Esiti del processo partecipativo

In questa sezione sono raccolti e messi a fuoco gli esiti complessivi del percorso di co-progettazione dell’Opificio di Comunità. Non solo risultati finali, ma un insieme di significati condivisi, strumenti operativi e impegni assunti, costruiti nel tempo dalla comunità insieme all’Amministrazione. Gli esiti comprendono sia i materiali elaborati collettivamente, sia le condizioni decisionali e di accompagnamento che ne rendono possibile l’attuazione e il monitoraggio nel tempo.


Materiali di riferimento condivisi

Il percorso ha condotto alla definizione e alla condivisione di un quadro organico di documenti che, nel loro insieme, compongono il Documento di Proposta Partecipata dell’Opificio di Comunità. I materiali descritti di seguito ne rappresentano le diverse parti, tra loro coerenti e interconnesse.

Patto Fondativo dell’Opificio di Comunità

Il Patto Fondativo definisce l’Opificio di Comunità come spazio relazionale e produttivo in cui la comunità genera benessere, legami e possibilità.
Rende espliciti i bisogni emersi dal territorio – relazione e prossimità, riconoscimento e partecipazione, equità territoriale – e individua le linee produttive prioritarie: produzione di relazioni significative, welfare territoriale, solidarietà e mutuo aiuto.
Introduce inoltre la bussola dei sette elementi, utile a riconoscere ciò che “fa Opificio”, e i principi operativi condivisi che orientano l’azione: ascolto diffuso, responsabilità condivisa, processualità generativa.

Azioni Fondative

Le Azioni Fondative traducono i principi del Patto Fondativo in dispositivi operativi che rendono l’Opificio praticabile e riconoscibile.

  • Decidere insieme: definizione di una governance leggera articolata su tre livelli – Équipe di Coordinamento, Maestranze dell’Opificio, Comunità – e di momenti annuali ricorrenti di coordinamento, verifica e allineamento.
  • Riconoscersi Opificio: percorso per mappare, sperimentare e riconoscere luoghi ed esperienze attraverso un sistema di riconoscimento comunitario progressivo.
  • Sperimentazione e validazione: i luoghi e le pratiche si propongono, attraversano una fase sperimentale di dodici mesi e vengono riconosciuti dalla comunità sulla base dell’esperienza prodotta.

Mappatura – Azione Fondativa 1.2

La mappatura documenta la prima attivazione dell’Azione Fondativa “Riconoscersi Opificio” e raccoglie una ricognizione partecipata di luoghi accoglienti e azioni generative presenti nel territorio. Il documento include sia le schede operative di riferimento per la mappatura, sia dodici schede già compilate, che restituiscono esempi concreti di pratiche e luoghi in cui l’Opificio prende forma. La mappatura rende visibili le relazioni prodotte, i bisogni intercettati e quelli ancora sommersi, valorizzando risorse già esistenti e spesso non riconosciute come parte di un ecosistema comunitario condiviso. Il documento presenta inoltre una esemplificazione del passaggio dalla scheda compilata alla segnaletica pubblica, attraverso il caso della Biblioteca comunale, mostrando come la narrazione raccolta possa evolvere in cartello identificativo e dispositivo di riconoscimento comunitario.

Sperimentazioni e Attenzioni

Le sperimentazioni e le attenzioni rappresentano il livello operativo dell’Opificio di Comunità, in cui i principi del Patto Fondativo e i dispositivi delle Azioni Fondative si traducono in pratiche concrete e quotidiane.

Le sperimentazioni sono azioni leggere, accessibili e replicabili, attivabili da soggetti diversi senza passaggi formali preventivi. Operano su cicli brevi, permettono di intercettare bisogni, generare relazioni e produrre apprendimento nel fare.

  • Presidiare i territori: il format La pasêzéda longa come dispositivo diffuso e continuativo di ascolto territoriale.
  • Condividere spazi: la Chiamata alla città come processo partecipativo per l’immaginazione, la rigenerazione e la cura condivisa degli spazi.
  • Creare occasioni di incontro: scambi di saperi intergenerazionali orientati alla costruzione di relazioni continuative e di senso di appartenenza.

Le attenzioni affiancano le sperimentazioni come micro-gesti operativi trasversali, che traducono i principi dell’Opificio nelle modalità quotidiane di lavoro, ascolto, restituzione e collaborazione. Non costituiscono azioni autonome, ma orientano il modo in cui le sperimentazioni vengono progettate, realizzate e documentate, contribuendo alla costruzione di una cultura operativa condivisa.

Accompagnamento alla decisione pubblica

Il processo partecipativo prevede un accompagnamento strutturato alle decisioni dell’Ente, in coerenza con quanto emerso dal percorso.

Fase di recepimento

Entro trenta giorni dalla consegna del Documento di Proposta Partecipata, l’Amministrazione comunale procederà a:

  • analisi di fattibilità dell’Opificio di Comunità;
  • istituzione dell’Opificio tramite delibera di Giunta;
  • approvazione del primo Patto di Collaborazione operativo;
  • integrazione degli obiettivi dell’Opificio nel DUP;
  • adeguamento del PIAO.

Diritto di seguito e monitoraggio partecipato

Il diritto di seguito è riconosciuto come parte integrante degli esiti del percorso e si articola in:

  • comunicazione trasparente ai partecipanti delle delibere assunte, con motivazione delle scelte;
  • incontri pubblici di restituzione e confronto;
  • spazio web dedicato alla documentazione dell’evoluzione operativa dell’Opificio;
  • monitoraggio partecipato sull’efficacia dei primi cicli produttivi;
  • sessione pubblica di valutazione a dodici mesi dall’avvio.

Gli esiti del processo non si esauriscono nella produzione di documenti. Consistono, piuttosto, nella costruzione di un’infrastruttura condivisa che rende possibile l’azione pubblica nel tempo, mantenendo vivo il legame tra comunità, istituzioni e pratiche.