Supporto
Fasi del processo
Primo momento di attivazione della rete di supporto al progetto e condivisione del progetto con i partner - Consulta sulla Disabilità, Consulta della Bicicletta, Comitato Bologna Vivibile, Ordine degli Architetti PPC di Bologna, Fondazione IU Rusconi Ghigi - che si fanno promotori del percorso attraverso i propri canali.
Il percorso si apre durante la Settimana Europea della Mobilità con un brainstorming collettivo sulle tre porte storiche per raccogliere prime percezioni su mobilità e accessibilità, con attenzione alle diverse tipologie di utenza: pedoni, ciclisti, infanzia, persone con mobilità ridotta, genitori con passeggini.
Si prosegue con tavoli di zona, ovvero incontri uno per ciascuna porta, con laboratori, sopralluoghi collettivi e passeggiate di mappatura collaborativa più strutturate, con diverse lenti tematiche, indagando dimensione fisica e ambientale, qualità urbana e vitalità e prospettiva di genere. Attività di presidio nei punti di maggior transito intercettano anche persone passanti, studenti e commercianti, spesso più difficili da coinvolgere negli incontri tradizionali.
I dati raccolti contribuiscono a definire scenari di trasformazione con attività di envisioning in cui per esempio le persone partecipanti sovrappongono allo stato attuale le trasformazioni desiderate, confrontano la situazione odierna con scenari trasformativi.
La restituzione condivide pubblicamente le visioni emerse dai tavoli, avvalendosi anche un linguaggio più narrativo e artistico, coinvolgendo un pubblico più ampio: l'obiettivo è tradurre i contenuti del percorso in un linguaggio artistico che possa arrivare anche a chi non ha partecipato agli incontri.
Fase attiva:
Data di inizio / Data di fine
30 set 2026 / 31 dic 2026
Questo processo appartiene a
Attraverso le porte
Ripensare la rigenerazione dell’asse storico della Tangenziale delle Bici di Bologna
Informati e partecipa
🌍 Bologna
Come vorresti attraversare Porta San Vitale, San Donato o Santo Stefano?
A oltre dieci anni dalla sua apertura, la Tangenziale delle Biciclette di Bologna ha visto crescere i propri flussi di oltre il 110%, e nei nodi di tre porte storiche - Santo Stefano, San Vitale, San Donato - aumentano i conflitti tra pedoni, ciclisti e automobili, insieme a problematiche di accessibilità e qualità dello spazio pubblico. “Attraverso le porte” chiede alla cittadinanza di mettere in discussione questi luoghi a partire dalla conoscenza data dalla frequentazione quotidiana. Laboratori, tavoli di confronto, passeggiate a più lenti tematiche e una restituzione finale con un linguaggio artistico.
Partecipa ai laboratori, racconta la tua Porta, vieni alla restituzione finale: i nodi della Tangenziale Bici li mettiamo in discussione insieme.
ꕥ Su cosa lavoriamo insieme
La Tangenziale delle Biciclette di Bologna, a oltre dieci anni dalla sua realizzazione, si è consolidata come infrastruttura strategica per gli spostamenti quotidiani — con un incremento dei flussi ciclabili superiore al +110%. Ma questa crescita ha fatto emergere nuove criticità nei tre nodi storici di Porta Santo Stefano, Porta San Vitale e Porta San Donato: congestione, conflitti tra pedoni, ciclisti e automobili, accessibilità limitata, poco comfort termico e scarsa qualità urbana e valorizzazione delle porte monumentali.
Il percorso raccoglie istanze già emerse in altri contesti partecipativi: dal Bilancio Partecipativo 2023, una proposta per Porta San Vitale che chiedeva l'estensione dei marciapiedi e la valorizzazione della porta monumentale, riemersa anche nei laboratori di quartiere della primavera 2026; a Porta Santo Stefano, i problemi di accessibilità evidenziati dal recente insediamento della Fondazione dell'Ordine in uno dei casseri; a Porta San Donato, la proposta di trasformare parte della carreggiata - oggi una corsia poco utilizzata - in spazio verde e permeabile con funzioni di sosta e socialità.
L'obiettivo è far emergere dalla cittadinanza criticità e potenzialità e proporre scenari collettivi di trasformazione che combinino soluzioni basate sulla natura — verde, ombreggiamento, permeabilità dei suoli — per contrastare l'effetto isola di calore, particolarmente critico lungo i viali, con un approccio di accessibilità universale assunto come condizione fondante.
Il percorso si colloca nella fase preliminare del processo decisionale, prima ancora che siano stati programmati interventi specifici. I suoi esiti confluiranno in un Documento di Proposta Partecipata, che orienterà le successive fasi di progettazione e gli aggiornamenti del PUMS, del Biciplan comunale e delle strategie “Bologna Verde”, “Città 30” e “Centro Storico”.
ꕥ Le attività previste
Il percorso si sviluppa in quattro fasi, aperte dalla Settimana Europea della Mobilità.
Fase 0 – Tavolo di Negoziazione e attivazione della Rete di supporto al progetto
Primo momento di attivazione della rete di supporto al progetto e condivisione del progetto con i partner - Consulta sulla Disabilità, Consulta della Bicicletta, Comitato Bologna Vivibile, Ordine degli Architetti PPC di Bologna, Fondazione IU Rusconi Ghigi - che si fanno promotori del percorso attraverso i propri canali.
Fase 1 – Evento di lancio del progetto
Il percorso si apre durante la Settimana Europea della Mobilità con un brainstorming collettivo sulle tre porte storiche per raccogliere prime percezioni su mobilità e accessibilità, con attenzione alle diverse tipologie di utenza: pedoni, ciclisti, infanzia, persone con mobilità ridotta, genitori con passeggini.
Fase 2 – Mappatura dei bisogni e Co-progettazione
Si prosegue con tavoli di zona, ovvero incontri uno per ciascuna porta, con laboratori, sopralluoghi collettivi e passeggiate di mappatura collaborativa più strutturate, con diverse lenti tematiche, indagando dimensione fisica e ambientale, qualità urbana e vitalità e prospettiva di genere. Attività di presidio nei punti di maggior transito intercettano anche persone passanti, studenti e commercianti, spesso più difficili da coinvolgere negli incontri tradizionali.
I dati raccolti contribuiscono a definire scenari di trasformazione con attività di envisioning in cui per esempio le persone partecipanti sovrappongono allo stato attuale le trasformazioni desiderate, confrontano la situazione odierna con scenari trasformativi.
Fase 3 – Sintesi e restituzione
La restituzione condivide pubblicamente le visioni emerse dai tavoli, avvalendosi anche un linguaggio più narrativo e artistico, coinvolgendo un pubblico più ampio: l'obiettivo è tradurre i contenuti del percorso in un linguaggio artistico che possa arrivare anche a chi non ha partecipato agli incontri.
ꕥ Chi può partecipare
Il percorso è aperto a tutte le persone, e in particolare a:
chi attraversa quotidianamente le tre Porte a piedi, in bici o in auto: residenti delle zone limitrofe e popolazione pendolare per motivi di studio e lavoro;
comunità ciclistica, coinvolta dalla Consulta della Bicicletta;
persone con disabilità, con un'attenzione specifica garantita dalla Consulta sulla Disabilità;
studenti dell'Università, in particolare attorno a Porta San Donato;
esercizi commerciali in prossimità delle porte;
persone professioniste della rigenerazione urbana e della mobilità, raggiunti tramite la rete dell'Ordine degli Architetti PPC di Bologna;
chi ha già partecipato a precedenti edizioni del Bilancio Partecipativo su queste stesse aree.
Il percorso segue il principio della “porta aperta”: la partecipazione resta possibile in ogni fase, non solo all'ingaggio iniziale.
ꕥ Il coinvolgimento del territorio
Il percorso è promosso da Fondazione dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Bologna e sostenuto da un Accordo preliminare con sei partner: la Consulta comunale sulla disabilità, la Consulta comunale della Bicicletta, il Comitato Bologna Vivibile, l'Ordine degli Architetti PPC di Bologna, il Quartiere Santo Stefano e la Fondazione IU Rusconi Ghigi .
Il Tavolo di Negoziazione, costituito all'avvio del percorso, ha funzione di co-regia: condivide e valida l'impostazione del percorso, ne monitora gli aspetti metodologici e programmatici, e accompagna le fasi decisionali sostenendo la costruzione di convergenze tra punti di vista diversi. Nasce dai partner firmatari dell'Accordo preliminare e resta aperto secondo il principio della “porta aperta” ad altri corpi intermedi che manifestino interesse.
Sono stati individuati diversi ambiti di possibile divergenza: la convivenza tra flussi ciclabili, pedonali e automobilistici; il rapporto tra mobilità, sosta e accessibilità; il bilanciamento tra aree di sosta e spazio per la mitigazione ambientale; le diverse esigenze di residenti, pendolari, studenti e attività economiche; il bilanciamento tra tutela storico-monumentale, verde e trasformazione dello spazio. Per gestire queste tensioni, il percorso usa momenti di circle time per costruire un clima di fiducia, tecniche mutuate dal teatro - come attività di ice breaking fisiche che mettono in relazione le persone e con lo spazio stesso - tecniche di role playing per far sperimentare ai partecipanti punti di vista diversi dal proprio, e lavoro in piccoli gruppi eterogenei per limitare dinamiche di predominanza. Si evita il meccanismo del voto sì/no, preferendo la ricerca di un terreno comune capace di soddisfare più parti insieme.
ꕥ Le tappe
Fase 0 – primo Tavolo di Negoziazione e attivazione della Rete di supporto al progetto.
Fase 1 – Evento di lancio del progetto durante la Settimana Europea della Mobilità.
Fase 2 – Mappatura dei bisogni e Co-progettazione con un laboratorio per ciascuna Porta
Fase 3 – Sintesi e restituzione pubblica delle visioni emerse e incontro finale con linguaggio artistico
Il progetto si svolge nei tempi previsti dal Bando regionale Linea A: avvio entro il 30 settembre 2026, conclusione entro il 30 maggio 2027.
ꕥ Cosa resterà del percorso
L'obiettivo è che le tre porte diventino luoghi di relazione, non solo di passaggio:
un Documento di Proposta Partecipata, con scenari di rigenerazione urbana e linee guida per i tre nodi della Tangenziale Bici, orientati ad adattamento climatico e accessibilità universale;
materiali visivi e narrativi che raccontano la mappatura dei bisogni e le trasformazioni immaginate anche a chi non ha partecipato agli incontri;
un archivio/dossier di contributo diretto agli strumenti di pianificazione della città: PUMS, Biciplan, e le strategie “Bologna Verde”, “Città 30” e “Centro Storico”.
Il Comune di Bologna si è impegnato formalmente a sospendere ogni atto che anticipi gli esiti del percorso, ad approvare l'atto di conclusione del processo e a rendere pubbliche le motivazioni delle proprie decisioni. Il progetto ha inoltre aderito alla campagna di monitoraggio regionale, con strumenti leggeri di feedback visivo raccolti al termine di ogni incontro per verificare in tempo reale la qualità dell'esperienza partecipativa e adattare, se serve, le attività successive.
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