Supporto
Fasi del processo
Si insedia formalmente il Tavolo di Negoziazione, si allineano i partner, si elabora una mappa degli stakeholder con un'analisi anticipata delle barriere di ingaggio, con attenzione specifica alla popolazione giovanile, e il team di facilitazione effettua un sopralluogo degli spazi. Si apre lo spazio digitale su PartecipAzioni.
Un gruppo di dieci cittadini attivi, formati alla facilitazione, conduce venti interviste qualitative in profondità, strutturate come dialoghi a coppie, con residenti di generazioni diverse, giovani non affiliati ad associazioni, famiglie, lavoratori del centro storico e persone che normalmente non si avvicinerebbero a un processo partecipativo. Le interviste esplorano le pratiche quotidiane: dove ci si ritrova, cosa manca, cosa renderebbe uno spazio come questo davvero interessante. Sono previste sessioni di osservazione partecipante negli spazi già attivi (ex canonica, Piazza Borellini, altri luoghi di ritrovo informale) e un intervento artistico, ideato insieme a un artista o collettivo, per attivare l'immaginazione collettiva sui primi scenari possibili.
I temi emersi dall'etnografia vengono testati con un questionario quali-quantitativo online e offline, con l'obiettivo di raggiungere almeno cento risposte anche oltre i confini comunali. L'analisi distingue le costanti, cioè le risposte più frequenti, dalle singolarità, cioè le risposte che esprimono un concetto in modo esemplare. Il Tavolo di Negoziazione valida il Report di Ascolto prima della pubblicazione.
Tre laboratori aperti, con 20-30 partecipanti ciascuno, integrati da consultazioni asincrone online. Tecnici e amministratori comunali vi partecipano come osservatori. Il primo apre con la restituzione visiva del report e lavora in piccoli gruppi per validare priorità e visione dell'Hub. Il secondo si concentra sul modello operativo, con simulazioni e casi pratici per definire regole d'uso e meccanismi decisionali. Il terzo è un tavolo di sintesi per la scrittura collettiva del Documento di Proposta Partecipata e dello schema del Patto di Collaborazione.
Il documento viene finalizzato con un'analisi comparativa sui modelli regionali di hub urbani, approvato e firmato dal Tavolo di Negoziazione. Un'assemblea pubblica aperta a tutta la comunità restituisce gli esiti: i soggetti del Tavolo dichiarano pubblicamente come intendono recepirli, il documento viene consegnato alla Giunta e, se condiviso, l'assemblea si chiude con la firma del Patto di Collaborazione.
Fase attiva:
Data di inizio / Data di fine
30 set 2026 / 31 dic 2026
Questo processo appartiene a
Spazi vivi di comunità
Un percorso partecipativo per la co-progettazione dei contenuti, del modello di gestione, animazione
Informati e partecipa
📍 Concordia sulla Secchia (MO)
Cosa può diventare un ex oratorio, se lo si lascia progettare a chi lo abiterà davvero?
Nel cuore del centro storico di Concordia sulla Secchia, l'Ex Canonica e l'Ex Oratorio, già ricostruiti dopo il terremoto, vivono oggi un uso parziale e informale, in attesa di una fruizione piena. Altri spazi devono essere ancora recuperati, come l'ex Cinema - Sala della Comunità 'Splendor'. Nel 2021-2022 oltre cento giovani, con il percorso "Next Generation Concordia", avevano chiesto proprio questo: uno spazio aggregativo multifunzionale aperto nel centro storico. Ora che il centro storico è stato riconosciuto Hub Urbano dalla Regione, questo percorso "Spazi Vivi di Comunità" trasforma quella richiesta in un progetto concreto: interviste e osservazione sul territorio, un intervento artistico, un questionario aperto a tutti, tre laboratori di co-progettazione, fino a una proposta di Patto di Collaborazione per gestire gli spazi insieme al Terzo Settore e ai giovani.
Rispondi al questionario, partecipa ai laboratori, vieni all'assemblea finale: l'Hub di Comunità di Concordia lo progettiamo insieme.
ꕥ Su cosa lavoriamo insieme
Il complesso dell'Ex Oratorio, di proprietà parrocchiale e in capo all'Associazione "Oratorio e Circolo Splendor ANSPI", vive oggi una fase di stallo: la porzione dell'ex canonica è attiva ma solo su base informale, priva di un quadro programmatorio stabile. Eppure il territorio aveva già indicato con chiarezza cosa vorrebbe diventasse quello spazio: nel biennio 2021-2022, il percorso partecipativo "Next Generation Concordia" aveva coinvolto oltre cento giovani, facendo emergere la domanda di un Hub di Comunità nel centro storico, uno spazio aperto e inclusivo per aggregazione, formazione, lavoro e produzione culturale.
Quell'indicazione non si era ancora tradotta in una decisione organica. Ora arriva l'occasione: il centro storico di Concordia sulla Secchia è stato riconosciuto Hub Urbano dalla Regione Emilia-Romagna, ai sensi della L.R. 12/2023, e il documento programmatico presentato alla Regione prevede proprio la nascita partecipata di questo Hub di Comunità, anche come fattore di rivitalizzazione post terremoto.
Il percorso non decide se realizzare l'Hub, scelta già fatta, ma come: co-progetta i contenuti, il modello di gestione, l'animazione e la sostenibilità dello spazio, con un obiettivo dichiarato di sussidiarietà orizzontale: affidare l'autonomia gestionale al Terzo Settore e ai gruppi giovanili del territorio, non a una struttura calata dall'alto. Il Comune si posiziona come partner istituzionale, impegnandosi a sospendere il giudizio durante la fase di ascolto e a recepire, al termine, la forma dell'Hub negli strumenti di pianificazione: il quadro conoscitivo del PUG, il piano strategico del centro storico, il Piano dell'Hub Urbano.
L'esito concreto è un Documento di Proposta Partecipata, propedeutico alla firma di un Patto di Collaborazione: il primo atto operativo della nuova governance condivisa degli spazi dell'Ex Canonica e dell'Ex Oratorio.
ꕥ Le attività previste
Il percorso dura sei mesi e si sviluppa in cinque fasi, ciascuna presidiata dal Tavolo di Negoziazione. Quello che emerge dall'ascolto determina l'agenda dei passi successivi: i contenuti dei laboratori non sono decisi in anticipo.
Fase 1 – Preparazione e avvio
Si insedia formalmente il Tavolo di Negoziazione, si allineano i partner, si elabora una mappa degli stakeholder con un'analisi anticipata delle barriere di ingaggio, con attenzione specifica alla popolazione giovanile, e il team di facilitazione effettua un sopralluogo degli spazi. Si apre lo spazio digitale su PartecipAzioni.
Fase 2 – Ascolto ed etnografia territoriale
Un gruppo di dieci cittadini attivi, formati alla facilitazione, conduce venti interviste qualitative in profondità, strutturate come dialoghi a coppie, con residenti di generazioni diverse, giovani non affiliati ad associazioni, famiglie, lavoratori del centro storico e persone che normalmente non si avvicinerebbero a un processo partecipativo. Le interviste esplorano le pratiche quotidiane: dove ci si ritrova, cosa manca, cosa renderebbe uno spazio come questo davvero interessante. Sono previste sessioni di osservazione partecipante negli spazi già attivi (ex canonica, Piazza Borellini, altri luoghi di ritrovo informale) e un intervento artistico, ideato insieme a un artista o collettivo, per attivare l'immaginazione collettiva sui primi scenari possibili.
Fase 3 – Validazione quantitativa
I temi emersi dall'etnografia vengono testati con un questionario quali-quantitativo online e offline, con l'obiettivo di raggiungere almeno cento risposte anche oltre i confini comunali. L'analisi distingue le costanti, cioè le risposte più frequenti, dalle singolarità, cioè le risposte che esprimono un concetto in modo esemplare. Il Tavolo di Negoziazione valida il Report di Ascolto prima della pubblicazione.
Fase 4 – Laboratori di co-progettazione
Tre laboratori aperti, con 20-30 partecipanti ciascuno, integrati da consultazioni asincrone online. Tecnici e amministratori comunali vi partecipano come osservatori. Il primo apre con la restituzione visiva del report e lavora in piccoli gruppi per validare priorità e visione dell'Hub. Il secondo si concentra sul modello operativo, con simulazioni e casi pratici per definire regole d'uso e meccanismi decisionali. Il terzo è un tavolo di sintesi per la scrittura collettiva del Documento di Proposta Partecipata e dello schema del Patto di Collaborazione.
Fase 5 – Chiusura e restituzione istituzionale
Il documento viene finalizzato con un'analisi comparativa sui modelli regionali di hub urbani, approvato e firmato dal Tavolo di Negoziazione. Un'assemblea pubblica aperta a tutta la comunità restituisce gli esiti: i soggetti del Tavolo dichiarano pubblicamente come intendono recepirli, il documento viene consegnato alla Giunta e, se condiviso, l'assemblea si chiude con la firma del Patto di Collaborazione.
ꕥ Chi può partecipare
Il percorso è aperto a tutti, e in particolare a:
i giovani non affiliati ad associazioni, protagonisti dell'indicazione originaria di "Next Generation Concordia";
i residenti di diverse generazioni, le famiglie e i lavoratori del centro storico;
chi normalmente non si avvicinerebbe a un processo partecipativo, intercettato attraverso interviste e osservazione nei luoghi di ritrovo informale;
le realtà del Terzo Settore già radicate nel complesso, come il Circolo ANSPI e le cooperative sociali;
i gruppi giovanili informali, che vorrebbero usare gli spazi in modo autonomo e flessibile;
le persone con background linguistico o culturale diverso, raggiunte con materiali semplificati o tradotti nelle lingue più diffuse tra le comunità straniere del centro storico.
I laboratori e le assemblee si tengono in orari flessibili per conciliare tempi di vita, studio e cura, con tecniche di facilitazione che garantiscono tempi di parola equi. Gli incontri si svolgono in spazi privi di barriere architettoniche, e i tavoli sono organizzati sia per piccoli gruppi omogenei sia intergenerazionali, per far dialogare l'immaginazione creativa dei più giovani con la memoria storica del territorio. Il Tavolo di Negoziazione resta aperto per tutta la durata del percorso a nuove realtà organizzate o comitati.
ꕥ Il coinvolgimento del territorio
Il percorso è sostenuto da un Accordo preliminare con nove realtà del territorio, tra cui la cooperativa sociale Nazareno, la Cooperativa Sociale Caracol, la Soc. Coop. La Scuola del Portico, la Cooperativa Sociale La Bella Sfilza, la Fondazione CEIS ETS, la Cooperativa Sociale Onyvà e la cooperativa di comunità Energia per Concordia.
Il Tavolo di Negoziazione, già costituito, riunisce rappresentanti del Comune, della Parrocchia e del Circolo ANSPI insieme alle cooperative sociali e agli enti del Terzo Settore partner. Ha un ruolo di co-regia tecnica, non deliberativa: vigila sulla terzietà del percorso, valida il regolamento interno, verifica i materiali di comunicazione, monitora la mappatura degli attori, valida il Report di Ascolto e accompagna la stesura del Documento di Proposta Partecipata. Resta aperto a nuove adesioni, valutate non per rappresentanza formale ma per competenza reale: saperi d'uso, conoscenza del territorio, esperienza diretta sull'oggetto della decisione.
Sono stati individuati due ambiti principali di possibile divergenza: la convivenza tra la storia comunitaria degli spazi dell'Ex Oratorio e la loro apertura a tutte e tutti, anche a chi non si riconosce in percorsi associativi tradizionali; e le asimmetrie tra le realtà strutturate che storicamente operano nel complesso e i singoli cittadini o gruppi giovanili informali che vorrebbero un uso autonomo e flessibile, senza l'obbligo di associarsi. Per gestire queste tensioni, il percorso adotta una strategia di depersonalizzazione del conflitto: l'ascolto iniziale intercetta timori e resistenze in una dimensione protetta e individuale, prima che queste posizioni, formalizzate nel report pubblico, diventino oggetto di discussione collettiva su un dato di realtà condiviso, non su fazioni contrapposte. Nei laboratori, tecniche di design degli scenari e simulazioni su casi concreti spostano il confronto dalla difesa di interessi particolari alla ricerca di una sostenibilità comune. Le posizioni che restano distanti non vengono nascoste: il metodo prevede la mappatura e verbalizzazione esplicita del dissenso costruttivo nel Documento di Proposta Partecipata, con pari dignità rispetto alle posizioni maggioritarie.
ꕥ Le tappe
Fase 1 – insediamento del Tavolo di Negoziazione, mappatura degli stakeholder, sopralluogo degli spazi, apertura dello spazio digitale.
Fase 2 – venti interviste etnografiche, osservazione partecipante, intervento artistico di attivazione.
Fase 3 – questionario quali-quantitativo, validazione del Report di Ascolto da parte del Tavolo di Negoziazione.
Fase 4 – tre laboratori di co-progettazione su visione, modello operativo e scrittura del Documento di Proposta Partecipata.
Fase 5 – finalizzazione del documento, approvazione del Tavolo di Negoziazione, assemblea pubblica di restituzione, firma del Patto di Collaborazione.
Il progetto si svolge nei tempi previsti dal Bando regionale Linea A: avvio entro il 30 settembre 2026, conclusione entro il 30 maggio 2027.
ꕥ Cosa resterà del percorso
L'obiettivo è che l'Hub di Comunità nasca già con una governance condivisa e sostenibile:
un Documento di Proposta Partecipata, con concept, proposta di valore, usi degli spazi, modello di governance ed elementi di sostenibilità;
lo schema formale del Patto di Collaborazione, pronto per la deliberazione della Giunta, che definisce come il Terzo Settore e i giovani del territorio potranno gestire l'Hub;
linee guida per inserire stabilmente l'Hub nel quadro conoscitivo del PUG, nel piano strategico del centro storico e nel Piano dell'Hub Urbano del Comune;
una rete di realtà del territorio (cooperative, associazioni, gruppi giovanili) già attiva e pronta a prendersi cura dello spazio fin dal primo giorno.
Il Comune di Concordia sulla Secchia si è impegnato formalmente a sospendere ogni atto che anticipi gli esiti del percorso, ad approvare l'atto di conclusione del processo e a rendere pubbliche le motivazioni delle proprie decisioni. Il percorso aderisce inoltre alla campagna di monitoraggio regionale, con una prima Teoria del Cambiamento definita fin dalla Fase 0 e una verifica a dodici mesi dalla chiusura, che misurerà se l'Hub è stato davvero integrato negli strumenti di programmazione dell'Ente e se sono nate nuove progettualità autonome negli spazi rigenerati.
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