Tavolo di negoziazione
Il Tavolo di Negoziazione è l'organo centrale di co-regia, garanzia e monitoraggio di tutte le attività. Questo organismo ha il compito principale di coordinare le diverse fasi del progetto, assicurando il rispetto dei tempi e la corretta attuazione dei metodi di coinvolgimento. Tra le sue funzioni chiave rientra la definizione del calendario degli incontri nelle frazioni, la validazione dei materiali informativi e la supervisione della raccolta dati cartografici e reperti storici. Il Tavolo agisce inoltre come sede di primo livello per la discussione e la mediazione di eventuali divergenze tecniche o campanilismi legati alla scelta dei sentieri, garantendo che ogni voce del territorio trovi un ascolto equo.
Nella fase finale del percorso, i membri del Tavolo hanno la responsabilità di valutare le risultanze dei laboratori e del trekking collettivo per definire i criteri di utilizzo dei fondi immateriali del bando Cariparma e per stipulare i patti di collaborazione per la cura e la manutenzione condivisa del Museo Diffuso dell'Acqua, accompagnando il Documento di Proposta Partecipata fino alla sua consegna formale al Comune.
La composizione del Tavolo di Negoziazione rispecchia la volontà di superare la frammentazione locale, riunendo in modo equilibrato i rappresentanti dei tre centri di Tornolo capoluogo, Tarsogno e Santa Maria del Taro. L'organismo è composto in primo luogo dai delegati del Comune di Tornolo e dai referenti delle associazioni partner che hanno sottoscritto l'accordo preliminare, tra cui figurano le Pro Loco delle frazioni, i Consorzi Forestali, i gruppi e le associazioni culturali e sportive locali, almeno un rappresentante del Comune ed almeno uno dei progettisti architettonici.
In linea con il principio della porta aperta, la composizione del Tavolo resta dinamica per tutta la durata del progetto, prevedendo la possibilità di includere in corso d'opera nuovi soggetti organizzati, comitati locali o enti tecnici che manifesteranno l'interesse a contribuire alla gestione del patrimonio idrico collettivo.
Condividi