Supporto
Fasi del processo
Questa fase prevede un lavoro interno di impostazione, prima mappatura delle realtà economiche insieme al Tavolo di Negoziazione, un evento pubblico di avvio, il presidio delle sagre e feste autunnali, una formazione all'Amministrazione sulla facilitazione e gli strumenti digitali.
Questa fase prevede la somministrazione del questionario online, un laboratorio con matrice SWOT, interviste a figure di riferimento, incontro del Tavolo per selezionare i temi prioritari, laboratorio di mappatura partecipata con Proaction Café e MyMaps, Radar del Futuro per immaginare scenari e priorità.
Questa fase prevede la redazione del Documento di Proposta Partecipata, un evento pubblico di restituzione con seduta plenaria del Tavolo di Negoziazione, una votazione pubblica delle priorità, nonché la costituzione del Comitato di Garanzia Locale.
Fase attiva:
Data di inizio / Data di fine
30 set 2026 / 30 apr 2027
Questo processo appartiene a
Montese che verrà
Immaginare, costruire, crescere
Informati e partecipa
🌍 Montese (MO)
Che futuro economico immagini per Montese?
A Montese esiste un tessuto economico insolitamente vivace per un piccolo comune montano — commercio, artigianato, servizi, agricoltura — e un turismo in crescita. Ma manca una visione condivisa: non ci sono tavoli stabili tra amministrazione e realtà economiche, e le energie del territorio faticano a incontrarsi. In vista della candidatura al bando regionale sugli Hub urbani e di prossimità, “Montese che verrà” apre un percorso di ascolto per costruire insieme priorità e strategie di sviluppo economico, con mappature partecipate, laboratori e occasioni di incontro nei luoghi già frequentati dalla comunità.
Partecipa ai laboratori, rispondi al questionario, contribuisci alla mappa collaborativa: il futuro economico di Montese lo disegniamo insieme.
ꕥ Su cosa lavoriamo insieme
Montese ha una presenza economica significativa per le dimensioni di un territorio montano — commercio, artigianato, servizi, agricoltura — e un flusso turistico in crescita, per ora soprattutto stagionale. È una ricchezza reale, ma oggi non si traduce in una direzione condivisa: manca una rete stabile tra le realtà economiche del territorio e con l'Amministrazione, non esistono consulte o tavoli permanenti di confronto, e ogni soggetto tende a muoversi per conto proprio.
L'occasione per cambiare passo arriva dalla possibile candidatura del Comune al bando regionale per la creazione degli Hub urbani e di prossimità. Prima di presentarsi a quella finestra di opportunità, l'Amministrazione ha scelto di costruire un quadro conoscitivo condiviso: punti di forza e di debolezza del sistema economico locale, criticità che frenano imprese e servizi, opportunità su cui investire in turismo, commercio, servizi e valorizzazione delle risorse locali.
Il momento è anche particolare per un altro motivo: la nuova Amministrazione comunale può usare questo percorso come strumento di conoscenza approfondita del territorio, costruendo le proprie scelte future insieme alla comunità invece che a prescindere da essa.
Gli esiti del percorso confluiranno in un Documento di Proposta Partecipata, che raccoglierà priorità e strategie condivise dalla comunità e potrà orientare la futura candidatura del Comune e gli strumenti di programmazione comunale.
ꕥ Le attività previste
Il percorso si sviluppa in tre fasi, pensate per accompagnare la comunità dalla conoscenza reciproca fino alla definizione condivisa di strategie concrete.
Fase 1 – Costruire una rete
È la fase più estesa, perché oggi questa rete non esiste. Si parte da un lavoro interno per definire il calendario delle attività, seguito da una prima mappatura delle realtà economiche del territorio insieme al Tavolo di Negoziazione, contattate direttamente e invitate a partecipare. In parallelo parte la campagna di comunicazione, con un evento pubblico di avvio per presentare il percorso a tutta la cittadinanza. Per raggiungere anche chi non frequenta i canali istituzionali, il percorso presidia momenti di vita collettiva già radicati — le fiere e feste autunnali del territorio. È previsto anche un incontro formativo per l'Amministrazione su facilitazione e progettazione partecipativa, incluso l'uso dello strumento di mappatura digitale MyMaps.
Fase 2 – Incontri laboratoriali
Il cuore operativo del percorso. Parte un questionario online per raccogliere l'opinione diffusa della comunità, anche di chi non parteciperà agli incontri in presenza. Il primo laboratorio usa la matrice SWOT per esplorare turismo, attrattività e sviluppo economico locale, restituendo una fotografia collettiva del territorio; seguono interviste a figure di riferimento locali per approfondire il contesto e individuare buone pratiche già in atto. Un incontro del Tavolo di Negoziazione seleziona poi i temi prioritari per il laboratorio successivo, dedicato alla mappatura partecipata del territorio: con la metodologia del Proaction Café e strumenti di cartografia collaborativa — sia digitale, su MyMaps, sia analogica — i partecipanti individuano servizi, realtà economiche e luoghi significativi, costruendo una mappa online che racconta Montese con lo sguardo dei suoi abitanti. Chiude la fase il Radar del Futuro, uno spazio di visione collettiva per immaginare scenari desiderabili e i passi concreti per realizzarli.
Fase 3 – Conclusione e restituzione
A partire da tutto il materiale raccolto si scrive il Documento di Proposta Partecipata, presentato in un evento pubblico dove si riunisce anche il Tavolo di Negoziazione in seduta plenaria. L'incontro prevede un confronto aperto, la raccolta di osservazioni e una votazione pubblica sulle priorità di intervento. In questa occasione nasce anche il Comitato di Garanzia Locale, che avrà il compito di seguire l'attuazione degli indirizzi emersi anche dopo la conclusione del percorso.
ꕥ Chi può partecipare
Il percorso è aperto a tutti, e in particolare a:
le realtà economiche del territorio: imprenditrici e imprenditori, produttori, commercianti, artigiani, operatori turistici e aziende agricole;
gli enti del terzo settore, le associazioni sportive e culturali e le associazioni di categoria;
i giovani e le cittadine e i cittadini attivi;
le imprenditrici, le attività avviate da giovani o nuove generazioni e gli esercizi commerciali gestiti da persone di origine straniera, con un'attenzione specifica perché queste voci trovino spazio effettivo;
le associazioni che gestiscono spazi pubblici in convenzione con il Comune.
La mappatura degli attori non è statica: si aggiorna progressivamente grazie ai contributi del Tavolo di Negoziazione, dello staff di progetto e delle persone che partecipano agli incontri. Nuove realtà emerse durante il percorso vengono contattate e invitate a entrare, con un'attenzione particolare a chi è tradizionalmente meno rappresentato nei processi decisionali.
ꕥ Il coinvolgimento del territorio
Il percorso è sostenuto da un Accordo preliminare con quattro partner: il Gruppo culturale il Trebbo, Appennino 2000, Lapam - Federimpresa e CNA Associazione territoriale di Modena.
Il Tavolo di Negoziazione, costituito all'avvio del percorso, accompagna l'intero cammino come organismo di confronto. Nella prima fase è composto dai soggetti sottoscrittori del progetto, ma si allarga fin dall'incontro pubblico di apertura ad altri attori del territorio. Il Tavolo restituisce alla comunità gli orientamenti emersi in fase di impostazione, contribuisce alla mappatura e al coinvolgimento di nuove realtà, seleziona i temi prioritari per i laboratori a partire dagli esiti del questionario e della SWOT, e presenta pubblicamente il Documento di Proposta Partecipata contribuendo alla sua stesura finale. La partecipazione al Tavolo resta libera e aperta per tutta la durata del percorso: si può entrare manifestando interesse agli incontri pubblici o con una richiesta via email.
Non emergono, in fase di progettazione, conflitti già strutturati, ma il territorio ospita comunque visioni diverse che meritano attenzione: le priorità di investimento tra centro storico, frazioni e aree periferiche; l'equilibrio tra sviluppo turistico e tutela dell'identità locale; la distribuzione dei servizi di prossimità; le differenze tra commercio tradizionale, attività produttive, agricoltura e nuove economie turistiche; l'uso e la valorizzazione degli spazi pubblici; il ruolo che l'Amministrazione dovrebbe avere nel coordinare iniziative economiche collettive. Ogni incontro, interno o pubblico, è condotto da almeno una facilitatrice esperta, con strumenti di ascolto attivo come i giri di parola e la facilitazione visuale, per affrontare le eventuali tensioni in chiave costruttiva piuttosto che competitiva.
ꕥ Le tappe
Fase 1 – lavoro interno di impostazione, prima mappatura delle realtà economiche insieme al Tavolo di Negoziazione, evento pubblico di avvio, presidio delle sagre e feste autunnali, formazione dell'Amministrazione su facilitazione e strumenti digitali, apertura dello spazio digitale su PartecipAzioni.
Fase 2 – questionario online, laboratorio con matrice SWOT, interviste a figure di riferimento, incontro del Tavolo per selezionare i temi prioritari, laboratorio di mappatura partecipata con Proaction Café e MyMaps, Radar del Futuro per immaginare scenari e priorità.
Fase 3 – redazione del Documento di Proposta Partecipata, evento pubblico di restituzione con seduta plenaria del Tavolo di Negoziazione, votazione pubblica delle priorità, costituzione del Comitato di Garanzia Locale.
ꕥ Cosa resterà del percorso
L'obiettivo non è solo un documento, ma una nuova abitudine di lavorare insieme:
un Documento di Proposta Partecipata, con priorità e strategie condivise per lo sviluppo economico di Montese, utile anche a orientare una futura candidatura del Comune come Hub urbano;
una mappa collaborativa online del territorio, costruita con lo sguardo di chi lo abita, che resta aperta anche dopo la conclusione del percorso per accogliere nuove segnalazioni;
una rete di relazioni tra realtà economiche e tra queste e l'Amministrazione, dove oggi non esiste alcuna forma stabile di confronto;
un Comitato di Garanzia Locale, nato dal percorso stesso, che ne segue l'attuazione nel tempo portando con sé la memoria diretta delle scelte compiute insieme.
Il Comune si è impegnato formalmente a sospendere ogni atto che anticipi gli esiti del percorso, ad approvare l'atto di conclusione del processo e a rendere pubbliche le motivazioni delle proprie decisioni. Ha inoltre aderito alla campagna di monitoraggio regionale, con indicatori dedicati anche a misurare quante nuove relazioni nascono davvero tra i partecipanti grazie al percorso.
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