Il Secchia tra ecologia fluviale, Nature-Based Solutions e Citizen Science
Bruna Gumiero, ecologa fluviale, docente all’Università di Bologna e co-fondatrice del CIRF e del Centro Nazionale di Citizen Science, propone una lettura sistemica e interdisciplinare degli ecosistemi fluviali.
La sua testimonianza affronta le criticità del Secchia (segnato da incisione dell’alveo e dalla perdita di risorse idriche), e promuove la riqualificazione ecologica attraverso Nature-Based Solutions. Al centro del racconto emerge il ruolo della Citizen science come strumento di conoscenza condivisa e di governance, capace di mettere in relazione scienza, istituzioni e comunità locali.
Gumiero illustra i vantaggi della riqualificazione fluviale basata su Nature-Based Solutions (NBS) — precedentemente definite "lavorare con la natura" — rispetto agli approcci puramente ingegneristici.
Le Nature-Based Solutions (NBS) sono interventi che usano i processi naturali come infrastrutture attive, invece di contrastarli con sole opere ingegneristiche. In pratica: invece di “forzare” la natura a comportarsi bene, le si chiede di lavorare per noi.
Nel caso dei fiumi significa, per esempio, riattivare le aree golenali per laminare le piene; rinaturalizzare le sponde con vegetazione riparia invece di consolidarle artificialmente; ricostruire zone umide che depurano le acque e ricaricano le falde.
Un esempio emblematico è quello del Consorzio Acque Risorgive nel bacino scolante della Laguna di Venezia. Qui sono stati realizzati interventi NBS che hanno generato molteplici servizi ecosistemici:
Il Secchia è un sistema complesso che ha subito profonde alterazioni dovute all’intervento dell’uomo. Sebbene i tratti montani conservino una buona qualità e habitat interessanti, l'intero corso soffre per la presenza di infrastrutture (briglie, dighe) che hanno alterato il regime idrologico e la dinamica dei sedimenti.
La criticità principale, spesso sottovalutata, è l'incisione dell'alveo. Il letto del fiume si è abbassato progressivamente, il fondo del fiume viene eroso più velocemente di quanto venga rifornito di sedimenti. Il risultato è un canale sempre più profondo e “incassato”.
Gli studi indicano un abbassamento medio del letto di circa 4 metri, con punte di oltre 12 metri. La causa primaria è identificata nelle massicce estrazioni di inerti (sabbia e ghiaia) degli anni '70.
L’abbassamento dell’alveo ha alcune conseguenze negative:
Sul tema della vegetazione riparia, Gumiero sottolinea il forte divario esistente tra la conoscenza scientifica e l'opinione pubblica, esasperato dagli eventi alluvionali recenti. La vegetazione riparia è spesso usata come capro espiatorio: i cittadini e alcuni decisori politici ne chiedono la rimozione totale ("pulizia dei fiumi") per un pregiudizio culturale che assimila il fiume a un canale di scolo che deve essere “pulito”.
Tuttavia Gumiero chiarisce che la vegetazione non è quasi mai la causa delle alluvioni e che i tagli e la pulizia dovrebbero essere solo selettivi e localizzati. La gestione attuale è spesso dettata da logiche economiche e ditte a biomassa che intervengono con macchinari pesanti, una soluzione "facile e visibile" che però degrada l'ecosistema. Al contrario, il bosco ripario è essenziale per i molti servizi ecosistemici tra i quali::
Al fine di ridurre il divario tra opinione pubblica e scienza, anche nella consapevolezza che è l’opinone pubblica a guidare maggiormente le decisioni della politica. Gumiero propone di adottare approcci basati sulla Citizen Science come ponte per creare fiducia e raccogliere dati oggettivi.
Coinvolgere i cittadini nel monitoraggio permette di superare la visione locale e frammentata del fiume, promuovendo una consapevolezza a scala di bacino.
Un esempio pratico è il Progetto Rive, sviluppato con l'ISPRA, che utilizza un protocollo semplificato ma scientificamente valido per monitorare la qualità del bosco ripario.
Un approccio Citizen Science permette di trasformare la percezione pubblica: passare dall'idea della vegetazione come "pericolo da pulire" alla comprensione del bosco ripario come erogatore di servizi ecosistemici fondamentali per la sicurezza e la qualità dell'acqua
Gumiero auspica una collaborazione a tre (cittadini, esperti, istituzioni) che includa anche gli agricoltori, supportandoli nell'accesso agli incentivi della PAC per creare fasce tampone verdi, spesso ostacolati da una burocrazia eccessiva.
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