Supporto
Fasi del processo
istituzione Tavolo di Negoziazione, ascolto di tecnici, esperti e stakeholder; outreach e incontri pubblici nel capoluogo e nelle frazioni; coinvolgimento degli RPC; diffusione questionario conoscitivo.
Realizzazione di due workshop aventi come temi centrali la valorizzazione del patrimonio verde e sociale.
Elaborazione e sintesi dei contributi; evento pubblico di restituzione del DPP.
Fase attiva:
Data di inizio / Data di fine
30 set 2026 / 31 dic 2026
Questo processo appartiene a
Natura in Comune: la Tutela del Verde Diffuso ad Argenta
I volontari protagonisti nella tutela del territorio: linee guida partecipate e patti di collaborazione
Informati e partecipa
🌍 Argenta (FE)
L'erba alta è trascuratezza, o è vita?
Argenta (FE) – Oltre 60 ettari tra prati e aiuole, più di 6.000 tra alberi e arbusti, distribuiti tra il capoluogo e quattordici frazioni: il verde pubblico argentano è un patrimonio enorme, che oggi chiede di essere curato in modo nuovo. Con “Natura in Comune” il Comune scrive insieme ai cittadini le regole per proteggerlo: corridoi ecologici, aree a sfalcio ridotto per api e farfalle, giardini terapeutici, la rinascita del Parco della Pieve di San Giorgio ferito dall'alluvione del 2024. E i criteri dei Patti di Collaborazione, con cui chi vuole potrà prendersi cura di un pezzo di verde vicino a casa. Le proposte raccolte non resteranno sulla carta: diventeranno un regolamento discusso in Consiglio comunale. Non servono competenze tecniche, basta conoscere il parco sotto casa.
Rispondi al questionario, vieni alla tappa nella tua frazione, porta la tua proposta: il verde di Argenta è un bene comune.
ꕥ Su cosa lavoriamo insieme
Argenta ha un patrimonio verde fuori scala per un comune della sua dimensione: oltre 60 ettari tra prati e aiuole, più di 6.000 esemplari tra alberi e arbusti, distribuiti tra il capoluogo e le frazioni. Curarlo bene, oggi, significa qualcosa di diverso rispetto a vent'anni fa.
Il Giardino Primaro, realizzato con i fondi FESR, è il primo tassello di questa idea nuova. Ma un'opera sola, per quanto riuscita, rischia di restare un'isola. Natura in Comune nasce per estenderne le pratiche a tutto il territorio: corridoi ecologici che colleghino il centro alle campagne, aree a sfalcio ridotto per proteggere api, farfalle e bombi, giardini terapeutici pensati per chi ha bisogno di cura oltre che di verde. E la rigenerazione del Parco della Pieve di San Giorgio, accanto al monumento più antico del territorio ferrarese, gravemente colpito dall'esondazione del torrente Idice nell'ottobre 2024: un luogo ferito che può diventare il simbolo di una rinascita ecologica e comunitaria.
C'è poi una spinta arrivata dal basso: una petizione con cui i residenti hanno chiesto di poter fare la loro parte — falciare l'erba di un parco gioco, adottare l'aiuola sotto casa. Questa disponibilità esiste già: il percorso serve a darle una forma e delle regole.
Insieme scriveremo le linee guida del Regolamento per la tutela della biodiversità urbana e il ripristino ecosistemico e i criteri con cui attivare i Patti di Collaborazione. Le proposte raccolte confluiranno in un Documento di Proposta Partecipata (DocPP), che sarà la base del regolamento sottoposto al Consiglio comunale. Il testo si raccorderà con il nuovo Regolamento del Verde dell'Unione dei Comuni Valli e Delizie, in fase di elaborazione, e tradurrà a scala locale gli obiettivi europei della Nature Restoration Law.
Sullo sfondo c'è una domanda che riguarda tutti: come si tiene insieme il piacere di usare un parco con la necessità di proteggerlo? Non ha una risposta unica, e per questo la cerchiamo insieme.
ꕥ Le attività previste
Il percorso dura otto mesi, è condotto da facilitatori professionisti e ha il Tavolo di Negoziazione in regia dall'inizio alla fine.
Prima fase – Mappatura, ascolto e in-formazione
Istituzione Tavolo di Negoziazione, ascolto di tecnici, esperti e stakeholder; outreach e incontri pubblici nel capoluogo e nelle frazioni; coinvolgimento degli RPC; diffusione questionario conoscitivo; istituzione Tavolo di Negoziazione.
Seconda fase – Co-progettazione e workshop
Realizzazione di due workshop aventi come temi centrali la valorizzazione del patrimonio verde e sociale.
Terza fase – Restituzione e validazione
I contributi raccolti vengono sistematizzati nel Documento di Proposta Partecipata, discussi in un incontro congiunto tra Tavolo di Negoziazione e Comitato di Garanzia e restituiti alla città in un evento pubblico. Da lì parte il cammino verso il regolamento.
Un filo che attraversa tutto: “Viviamo nel verde, raccontiamo la nostra storia”
Quattordici scorci verdi, uno per ogni frazione, diventano luoghi di incontro. Ogni tappa si articola in tre momenti: un momento informativo con linguaggio accessibile, un reading teatrale sul rapporto tra persone e natura — con il coinvolgimento anche di persone con disabilità — e un laboratorio pratico con materiali naturali e vegetali. Non conferenze: occasioni per stare in un posto e guardarlo insieme.
Due aree sperimentali a sfalcio ridotto
Dall'estate 2026, prima ancora dei workshop, due aree delimitate e segnalate da cartelli informativi — al Parco della Pieve di San Giorgio e al Parco della Delizia di Benvignante — funzionano da campo di osservazione e da tappa delle passeggiate ecologiche. Perché il modo migliore di discutere di erba alta è andare a vederla.
ꕥ Chi può partecipare
Il percorso è aperto a tutti, e in particolare a:
tutti i cittadini e le cittadine di Argenta e delle frazioni, senza bisogno di competenze specialistiche;
i RPC – rappresentanti della partecipazione cittadina, coinvolti fin da prima dell'avvio come partner del percorso;
chi ha firmato la petizione per la cura di prossimità del verde;
le associazioni ambientaliste e di volontariato e il terzo settore locale;
le scuole, gli insegnanti e gli studenti;
le famiglie con bambini e le persone anziane, spesso i frequentatori più assidui dei parchi;
le persone con disabilità, fragili o in condizione di marginalità, non come beneficiari ma come protagonisti della cura, attraverso il giardinaggio inclusivo e terapeutico;
le comunità di origine straniera — in particolare quelle pakistana e ghanese, tra le più presenti negli spazi verdi pubblici — raggiunte tramite i mediatori culturali con incontri diretti;
i tecnici e i professionisti del verde: agronomi, paesaggisti, ordini professionali.
Per raggiungere chi di solito non partecipa, il percorso non aspetta che le persone arrivino: un gruppo operativo di pubbliche relazioni territoriali lavora di prossimità, anche con incontri a piccoli gruppi e faccia a faccia.
ꕥ Il coinvolgimento del territorio
Il progetto è sostenuto da un Accordo preliminare con quattro partner, ciascuno con un ruolo preciso:
Soelia S.p.A., azienda multiservizi in house, presidia la fattibilità tecnica e logistica degli interventi sul patrimonio verde;
ASP Eppi Manica Salvatori cura la dimensione dell'equità sociale: co-progetta i percorsi di giardinaggio terapeutico e accompagna l'ingresso dei soggetti fragili nei patti di custodia;
Amanita – Cooperativa di Comunità lavora sulle frazioni e sulle aree più distanti dal centro, perché anziani soli, cittadini stranieri e donne con carichi di cura abbiano una possibilità reale di parola;
CSV Terre Estensi agisce da abilitatore istituzionale, mappando e mobilitando le risorse del terzo settore, in sinergia con le associazioni di volontariato ambientale locali, che portano il know-how su specie autoctone, didattica ecologica, bug hotel e monitoraggio degli insetti saproxilici alla Pieve.
Il Tavolo di Negoziazione, costituito all'avvio del percorso, coordina l'intero processo: integra i contributi dei cittadini e degli stakeholder, vigila sull'equilibrio tra le voci in campo, media le divergenze e valida le proposte fino alla stesura del DocPP. Ne fanno parte un rappresentante degli RPC, un firmatario della petizione, un delegato delle associazioni ambientaliste, un rappresentante dell'ordine degli agronomi, un rappresentante dei partner, l'Assessore competente e un tecnico dell'Ufficio Urbanistica, con un facilitatore esperto a garantire l'imparzialità della conduzione.
A vigilare sulla correttezza del percorso c'è un Comitato di Garanzia Locale di tre membri: un rappresentante dell'Università di Ferrara, uno del terzo settore e un'esperta di botanica e fondi europei. Il Comitato incontrerà il Tavolo almeno due volte nelle fasi intermedie e produrrà al termine un report condiviso di considerazioni.
Che ci saranno posizioni diverse è dato per scontato, e va bene così: sul tema dello sfalcio ridotto, in particolare, c'è chi legge l'erba alta come incuria. Il confronto sarà condotto con facilitatori neutrali, dati scientifici alla mano e visite sul campo, cercando un punto di equilibrio tra esigenze ecologiche, decoro e fruibilità.
ꕥ Le tappe
Prima fase (ottobre – dicembre 2026) – insediamento del Tavolo di Negoziazione e del Comitato di Garanzia; interviste agli stakeholder tecnici; incontri pubblici nel capoluogo e nelle frazioni; questionario sulla piattaforma regionale; report dei bisogni e mappatura degli attori.
Seconda fase (gennaio – febbraio 2027) – workshop “Un patrimonio verde da proteggere e valorizzare” e “Un patrimonio sociale da scoprire”; co-definizione dei contenuti del futuro regolamento e delle prime proposte di Patti di Collaborazione.
Terza fase (marzo – maggio 2027) – elaborazione dei contributi, incontro conclusivo tra Tavolo di Negoziazione e Comitato di Garanzia, evento pubblico di restituzione, stesura del Documento di Proposta Partecipata.
Dopo il percorso – invio del DocPP al Tecnico di garanzia regionale per la validazione, approvazione del Regolamento in Consiglio comunale, attivazione dei primi Patti di Collaborazione e monitoraggio degli impegni assunti.
Il progetto si svolge nei tempi previsti dal Bando regionale Linea A: avvio entro il 30 settembre 2026, conclusione entro il 30 maggio 2027.
ꕥ Cosa resterà del percorso
L'obiettivo non è una stagione di incontri, ma un cambiamento che regge nel tempo:
un Regolamento per la tutela della biodiversità urbana e il ripristino ecosistemico, approvato dal Consiglio comunale, che fissa criteri manutentivi ecologici — sfalcio differenziato, niente pesticidi chimici, compost locale, attrezzature elettriche;
i Patti di Collaborazione attivi, con cittadini, associazioni e persone fragili che diventano custodi di un pezzo di territorio;
una rete di corridoi ecologici che collega centro, periferie e frazioni, con benefici misurabili: più impollinatori, più ritenzione idrica, meno isole di calore, meno emissioni;
il Parco della Pieve di San Giorgio rigenerato, dove gli alberi caduti nell'alluvione restano come monumento ambientale e micro-habitat, insieme memoria e laboratorio didattico;
una comunità più coesa, con il verde riconosciuto come bene comune e non come servizio da attendere;
un modello di governance replicabile, che il DocPP tradurrà in priorità operative sul patrimonio verde per il quinquennio 2027-2031.
Il Comune si è impegnato formalmente a sospendere ogni atto che anticipi gli esiti del percorso, ad approvare l'atto di conclusione del processo e a rendere pubbliche le motivazioni delle proprie decisioni. Ha inoltre aderito alla campagna di monitoraggio regionale, con verifiche in itinere e a distanza dalla chiusura.
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