ꕥ Su cosa lavoriamo insieme
L'Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno affronta insieme al territorio una sfida tipica delle aree interne di montagna: come garantire cura e prossimità in Comuni come Bedonia, Compiano e Tornolo, dove la popolazione invecchia, i nuclei più fragili sono spesso isolati nelle frazioni e i servizi rischiano di restare frammentati. Da qui nasce «Welfare connesso», il percorso per costruire insieme il Patto di Comunità sul Welfare dell'Alta Val Taro.
Sarà la deliberazione del campione di cittadini, insieme al Terzo Settore e al Tavolo di Negoziazione, a definire i contenuti concreti del Patto: come sostenere e coordinare il volontariato locale, quali nuove figure di raccordo attivare tra servizi e famiglie, come condividere il lavoro di cura tra rete formale e informale. Il percorso accompagna anche la futura Casa della Comunità di Bedonia, di cui il Patto definirà i legami con il tessuto sociale del territorio.
ꕥ Quali risultati concreti ci aspettiamo?
Il percorso porta alla scrittura del Patto di Comunità sul Welfare dell'Alta Val Taro: un documento con linee guida gestionali e una proposta di regolamento per il potenziamento del volontariato locale, l'individuazione di nuove figure di raccordo tra servizi e cittadini e la condivisione dei lavori di cura tra rete pubblica, Terzo Settore e risorse informali.
A questo si aggiunge una mappa digitale, costruita insieme, dei servizi e delle risorse di cura del territorio, che resterà uno strumento vivo anche dopo la conclusione del percorso.
ꕥ Le attività previste
Il percorso si sviluppa in cinque fasi, dalla mappatura iniziale alla scrittura condivisa del Patto.
Fase 1 – Mappare chi già si prende cura
Si parte da un lavoro di ricognizione: tutte le realtà che a Bedonia, Compiano e Tornolo si occupano già di welfare e di cura — servizi pubblici, privati, Terzo Settore — vengono individuate e invitate a entrare nel Tavolo di Negoziazione. Il lavoro prende forma su una mappa digitale online, dove si vedono a colpo d'occhio i servizi esistenti e le zone di montagna rimaste più scoperte.
Fase 2 – Un grande evento aperto a tutti
Un evento pubblico, con la tecnica dell'Open Space Technology, apre il percorso alla cittadinanza: chiunque può proporre liberamente i temi di discussione che gli stanno più a cuore. In quell'occasione, e nei mesi successivi, un questionario cartaceo e online raccoglie i bisogni di cura del territorio e le candidature di chi vuole entrare nel campione di cittadini.
Fase 3 – Conoscersi e imparare insieme
Il campione selezionato si incontra per la prima volta in un momento di conoscenza reciproca, poi partecipa a un festival di più giorni aperto a tutta la comunità, con approfondimenti tecnici, testimonianze di esperti e il racconto di altre esperienze di patti di comunità simili.
Fase 4 – Si scrive insieme il Patto
Con una giornata di lavoro guidata dalla metodologia European Awareness Scenario Workshop, cittadini, amministratori e tecnici siedono fianco a fianco per discutere priorità e contenuti del Patto. Le decisioni non si prendono con un semplice sì o no, ma con metodi che danno spazio anche alle sfumature e alle posizioni minoritarie. Seguono altri incontri più raccolti per mettere a punto le proposte.
Fase 5 – Dal lavoro dei tavoli al documento finale
Le proposte maturate nei tavoli confluiscono nel Patto di Comunità sul Welfare dell'Alta Val Taro, che dopo la validazione viene consegnato alla Giunta dell'Unione per l'approvazione e l'inserimento nella programmazione sociosanitaria del territorio.
ꕥ Il campione deliberativo
Il percorso coinvolge un campione di cittadini residenti a Bedonia, Compiano e Tornolo, selezionato incrociando criteri demografici — genere, età, comune di residenza — con l'attenzione a includere le voci meno rappresentate, come i caregiver informali e le famiglie straniere.
Data la vastità del territorio e la dispersione delle frazioni, la selezione da sola non basta: le associazioni locali affiancano il percorso come punto di contatto di fiducia, contattando direttamente le persone selezionate, spiegando il valore della partecipazione e aiutandole a superare le difficoltà di spostamento. Gli incontri del campione sono itineranti, per non far pesare sempre agli stessi la distanza dai luoghi di incontro.
Il campione lavora in un clima informale e disteso — con momenti conviviali pensati apposta per costruire fiducia reciproca — prima di entrare nelle sessioni di co-progettazione vere e proprie, dove decide con metodi che danno spazio anche alle posizioni di minoranza.
ꕥ Il coinvolgimento del territorio e della comunità
Il percorso si apre a tutta la comunità fin dal primo grande evento pubblico, e si intreccia con la vita quotidiana dei tre Comuni attraverso i canali che le persone già usano ogni giorno: i gruppi WhatsApp di paese, le pagine Facebook locali, il passaparola di medici di base, parroci, negozi di alimentari e bar di frazione.
Il Tavolo di Negoziazione riunisce l'Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno, i Sindaci di Bedonia, Compiano e Tornolo, l'Ufficio di Piano, l'ASP "Cav. Marco Rossi Sidoli" e la Croce Rossa Italiana - Comitato di Bedonia. Il Tavolo lavora fianco a fianco con il campione di cittadini, senza mai sostituirsi alle sue scelte: aiuta a valutare la fattibilità delle proposte e a orientarle verso soluzioni concrete e realizzabili.
Una mappa digitale online, aggiornata durante tutto il percorso, rende visibili a chiunque i servizi di cura già presenti sul territorio e le aree ancora scoperte.
ꕥ Cosa produce il percorso e quali sono gli impegni dell'ente?
Il percorso si conclude con il Patto di Comunità sul Welfare dell'Alta Val Taro.
L'Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno si è impegnata a recepire gli esiti del percorso inserendo gli indirizzi del Patto all'interno del Piano di Zona distrettuale, lo strumento con cui l'Unione programma concretamente i servizi sociali e sociosanitari del territorio.
ꕥ Cosa succede quando il percorso finisce?
Il lavoro non si ferma alla consegna del Patto. Per i due anni successivi nascerà l'Osservatorio Civico del Patto, che riunirà una delegazione del campione di cittadini e i rappresentanti del Terzo Settore nati dal percorso. Ogni sei mesi l'Osservatorio si riunirà per verificare i progressi: quanti nuovi servizi di prossimità vengono attivati e segnati sulla mappa digitale del territorio, e quanto le linee guida del Patto entrano davvero nella programmazione del Piano di Zona.
I risultati di questo monitoraggio saranno pubblicati sul sito dei Comuni e dell'Unione, a disposizione di tutta la comunità.
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