1. Idraulica, sicurezza idraulica, gestione del regime idraulico, attività estrattive

Avatar Staff
30/12/2025 17:15   0 Commenti 0 Sostegni

In questa sezione sono raccolti video e documenti che illustrano la complessità della gestione fluviale.

Una diversità dinamica

Come un mosaico, i corsi d'acqua quasi naturali sono composti da molte parti diverse: acqua, banchi di ghiaia non vegetati, golene di conifere o di latifoglie. Le alluvioni mescolano il mosaico degli habitat; ad esempio, un banco di ghiaia viene rimosso in un punto e ne viene creato uno nuovo in un altro. Questa dinamica è caratteristica dei corpi idrici e cruciale per il mantenimento della biodiversità. Il video, del 24 aprile 2023, è un contributo sui fiumi dal programma di ricerca "Ingegneria idraulica ed ecologia" di Eawag, WSL, PL-LCH EPFL, VAW ETH Zurigo e Ufficio federale dell'ambiente.



La gestione fluviale in Emilia-Romagna

In questo video del 18 maggio 2023, Andrea Agapito Ludovici, responsabile acque e Oasi del WWF, presenta un quadro della gestione dei corsi d'acqua in Emilia Romagna alla luce di recenti eventi alluvionali. L'esperto discute un rapporto del WWF del 2019/2020 che denunciava la manutenzione scorretta e non conveniente dei fiumi e dei torrenti, spesso eseguita da privati che aumentavano il rischio idraulico. Si sottolinea che il problema non è solo la manutenzione, ma anche la vulnerabilità del territorio causata dalla canalizzazione, dalla riduzione degli spazi di esondazione naturale e dal continuo consumo di suolo anche in aree a rischio idrogeologico. Ludovici caldeggia un cambio totale di approccio, proponendo la rinaturazione dei fiumi e una gestione unica e a lungo termine delle risorse idriche.



Lo stato dei fiumi in Italia

Questo video del 28 settembre 2000 (pubblicato da "Il Sole 24 ORE") riporta la denuncia del WWF Italia in occasione del World Rivers Day, celebrato la quarta domenica di settembre di ogni anno. L'organizzazione ambientalista evidenzia che solo il 40% dei fiumi italiani è in buono stato ecologico, non rispettando la direttiva quadro acque europea. Il WWF critica l'attacco legalizzato e diffuso ai corsi d'acqua, , sottolineando che le regioni continuano ad autorizzare il taglio indiscriminato della vegetazione ripariale. Tali azioni sono in contrasto con le direttive europee e la strategia sulla biodiversità per il 2030 dell'Unione Europea, che invece incoraggiano il ripristino degli ecosistemi d'acqua dolce.


La cassa di espansione del fiume Secchia

Il video (del 3 dicembre 2024) presenta un approfondimento sul fiume Secchia e la gestione del rischio idraulico, focalizzandosi in particolare sull'importanza della cassa di espansione già esistente e sul progetto di potenziamento da parte dell'AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po). Si sottolinea come i cambiamenti climatici rendano le alluvioni eventi drammaticamente attuali, rendendo cruciale adeguare le infrastrutture idrauliche per garantire la sicurezza del territorio e della popolazione. Il nuovo progetto mira a incrementare la capacità di invaso della cassa attraverso il rialzo degli argini e la modifica dei manufatti di regolazione, introducendo anche maggiore flessibilità operativa per gestire la variabilità delle piene. Inoltre, l'intervento integra obiettivi di rinaturazione ambientale e la possibilità di utilizzare parte dell'acqua accumulata per l'irrigazione estiva, segnando un approccio integrato alla gestione delle risorse idriche.


Link utili

Fiumi, la minaccia arriva da insetticidi e plastica

Il documento (WWF Italia 2022), descrive la grave situazione ecologica dei fiumi, notando che solo il 43% dei corsi d'acqua è in un "buono stato ecologico" a causa di alterazioni strutturali e prelievi idrici. Le principali minacce identificate includono gli interventi idraulici, l'inquinamento diffuso (in gran parte agro-zootecnico) e l'inquinamento da scarichi, oltre alla presenza di 299 sostanze inquinanti come gli insetticidi. Si evidenzia che la biodiversità degli ecosistemi acquatici è fortemente danneggiata, con una percentuale allarmante di specie in stato di conservazione inadeguato o cattivo. Una sezione significativa si concentra sulla crescente minaccia dell'inquinamento da plastica e microplastiche, rivelando che l'80% della plastica negli oceani proviene dai fiumi, soprattutto da quelli più piccoli in aree con scarsa gestione dei rifiuti. Infine, il testo menziona le procedure di infrazione dell'Unione Europea contro l'Italia per la cattiva gestione delle risorse idriche e degli scarichi, sottolineando l'urgente necessità di ridurre il consumo e migliorare il riciclo della plastica.

La gestione dei corsi d'acqua in Emilia-Romagna Proposte del WWF

Il documento del WWF Italia, datato marzo 2016 e incentrato sulla gestione dei corsi d'acqua in Emilia-Romagna, critica la persistente scarsa qualità ecologica dei sistemi fluviali, nonostante l'esistenza di un quadro normativo favorevole alla riqualificazione fluviale e alla rinaturazione. L'associazione evidenzia come la prassi gestionale sia ancora dominata da approcci ingegneristici che privilegiano la canalizzazione e l'asportazione dei sedimenti, spesso mascherando operazioni di scavo come manutenzione. Vengono presentati numerosi casi studio specifici per illustrare la mancata applicazione delle leggi, i danni alla vegetazione ripariale e la carenza di una visione integrata che consideri la tutela degli ecosistemi. Infine, il WWF propone azioni concrete per un approccio gestionale coordinato e più ecologicamente consapevole.


SOS Fiumi

Il report di WWF Italia (2020) descrive le problematiche legate alla gestione dei corsi d'acqua italiani, criticando aspramente gli interventi di manutenzione idraulica come il taglio indiscriminato della vegetazione ripariale e il dragaggio degli alvei. Tali pratiche, spesso promosse da enti locali con la scusa della sicurezza idraulica, sono considerate devastanti e controproducenti, in quanto peggiorano il rischio idrogeologico e contrastano con le direttive europee e la "Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030." Il documento evidenzia la necessità di un approccio ecologico e interdisciplinare alla gestione fluviale, citando numerosi casi studio di danni ambientali in diverse regioni. Viene inoltre sottolineato come la legislazione italiana ed europea imponga la tutela degli ecosistemi fluviali e la promozione della rinaturazione, principi che vengono sistematicamente ignorati a favore di soluzioni meramente idrauliche e semplicistiche. Infine, si propongono soluzioni basate sulla natura e si chiede di vietare lo scomputo dei costi di manutenzione con l'utilizzo del legname e degli inerti estratti, pratica che incentiva l'eccessiva distruzione ambientale.

Immagini relative