Bruna Gumiero (CIRF) - Ecosistemi fluviali e comunità: le sfide della riqualificazione ecologica del fiume

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28/12/2025 09:29   0 Commenti 0 Sostegni

Il Secchia tra ecologia fluviale, Nature-Based Solutions e Citizen Science

Bruna Gumiero, ecologa fluviale, docente all’Università di Bologna e co-fondatrice del CIRF e del Centro Nazionale di Citizen Science, propone una lettura sistemica e interdisciplinare degli ecosistemi fluviali. 

La sua testimonianza affronta le criticità del Secchia (segnato da incisione dell’alveo e dalla perdita di risorse idriche), e promuove la riqualificazione ecologica attraverso Nature-Based Solutions. Al centro del racconto emerge il ruolo della Citizen science come strumento di conoscenza condivisa e di governance, capace di mettere in relazione scienza, istituzioni e comunità locali.



1. La riqualificazione tramite Nature-Based Solutions

Gumiero illustra i vantaggi della riqualificazione fluviale basata su Nature-Based Solutions (NBS) — precedentemente definite "lavorare con la natura" — rispetto agli approcci puramente ingegneristici.

Le Nature-Based Solutions (NBS) sono interventi che usano i processi naturali come infrastrutture attive, invece di contrastarli con sole opere ingegneristiche. In pratica: invece di “forzare” la natura a comportarsi bene, le si chiede di lavorare per noi.

Nel caso dei fiumi significa, per esempio, riattivare le aree golenali per laminare le piene; rinaturalizzare le sponde con vegetazione riparia invece di consolidarle artificialmente; ricostruire zone umide che depurano le acque e ricaricano le falde.

Un esempio emblematico è quello del Consorzio Acque Risorgive nel bacino scolante della Laguna di Venezia. Qui sono stati realizzati interventi NBS che hanno generato molteplici servizi ecosistemici:

  • Riduzione dei picchi di piena.
  • Incremento della biodiversità tramite la creazione di siti di conservazione (ZPS).
  • Miglioramento della fruibilità ricreativa per la cittadinanza. 
  • Aumento dell biodiversità


2. Lo stato del fiume Secchia: l’incisione dell’alveo e il drenaggio della falda

Il Secchia è un sistema complesso che ha subito profonde alterazioni dovute all’intervento dell’uomo. Sebbene i tratti montani conservino una buona qualità e habitat interessanti, l'intero corso soffre per la presenza di infrastrutture (briglie, dighe) che hanno alterato il regime idrologico e la dinamica dei sedimenti.

La criticità principale, spesso sottovalutata, è l'incisione dell'alveo. Il letto del fiume si è abbassato progressivamente, il fondo del fiume viene eroso più velocemente di quanto venga rifornito di sedimenti. Il risultato è un canale sempre più profondo e “incassato”.

Gli studi indicano un abbassamento medio del letto di circa 4 metri, con punte di oltre 12 metri. La causa primaria è identificata nelle massicce estrazioni di inerti (sabbia e ghiaia) degli anni '70. 

L’abbassamento dell’alveo ha alcune conseguenze negative:

  • il drenaggio delle falde, perché il fiume e la falda superficiale sono direttamente collegati. Quando il letto del fiume si abbassa, anche il livello della falda tende ad abbassarsi, e l’acqua dolce scorre più rapidamente verso valle. Questo processo riduce la riserva naturale (storage) del sistema fluviale: le falde, che rappresentano la principale riserva idrica nei periodi di siccità estrema, perdono parte della loro capacità di trattenere acqua.
  • Rischi strutturali e idraulici: l'abbassamento del letto scalza i piloni dei ponti e trasforma le zone golenali in "terrazzi" che non sono più in grado di laminare le piene.

3. Il valore della vegetazione riparia

Sul tema della vegetazione riparia, Gumiero sottolinea il forte divario esistente tra la conoscenza scientifica e l'opinione pubblica, esasperato dagli eventi alluvionali recenti. La vegetazione riparia è spesso usata come capro espiatorio: i cittadini e alcuni decisori politici ne chiedono la rimozione totale ("pulizia dei fiumi") per un pregiudizio culturale che assimila il fiume a un canale di scolo che deve essere “pulito”.

Tuttavia Gumiero chiarisce che la vegetazione non è quasi mai la causa delle alluvioni e che i tagli e la pulizia dovrebbero essere solo selettivi e localizzati. La gestione attuale è spesso dettata da logiche economiche e ditte a biomassa che intervengono con macchinari pesanti, una soluzione "facile e visibile" che però degrada l'ecosistema. Al contrario, il bosco ripario è essenziale per i molti servizi ecosistemici tra i quali::

  • disinquina l'acqua e riduce l'erosione delle sponde.
  • mitiga le piene rallentando la velocità della corrente.
  • fornisce habitat, nonostante le lamentele di alcuni agricoltori legate alla proliferazione di fauna selvatica come i cinghiali.

4. La Citizen Science come strumento di governance e monitoraggio

Al fine di ridurre il divario tra opinione pubblica e scienza, anche nella consapevolezza che è l’opinone pubblica a guidare maggiormente le decisioni della politica. Gumiero propone di adottare approcci basati sulla Citizen Science come ponte per creare fiducia e raccogliere dati oggettivi. 

Coinvolgere i cittadini nel monitoraggio permette di superare la visione locale e frammentata del fiume, promuovendo una consapevolezza a scala di bacino.

Un esempio pratico è il Progetto Rive, sviluppato con l'ISPRA, che utilizza un protocollo semplificato ma scientificamente valido per monitorare la qualità del bosco ripario.

Un approccio Citizen Science permette di trasformare la percezione pubblica: passare dall'idea della vegetazione come "pericolo da pulire" alla comprensione del bosco ripario come erogatore di servizi ecosistemici fondamentali per la sicurezza e la qualità dell'acqua

Gumiero auspica una collaborazione a tre (cittadini, esperti, istituzioni) che includa anche gli agricoltori, supportandoli nell'accesso agli incentivi della PAC per creare fasce tampone verdi, spesso ostacolati da una burocrazia eccessiva.

Per approfondire

  • Il progetto Fishing 4 Biodiversity. Fishing 4 Biodiversity è un progetto dell’Ente Parchi Emilia Centrale, in svolgimento nelle aree protette reggiane, impegnato nel monitoraggio e nella tutela dei torrenti e di alcune specie di fauna anfibia e acquatica e dei loro ambienti minacciati dai cambiamenti climatici in atto.
  • Osservatorio Citizen Science. L’Osservatorio di Citizen Science è un progetto nato nel 2016 con l’obiettivo di promuovere la partecipazione dei cittadini alla scienza, facendoli diventare protagonisti attivi della ricerca scientifica. In questo modo, la Citizen Science rappresenta un’opportunità per promuovere la collaborazione tra il mondo della ricerca e la società civile, creando un legame sempre più stretto tra scienza e società.

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