ꕥ Su cosa lavoriamo insieme
Il territorio riminese, per vocazione turistica ed economica, ha sempre avuto una naturale proiezione internazionale — rafforzata dalla contiguità geografica con la Repubblica di San Marino, oggi impegnata in un percorso di associazione all'Unione Europea prossimo al suo positivo esito. Per ragioni storiche e di prossimità, Rimini e San Marino funzionano già come un sistema territoriale integrato, con dinamiche economiche, sociali e culturali che attraversano il confine tra i due Stati quasi senza soluzione di continuità.
Come previsto nella convenzione costitutiva, il Gect attraverso la rete territoriale e il sistema più strutturato di rapporti tra istituzioni, associazioni e società civile che si intende costruire con il presente progetto, intende lavorare in maniera condivisa su nuovi scenari e strategie di sviluppo economico e sociale, superando la competizione tra Comuni e la frammentazione tra gli stakeholders del territorio.
Il Protocollo di programmazione integrata, articolato in più sezioni tematiche, conterrà da un lato gli impegni della Provincia come coordinatrice della rete, dall'altro gli ambiti di partecipazione e collaborazione di ciascun soggetto coinvolto. Tutto ciò anche al fine di intercettare più efficacemente fondi e opportunità europee, superando la parcellizzazione che oggi penalizza soprattutto i Comuni più piccoli e le realtà associative meno strutturate.
ꕥ Le attività previste
Il percorso si sviluppa in quattro azioni, da settembre 2026 a maggio 2027.
Azione 1 – Costituzione del Tavolo di Negoziazione
Il Tavolo, che include la Provincia di Rimini, uno o più rappresentanti della Repubblica di San Marino, il Comune capoluogo, due Comuni delle valli, l'Università di Bologna - Campus di Rimini e quattro rappresentanti delle associazioni di categoria, svolgerà un ruolo di co-regia dell'intero percorso, definendo le regole del confronto. Alla Regione Emilia-Romagna viene chiesto di parteciparvi come osservatore.
Azione 2 – Analisi del contesto e mappa degli stakeholder
Il lavoro dedicato all'analisi e mappatura aggiornata dei soggetti del territorio, va oltre il semplice elenco delle realtà “ufficiali”: si seguiranno criteri di rappresentatività, capacità d'impatto, orientamento all'innovazione e all'internazionalità, individuando anche realtà meno visibili — ricercatori che lavorano all'estero, operatori del sociale impegnati in progetti internazionali, ecc. — con modalità di coinvolgimento calibrate su ciascun profilo.
Azione 3 – Ingaggio, capacity building e co-progettazione
Sono previsti almeno 6 incontri, moderati da un facilitatore professionista, in cui l'approfondimento tematico si accompagna ad attività di formazione e co-progettazione dei contenuti del Protocollo. Il coinvolgimento continuativo degli attori permette di far convergere i bisogni del territorio con le linee guida della programmazione europea e nazionale, trasformando le criticità locali in proposte progettuali finanziabili.
Azione 4 – Formalizzazione, validazione e monitoraggio
Il Protocollo diventa lo strumento operativo del sistema: un sistema gestito, integrato e monitorato in maniera continuativa nel tempo. Il Tavolo di Negoziazione supervisiona l'adozione formale degli accordi nei rispettivi organi deliberativi. Un evento finale, nel maggio 2027, presenta il Protocollo alla comunità e alle istituzioni coinvolte — compresi rappresentanti del Dipartimento Affari Regionali e delle Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Emilia-Romagna.
ꕥ Chi può partecipare
Il percorso è aperto a un'ampia rete di soggetti dei due territori, tra cui:
i 27 Comuni della provincia di Rimini e le 2 Unioni di Comuni;
l'Università di Bologna – Campus di Rimini Tecnopolo;
L'Università della Repubblica di San Marino;
la Camera di Commercio della Romagna e l'Agenzia per lo Sviluppo Economico – Camera di Commercio della Repubblica di San Marino;
gli istituti comprensivi e le realtà scolastiche, anche con forme di partecipazione diverse dagli incontri tradizionali — laboratori, animazioni di comunità;
i GAL “Valli Marecchia e Conca” e “Pesca e Acquacoltura Costa dell'Emilia-Romagna”;
le associazioni e fondazioni che operano in campo ambientale, economico, culturale, sociale, assistenziale e della parità di genere;
le realtà del territorio sanmarinese individuate dalla Repubblica di San Marino;
realtà emergenti e non ancora consolidate, individuate anche grazie alla rete di relazioni dei primi soggetti coinvolti, secondo il principio della “porta aperta”.
L'implementazione graduale del Protocollo accompagnreà un allargamento altrettanto graduale della rete, sia per numero di attori coinvolti sia per temi trattati. Le istituzioni con più esperienza in progettazione comunitaria — come l'Università e il Comune capoluogo — hanno anche un ruolo di trasmissione di know-how verso gli altri attori della rete.
ꕥ Il coinvolgimento del territorio
Il Tavolo di Negoziazione definisce le regole del confronto e accompagna il processo fino alle fasi decisionali, garantendo il coordinamento delle attività.
In un processo partecipativo di questa portata, la nascita di divergenze non sarà considerata come 'patologia' ma come componente naturale del confronto, spesso generativa di nuove idee. Per gestire questo percorso partecipativo è prevista la definizione di un codice di lavoro condiviso, con l'intervento di personale professionalizzato nella funzione di facilitatore, in grado di riportare il gruppo sull'obiettivo comune utilizzando anche tecniche strutturate di negoziazione e di generazione di nuove idee, per trasformare i conflitti potenziali in obiettivi condivisi da risolvere insieme.
ꕥ Le tappe
Azione 1 – costituzione del Tavolo di Negoziazione, definizione delle regole di confronto.
Azione 2 – analisi del contesto e mappatura qualitativa degli stakeholder dei due territori.
Azione 3 – almeno sei incontri di capacity building e co-progettazione del Protocollo.
Azione 4 – formalizzazione del Protocollo, validazione da parte degli organi deliberativi, evento pubblico finale nel maggio 2027.
Il progetto si svolge nei tempi previsti dal Bando regionale Linea A: avvio entro il 30 settembre 2026, conclusione entro il 30 maggio 2027. La Provincia si è impegnata a due momenti di verifica intermedia, entro dicembre 2026 e entro marzo 2027.
ꕥ Cosa resterà del percorso
L'obiettivo è dotare i due territori di uno strumento stabile, non di un'intesa temporanea:
un Protocollo di programmazione integrata, articolato in più sezioni tematiche, che definisce impegni e ambiti di collaborazione di ciascun soggetto della rete;
una rete territoriale stabile e allargabile, capace di intercettare più efficacemente fondi e opportunità di finanziamento europee;
un modello di governance multilivello, replicabile anche in altri contesti territoriali transfrontalieri;
un supporto concreto alle realtà più piccole — Comuni minori, singole associazioni — nell'affacciarsi al tema, spesso complesso, della programmazione comunitaria.
La Provincia di Rimini si è impegnata formalmente a sospendere ogni atto che anticipi gli esiti del percorso, ad approvare l'atto di conclusione del processo e a rendere pubbliche le motivazioni delle proprie decisioni. Ha inoltre aderito alla campagna di monitoraggio regionale, con due relazioni sullo stato di avanzamento del progetto — la prima entro dicembre 2026, la seconda entro marzo 2027.
Condividi