ꕥ Su cosa lavoriamo insieme
Questo percorso è la prima fase di un più ampio accompagnamento collettivo alla formazione del Piano Urbanistico Generale e si concentra sulla costruzione del Quadro Conoscitivo Diagnostico.
Il Quadro Conoscitivo Diagnostico descrive e interpreta il territorio, ne legge condizioni e tendenze, individua risorse, punti di forza, vulnerabilità e criticità e mette a fuoco le questioni che orienteranno la Strategia del Piano.
Il percorso contribuisce a questo lavoro mettendo in relazione le conoscenze tecniche già disponibili con l’esperienza di chi vive, lavora e utilizza il territorio, attraverso tre temi:
rigenerazione urbana e territoriale - riguarda gli spazi costruiti e aperti, il loro utilizzo, le aree dismesse o sottoutilizzate e i luoghi che hanno perso funzione o qualità;
giustizia spaziale e sistema dei servizi - riguarda la possibilità concreta di raggiungere e utilizzare servizi, spazi pubblici e luoghi della vita quotidiana, considerando distanze, collegamenti, accessibilità e diverse esigenze delle persone;
udentità, paesaggio e bene comune - riguarda i luoghi nei quali le comunità si riconoscono, il rapporto tra centri abitati e territorio rurale, le qualità e le vulnerabilità ambientali e le pratiche di cura.
ꕥ Chi partecipa
Il percorso si sviluppa nel quadro del Regolamento di Democrazia Partecipativa del Comune di Castelfranco Emilia, approvato nel 2024, e adotta un coinvolgimento a porte aperte: tutta la comunità può partecipare e nuove persone, gruppi e organizzazioni possono entrare nel percorso anche dopo l’avvio. Accanto alla partecipazione diffusa, alcuni soggetti accompagnano il percorso con funzioni specifiche.
Il Tavolo di Negoziazione svolge la funzione di gruppo guida prevista dal Regolamento comunale. Riunisce realtà organizzate, rappresentanti delle frazioni, scuole, soggetti economici e sociali, ordini professionali, tecnici comunali e rappresentanti del Consiglio comunale. Resta aperto a nuove adesioni, accompagna la definizione delle domande e delle tappe, verifica eventuali assenze significative e segue la lettura degli esiti. In questo spazio trovano posto anche i garanti della partecipazione richiamati dal Regolamento comunale.
Poiché il percorso contribuisce alla formazione del PUG, partecipano stabilmente anche l’Ufficio di Piano, gli altri servizi comunali interessati e i progettisti incaricati. Portano dati e conoscenze tecniche, chiariscono vincoli e questioni aperte e verificano come i contributi della comunità possano entrare nel Quadro Conoscitivo Diagnostico.
Un Comitato di Garanzia Locale presidia correttezza, imparzialità, accessibilità e pluralità del confronto. Ne fa parte anche il Garante della comunicazione e della partecipazione del PUG, previsto dalla legge urbanistica regionale, che collega il percorso partecipativo al procedimento formale del Piano e contribuisce a verificare la tracciabilità degli esiti negli atti successivi.
ꕥ Come si partecipa
Il percorso si svolge nel capoluogo e nelle frazioni, organizzate in cinque ambiti territoriali: Castelfranco Emilia capoluogo; Gaggio, Panzano e Recovato; Piumazzo; Manzolino, Riolo e Rastellino; Cavazzona. I raggruppamenti permettono di affrontare insieme questioni comuni a località vicine, mantenendo attenzione alle specificità di ciascun territorio. Tutta la comunità è invitata.
Si può contribuire in modi diversi:
partecipando agli incontri pubblici: uno di apertura, quattro tappe territoriali e un incontro conclusivo;
segnalando luoghi, criticità e risorse sulla mappa partecipativa online;
rispondendo ai questionari proposti durante il percorso;
utilizzando il Quaderno del partecipante, disponibile anche in formato cartaceo;
portando contributi durante le presenze dei facilitatori nei luoghi della vita quotidiana;
partecipando alle attività dedicate alle giovani generazioni, realizzate con le scuole superiori.
Durante le tappe territoriali si parte dai dati disponibili sulla zona, si lavora sui tre temi del percorso e si localizzano criticità, risorse e differenze di percezione. Il percorso dura otto mesi, da settembre 2026 a maggio 2027, ed è tenuto insieme da un dispositivo che lo accompagna tappa dopo tappa: un tabellone-mosaico itinerante, su cui si accumulano via via tutti i contributi raccolti.
ꕥ Le macro-fasi del percorso
1. Avvio · settembre 2026
Il percorso prende forma attraverso gli incontri di coordinamento con l’Ufficio di Piano e l’équipe tecnica e la prima seduta del Tavolo di Negoziazione, organizzata in forma di focus group. Si condividono impostazione, regole di lavoro, articolazione territoriale e prime domande da portare al confronto pubblico.
2. Sviluppo · ottobre–dicembre 2026
Si apre il confronto con la comunità e il percorso si sposta nei diversi ambiti territoriali. L’incontro pubblico iniziale presenta il PUG, le conoscenze già disponibili e i temi di lavoro; seguono gli appuntamenti itineranti nelle frazioni, accompagnati da questionari, mappa partecipativa e presenza nei luoghi della vita quotidiana. I contributi raccolti vengono progressivamente messi in relazione con i dati tecnici e con quelli emersi nelle altre tappe.
3. Condivisione e restituzione · gennaio–marzo 2027
I contributi raccolti vengono ricomposti e confrontati con il quadro tecnico. Si verificano convergenze, divergenze e questioni ancora aperte, si costruisce una prima restituzione complessiva e si prepara il Documento di Proposta Partecipata. Il Tavolo di Negoziazione e il Comitato di Garanzia accompagnano questa fase fino alla condivisione finale degli esiti.
4. Conclusione · entro maggio 2027
Il Documento di Proposta Partecipata viene completato, trasmesso al Tecnico di garanzia regionale e, dopo la validazione, recepito formalmente dal Comune come contributo al Quadro Conoscitivo Diagnostico.
ꕥ I risultati del percorso
Il percorso produce risultati che entrano direttamente nel processo di formazione del PUG.
un Documento di Proposta Partecipata, che raccoglie criticità, risorse, esigenze, priorità diagnostiche e questioni aperte emerse nel confronto e che sarà utilizzato nel Quadro Conoscitivo Diagnostico;
una lettura condivisa e territorializzata dei principali temi emersi nel capoluogo e nelle frazioni, costruita mettendo in relazione dati tecnici, esperienze d’uso e contributi della comunità;
un quadro di convergenze, divergenze e questioni da approfondire, utile a orientare la fase successiva dedicata alla Strategia del PUG;
una base di lavoro per proseguire il coinvolgimento della comunità nelle successive fasi di formazione del Piano.
Il Documento di Proposta Partecipata sarà formalmente recepito, le valutazioni dell’Amministrazione saranno rese pubbliche e il rapporto tra contributi raccolti e atti del Piano resterà tracciabile. Dopo la chiusura sono previste verifiche a sei e dodici mesi sull’attuazione degli impegni assunti.
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