ꕥ Su cosa lavoriamo insieme
Dopo il sisma del maggio 2012, gli uffici comunali di Finale Emilia hanno trovato sede temporanea in due immobili: il MAF e l'ex CORNI. Ora, con il recupero del Municipio storico ormai avviato, quegli uffici stanno per tornare nella loro sede naturale — e i due edifici che li hanno ospitati si liberano, diventando una risorsa concreta per la città.
Non è un caso isolato: la carenza di spazi aggregativi accessibili e flessibili è un bisogno diffuso, formalizzato anche da una petizione presentata da Mani Pulite OdV. Il territorio, dopo il sisma, ha visto ridefinirsi i propri luoghi di incontro, e questa esigenza è oggi ancora più sentita.
Il mondo associativo di Finale Emilia è vivace ma plurale, con approcci diversi: da un lato realtà più giovani, orientate a eventi e attività capaci di autosostenersi economicamente; dall'altro un associazionismo più tradizionale, legato al volontariato mutualistico. Il percorso non vuole scegliere tra questi modelli, ma trovare uno spazio che risponda davvero ai bisogni del territorio, superando la logica della contrapposizione.
L'oggetto concreto del percorso è raccogliere indirizzi condivisi sulle future funzioni di questi spazi, base per avviare in seguito tavoli di co-progettazione sul modello di gestione. Gli esiti confluiscono in un Documento di Proposta Partecipata, pensato per essere pronto già entro marzo 2027 — in coincidenza con la fine del mandato amministrativo — così da offrire alla prossima Amministrazione un quadro strutturato di priorità su cui lavorare fin da subito.
ꕥ Le attività previste
Il percorso dura circa sei mesi, da ottobre 2026 a marzo 2027, e si sviluppa in tre fasi.
Fase 1 – Avvio e ascolto
Si mappano i soggetti rilevanti del territorio e si costituisce il Tavolo di Negoziazione, che valida partecipativamente questa mappatura. In parallelo parte un questionario pubblico, digitale e cartaceo, per raccogliere bisogni ed esigenze della cittadinanza, i cui risultati diventano la base di lavoro per la fase successiva.
Fase 2 – Co-progettazione
È il cuore del percorso: si traducono i bisogni raccolti in scenari concreti per le future destinazioni d'uso degli spazi. Si usa il photovoice, uno strumento che raccoglie visioni e immaginari attraverso fotografie, pensato per raggiungere anche i giovani e chi ha lingua madre diversa dall'italiano. Attraverso World Café e tavoli multi-attore, cittadini, associazioni e istituzioni si confrontano, supportati anche da rendering che rendono visibili le possibili soluzioni. In questa fase si co-progettano le funzioni future dello spazio, si validano le ipotesi e si comincia a costruire un modello di governance condiviso.
Fase 3 – Restituzione
Gli esiti vengono condivisi con la cittadinanza in un'assemblea pubblica. Si conclude anche il lavoro del Tavolo di Negoziazione, con la validazione finale e la stesura del Documento di Proposta Partecipata, che raccoglie scenari funzionali e opzioni di governance per il futuro utilizzo degli immobili.
Uno spazio radio
Un elemento particolare del percorso è la realizzazione di uno spazio radio, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Rulli Frulli: un modo per estendere il dibattito oltre i confini comunali, raccogliere punti di vista diversi e creare occasioni di confronto diretto tra cittadini, Amministrazione e Tavolo di Negoziazione, raggiungendo anche chi di solito partecipa meno ai processi istituzionali.
ꕥ Chi può partecipare
Il percorso è aperto a tutti, e in particolare a:
tutti i cittadini e le cittadine di Finale Emilia;
le organizzazioni giovanili e le associazioni di ogni generazione, con particolare attenzione a far dialogare visioni diverse;
il mondo associazionistico e il settore sanitario-sociale;
le realtà sportive;
i mediatori linguistici e le associazioni interculturali del territorio, per raggiungere anche chi parla lingue diverse dall'italiano;
Mani Pulite OdV, che ha portato la petizione all'origine del percorso;
la Cooperativa Sociale Rulli Frulli, già coinvolta come partner.
Il Tavolo di Negoziazione, in ogni sua seduta successiva alla prima, verifica se ci sono categorie sociali rilevanti ancora poco rappresentate e si attiva per includerle. Il photovoice, in particolare, è pensato per ampliare la platea a chi normalmente partecipa meno agli incontri più tradizionali.
ꕥ Il coinvolgimento del territorio
Il percorso è sostenuto da un Accordo preliminare con la Cooperativa Sociale Rulli Frulli ETS, costola operativa della Fondazione Rulli Frulli, che promuove inclusione sociale, educativa e lavorativa attraverso musica, cultura e attività artigianali.
Il Tavolo di Negoziazione, costituito all'avvio del percorso, ha un ruolo di co-regia: verifica e propone le modalità più efficaci per garantire trasparenza e pluralità di voci, monitora l'andamento del percorso rispetto al cronoprogramma, e contribuisce a diffondere la conoscenza dell'iniziativa. In fase di avvio è composto da un rappresentante dell'assessorato alle politiche giovanili del Comune (con funzione di coordinamento), un rappresentante dell'Ufficio Lavori Pubblici, un portavoce della Fondazione Rulli Frulli, un esponente della Cooperativa Sociale Rulli Frulli, un esponente di Mani Pulite OdV e un referente dell'ufficio stampa comunale.
Il tema di divergenza più atteso riguarda proprio il gap generazionale nel mondo associativo: da un lato realtà giovani orientate a un modello più economico e orientato a eventi e servizi a pagamento, dall'altro un associazionismo più tradizionale e mutualistico, meno incline alla sperimentazione. Il percorso non cerca di far vincere un modello sull'altro, ma accompagna i partecipanti a capire che l'obiettivo è uno spazio davvero rispondente ai bisogni del territorio. Per gestire queste differenze si usa un facilitatore terzo che guida il confronto, il Tavolo di Negoziazione come spazio strutturato di mediazione, tecniche come i lavori in sottogruppi e le restituzioni pubbliche, e regole di ingaggio condivise fin dall'inizio, per orientare il dialogo verso soluzioni ibride capaci di integrare esigenze diverse invece che sceglierne una sola.
ꕥ Le tappe
Ottobre 2026 – mappatura degli stakeholder, costituzione e prima seduta del Tavolo di Negoziazione, lancio del questionario pubblico.
Novembre 2026 – gennaio 2027 – attività di co-progettazione: photovoice, World Café, tavoli multi-attore, elaborazione di rendering degli spazi.
Febbraio – marzo 2027 – assemblea pubblica di restituzione, validazione finale da parte del Tavolo di Negoziazione, stesura del Documento di Proposta Partecipata.
Il progetto si svolge nei tempi previsti dal Bando regionale Linea A, con conclusione anticipata a marzo 2027 per coincidere con la scadenza della consiliatura, in modo da offrire un quadro pronto alla nuova Amministrazione.
ꕥ Cosa resterà del percorso
L'obiettivo è offrire basi solide su cui costruire, indipendentemente da chi amministrerà la città dopo la primavera 2027:
un Documento di Proposta Partecipata con scenari funzionali e opzioni di governance per il MAF e l'ex CORNI, pronto per la nuova Amministrazione;
una mappatura delle reti territoriali e un documento di sintesi dei bisogni e delle aspettative della comunità;
priorità condivise per la destinazione dei due spazi, fondate su bisogni reali raccolti direttamente dai cittadini;
un primo terreno comune tra le diverse anime del mondo associativo locale, costruito attraverso il confronto diretto.
Il Comune si è impegnato formalmente a sospendere ogni atto che anticipi gli esiti del percorso, ad approvare l'atto di conclusione del processo e a rendere pubbliche le motivazioni delle proprie decisioni. Ha inoltre aderito alla campagna di monitoraggio regionale, con indicatori su incontri realizzati, partecipanti coinvolti e proposte raccolte, oltre a momenti periodici di verifica durante tutto il percorso.
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