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Modifiche a "Aumento delle portate del fiume e nuovi boschi "

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    Dare spazio al fiume\nLa trasformazione radicale del Secchia in alta pianura avvenuta a seguito dell'estrazione selvaggia di ghiaia e la successiva erosione del terreno esposto ha aumentato il picco di piena sulla via Emilia del 50% a parità di pioggia. \nNe segue che la messa in sicurezza idraulica del fiume ad un livello minimo impone di trovare spazio per oltre 50 milioni di metri cubi d'acqua mentre la cassa di espansione oggi ha una capacità reale di 12 milioni, fra 10 anni dopo la sua ricostruzione ed ampliamento saranno 23 milioni di metri cubi. \nGli interventi con impatto significativo sono un intervento a valle della cassa nella zona del raccordo tra autostrada del sole e A22 ma anche a valle dell'autostrada. \nA valle di Modena gli spostamenti degli argini per aumentare la capacità di deflusso non sono stati né progettati né studiati.\n\nDragaggio dell'alveo \nIn bassa pianura a valle della cassa di espansione tutti gli studi fatti escludono gli scavi per abbassare il fondo dell’alveo del fiume, perché aumenta pochissimo la portata e allo stesso tempo causa il franamento delle sponde.\nÈ utile invece lo scavo delle golene ma viene considerato estremamente costoso.\n
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    Gestione forestale\nI progetti di gestione forestale sul Secchia sono stati fatti dopo l'alluvione del 2014 con una valutazione differenziata della vegetazione. \nSe però non si fanno i controlli da parte dei comuni sulle ditte operatrici si ottengono devastazioni come nella cassa di espansione, da sola la teoria serve a poco.\nIl bosco lungo il Secchia non è mai naturale, si è affermato in ambienti del tutto artificiali quindi va gestito non ci si può illudere di lasciarlo a sé stesso.\nCi sono alberi a facile sradicamento da togliere, alberi molto resistenti da favorire, punti di deflusso delle acque dopo le piene e creazione di percorsi di fruizione del bosco per le persone. \nBisogna abbandonare l'atteggiamento odierno tra abbandono a sé stesso del bosco e tagli di devastazione totale.\nRinaturalizzazione di alcune golene, però solo dove è possibile gestirle e dove il bosco è stato presente nei secoli.\nLe aree golenali con la nuova cassa di espansione diverranno incoltivabili, sarebbe meglio partire da questi dati di fatto prima di decidere cosa fare.\n\nComunicazione \nLa comunicazione ai cittadini non funziona quando c'è è di sola propaganda, inoltre una comunicazione senza dare una formazione elementare serve a poco.\n
    Ente / organizzazione di appartenenza
    Comitato salute ambientale di Campogalliano
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    Dare spazio al fiume\nLa trasformazione radicale del Secchia in alta pianura avvenuta a seguito dell'estrazione selvaggia di ghiaia e la successiva erosione del terreno esposto ha aumentato il picco di piena sulla via Emilia del 50% a parità di pioggia. \nNe segue che la messa in sicurezza idraulica del fiume ad un livello minimo impone di trovare spazio per oltre 50 milioni di metri cubi d'acqua mentre la cassa di espansione oggi ha una capacità reale di 12 milioni, fra 10 anni dopo la sua ricostruzione ed ampliamento saranno 23 milioni di metri cubi. \nGli interventi con impatto significativo sono un intervento a valle della cassa nella zona del raccordo tra autostrada del sole e A22 ma anche a valle dell'autostrada. \nA valle di Modena gli spostamenti degli argini per aumentare la capacità di deflusso non sono stati né progettati né studiati.\n\nDragaggio dell'alveo \nIn bassa pianura a valle della cassa di espansione tutti gli studi fatti escludono gli scavi per abbassare il fondo dell’alveo del fiume, perché aumenta pochissimo la portata e allo stesso tempo causa il franamento delle sponde.\nÈ utile invece lo scavo delle golene ma viene considerato estremamente costoso.\n
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    Gestione forestale\nI progetti di gestione forestale sul Secchia sono stati fatti dopo l'alluvione del 2014 con una valutazione differenziata della vegetazione. \nSe però non si fanno i controlli da parte dei comuni sulle ditte operatrici si ottengono devastazioni come nella cassa di espansione, da sola la teoria serve a poco.\nIl bosco lungo il Secchia non è mai naturale, si è affermato in ambienti del tutto artificiali quindi va gestito non ci si può illudere di lasciarlo a sé stesso.\nCi sono alberi a facile sradicamento da togliere, alberi molto resistenti da favorire, punti di deflusso delle acque dopo le piene e creazione di percorsi di fruizione del bosco per le persone. \nBisogna abbandonare l'atteggiamento odierno tra abbandono a sé stesso del bosco e tagli di devastazione totale.\nRinaturalizzazione di alcune golene, però solo dove è possibile gestirle e dove il bosco è stato presente nei secoli.\nLe aree golenali con la nuova cassa di espansione diverranno incoltivabili, sarebbe meglio partire da questi dati di fatto prima di decidere cosa fare.\n\nComunicazione \nLa comunicazione ai cittadini non funziona quando c'è è di sola propaganda, inoltre una comunicazione senza dare una formazione elementare serve a poco.\n
    Ente / organizzazione di appartenenza
    Comitato salute ambientale di Campogalliano
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Avatar Massimo Neviani
Versione creata il 10/05/2026 16:17

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