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Il percorso arriva al traguardo! Analizzaimo i dati e i lavori dei gruppi per definire gli obiettivi futuri.
Il 29 gennaio ci ritroveremo alla Sala Barilani a Querciola
L’Amministrazione invita tutti – cittadini, associazioni, imprese e chiunque abbia a cuore il territorio – a partecipare attivamente.
La direzione che prenderemo dipenderà anche dal tuo contributo.
Costruiamo insieme il futuro del Corno alle Scale.
“Dalle Leve ai Cantieri – Ridare vita al territorio del Corno alle Scale”
Comune di Lizzano in Belvedere
La serata di presentazione dei Cantieri ha rappresentato un passaggio fondamentale nel percorso “Dalle Leve ai Cantieri”, segnando il momento in cui la riflessione sistemica sul futuro di Lizzano in Belvedere si è trasformata in impegno operativo condiviso.
Dopo mesi di analisi, confronto e definizione delle leve strategiche, la comunità si è ritrovata per ascoltare i referenti dei diversi Cantieri illustrare il lavoro svolto, le finalità, le azioni previste e i risultati attesi. Non si è trattato della presentazione di singoli progetti, ma della messa in campo di una vera e propria architettura di rigenerazione territoriale.
Il passaggio concettuale dalle “leve” ai “cantieri” è stato il filo conduttore dell’incontro: se le leve individuano i punti strategici del sistema su cui intervenire, i cantieri rappresentano gli spazi concreti di lavoro, coordinamento e sperimentazione nei quali quelle leve vengono attivate. Ogni referente ha quindi raccontato non solo un insieme di azioni, ma una visione operativa di trasformazione.
La serata si è articolata in due momenti principali: la presentazione dei Cantieri di Contrasto, orientati a spezzare i cicli negativi del declino, e quella dei Cantieri di Attivazione, finalizzati ad accendere e consolidare i cicli virtuosi del futuro.
Il referente del Cantiere “Turismo 4 Stagioni” ha aperto gli interventi illustrando con chiarezza la necessità di superare la dipendenza quasi esclusiva dalla stagione invernale e dalla neve. È stato spiegato come il turismo, se concentrato in pochi mesi, esponga il territorio a una vulnerabilità strutturale, aggravata dai cambiamenti climatici.
La proposta presentata punta alla diversificazione radicale dell’offerta: natura, escursionismo culturale, enogastronomia, eventi tematici, benessere, sport dolce e turismo esperienziale distribuiti durante tutto l’arco dell’anno. È emersa con forza l’idea che il turismo non debba essere un elemento separato dalla comunità, ma integrato nella vita locale, generando reddito stabile, occupazione meno stagionale e maggiore attrattività residenziale.
Il pubblico ha colto come questo cantiere non sia solo una strategia economica, ma un intervento strutturale per trasformare una fragilità in opportunità.
Il secondo intervento ha affrontato uno dei temi più sensibili per una comunità montana: la tenuta dei servizi essenziali.
Il referente ha illustrato il ciclo negativo che lega calo demografico e perdita di servizi, spiegando come il cantiere intenda spezzare questa dinamica attraverso modelli innovativi: servizi integrati, soluzioni flessibili per una popolazione dispersa, maggiore collaborazione tra pubblico, terzo settore e cittadini.
Particolare attenzione è stata dedicata all’idea dei servizi come infrastruttura sociale, non solo come prestazione tecnica. Garantire accesso a sanità, scuola, mobilità locale e servizi pubblici significa sostenere la qualità della vita quotidiana e rendere possibile l’arrivo di nuove famiglie.
È emersa con chiarezza la volontà di passare da una logica difensiva a una logica generativa.
Il terzo referente ha posto al centro il tema dell’isolamento, inteso sia in senso fisico sia digitale.
Il cantiere interviene sul miglioramento della mobilità interna tra centro e frazioni, sull’accessibilità ai servizi sovracomunali e sull’integrazione con la connettività digitale. È stato sottolineato come l’accessibilità rappresenti una condizione abilitante: senza collegamenti efficienti e senza connessioni digitali adeguate, ogni altra strategia rischia di rimanere incompleta.
La visione presentata è quella di un territorio realmente attraversabile, connesso e competitivo, capace di garantire autonomia a giovani e anziani e di sostenere turismo ed economia locale.
Il quarto intervento ha toccato la dimensione più immateriale ma decisiva: il capitale sociale.
Il referente ha descritto la crisi del volontariato e l’indebolimento delle relazioni come segnali di un rischio più profondo. Il cantiere propone la rigenerazione delle reti associative, la creazione di spazi e occasioni di incontro, l’accoglienza dei nuovi abitanti e l’attivazione di processi di co-progettazione.
È stato evidenziato che senza fiducia reciproca e senso di appartenenza, nessuna politica economica o infrastrutturale può essere efficace. La comunità è stata riconosciuta come soggetto attivo, non semplice destinataria delle scelte.
Il quinto intervento ha riportato l’attenzione sul paesaggio e sull’agricoltura come infrastruttura economica e ambientale.
Il referente ha spiegato come il declino agricolo produca effetti a catena: abbandono dei terreni, degrado paesaggistico, perdita di attrattività. Il cantiere propone il sostegno a modelli agricoli sostenibili e compatibili con la montagna, il recupero dei terreni incolti, l’integrazione tra agricoltura e turismo e la valorizzazione delle filiere corte.
L’agricoltura è stata presentata non come settore residuale, ma come presidio territoriale e leva identitaria centrale per la Vision 2050.
Dopo aver illustrato i cantieri di contrasto, la serata è proseguita con i cantieri di attivazione, orientati a costruire e consolidare cicli virtuosi.
Il referente ha presentato il digitale come infrastruttura abilitante della montagna contemporanea.
Potenziamento della connettività, promozione del telelavoro, attivazione di spazi condivisi, sviluppo di competenze digitali e servizi online: queste le principali azioni illustrate. È stato sottolineato come il digitale possa rompere definitivamente il legame tra distanza geografica e opportunità lavorative.
Il pubblico ha percepito il digitale non come tema tecnico, ma come moltiplicatore di tutte le altre leve.
Uno degli interventi più concreti e operativi è stato quello dedicato alla Comunità Accogliente.
Il referente ha illustrato la costituzione di un gruppo di lavoro misto tra volontari e amministrazione, incaricato di mappare abitazioni disponibili, opportunità occupazionali nel raggio territoriale e attivare referenti per l’accoglienza diretta dei nuovi abitanti.
È stato spiegato come l’accoglienza non possa essere improvvisata: richiede organizzazione, coordinamento e continuità. Rendere visibili le case disponibili e le opportunità lavorative significa ridurre l’incertezza di chi valuta un trasferimento.
La dimensione relazionale è stata indicata come decisiva: le persone scelgono un luogo anche per il clima umano che vi trovano.
Il referente del cantiere “Appennino Green e Resiliente” ha presentato la transizione ecologica come leva economica oltre che ambientale.
Comunità energetiche, efficienza degli edifici, riduzione dei costi energetici, prevenzione del rischio idrogeologico ed educazione ambientale sono stati illustrati come elementi di una strategia integrata.
La sostenibilità è stata proposta come fattore di competitività e attrattività, capace di rafforzare turismo, residenzialità ed economia locale.
La serata si è conclusa con un momento di sintesi e confronto. È emersa con forza la consapevolezza che i Cantieri non siano interventi isolati, ma dispositivi interconnessi, capaci di agire contemporaneamente su economia, servizi, comunità, ambiente e attrattività.
Ogni referente ha mostrato come il proprio cantiere dialoghi con gli altri, contribuendo a costruire un sistema coerente e progressivo di rigenerazione.
Il messaggio finale condiviso è stato chiaro:
non si tratta di un elenco di progetti, ma di un metodo di governo del cambiamento.
Il passaggio dalle leve ai cantieri segna l’ingresso in una fase nuova, in cui la comunità di Lizzano in Belvedere sceglie di affrontare le proprie fragilità in modo strutturato e collaborativo, trasformandole in opportunità.
La serata non ha rappresentato un punto di arrivo, ma l’apertura ufficiale di una stagione di lavoro condiviso, nella quale istituzioni, cittadini, imprese e associazioni sono chiamati a essere parte attiva di una montagna che non subisce il cambiamento, ma lo governa.
Prossimo incontro giovedì 12 febbraio presso la sede del Parco a Lizzano in Belvedere
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