politica sui tre assi di “Movimenti”.
Novembre – dicembre 2026 – questionario pubblico, laboratorio con Collective Lucid Dreaming Lab, laboratorio sui criteri della call, costituzione del Comitato di Garanzia Locale, DocPP parziale, pubblicazione della call di ricerca-azione.
Gennaio – aprile 2027 – formazione al vincitore della call, conduzione di almeno due laboratori partecipati, primi esiti della ricerca nel DocPP.
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Aprile 2027 – Documento di Proposta Partecipata definitivo, evento pubblico di restituzione, avvio della fase decisionale dell'Amministrazione con impegno a rispondere entro 90 giorni.
ꕥ Cosa resterà del percorso
L'obiettivo è che la ricerca della Scuola nasca da un mandato condiviso, non da un'agenda interna:
un Documento di Proposta Partecipata, con priorità, criteri e raccomandazioni sul tema “Movimenti”, sottoposto formalmente al Comune di Castiglione dei Pepoli;
una call di ricerca-azione con criteri di selezione co-definiti dalla comunità, non decisi a tavolino;
un progetto di ricerca 2026/2027 radicato nei bisogni reali del territorio, con almeno due laboratori partecipati condotti dal vincitore della call;
un gruppo di ricerca-azione territoriale più strutturato e riconoscibile, capace di continuare a fare da ponte tra conoscenza, comunità e decisione pubblica anche oltre questa edizione della Scuola.
Il Comune si è impegnato formalmente a sospendere ogni atto che anticipi gli esiti del percorso, a recepire e dare seguito agli indirizzi prodotti entro 90 giorni dalla loro presentazione, e a rendere pubbliche le motivazioni delle proprie decisioni. Ha inoltre aderito alla campagna di monitoraggio regionale, con indicatori dedicati anche alla tracciabilità: verificare che ogni contributo raccolto sia riconoscibile nel percorso che porta dalle osservazioni dei partecipanti alle priorità finali.
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