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Alessandro Meggiato (RER) - Le prospettive di fruizione e mobilità sostenibile per il Secchia

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28/12/2025 09:29   0 Sostegni

Alessandro Meggiato è architetto e responsabile del settore trasporti, infrastrutture e mobilità sostenibile della Regione Emilia-Romagna. 

La testimonianza mette in luce le possibilità di valorizzazione del fiume Secchia attraverso l'integrazione di percorsi per la mobilità lenta. Meggiato sottolinea come il fiume offra grandi opportunità per il cicloturismo - un settore economico oggi in forte crescita - e per la mobilità quotidiana, migliorando la salute delle persone e riducendo la congestione del traffico. Tali opportunità devono però essere rese compatibili con le esigenze idrauliche del fiume.


1. Il fiume Secchia come spazio di fruizione e mobilità sostenibile

Il fiume Secchia rappresenta una risorsa interessante per la fruizione sostenibile. L'area si presta particolarmente bene all'accessibilità ciclabile e pedonale, grazie ai percorsi già parzialmente esistenti e al suo paesaggio naturale di grande interesse.

Percorrere il fiume in bicicletta permette di osservarlo sotto una luce completamente nuova. Grazie alla distanza ravvicinata tra i percorsi e l'alveo, e alla velocità moderata (circa 20 km/h) tipica della bicicletta, si possono scoprire dettagli e aspetti che non si percepirebbero viaggiando in automobile a 60 km/h.

Il Secchia presenta valori non solo naturalistici ma anche paesaggistici e culturali, poiché lungo le sue sponde (che segnano il confine tra due province) si sono sviluppati centri abitati di interesse (ad esempio Castellarano.

Il fiume è anche riconosciuto come un importante corridoio di mobilità stradale, fungendo da "lungovalle", soprattutto sul lato reggiano. 

Le sue potenzialità sono determinate anche dal suo letto molto largo, una caratteristica che permette l'inserimento di percorsi di mobilità sostenibile gradevoli.

2. Il cicloturismo: un settore economico in crescita

La promozione della ciclabilità lungo il Secchia non è solo un’azione di valorizzazione ambientale, ma anche una leva economica. 

Il cicloturismo è un settore economico in forte crescita che permette di diversificare l'offerta turistica e di valorizzare aree che in precedenza avevano poco turismo.

Questo tipo di turismo è un turismo lento:

  • consente ai visitatori di spendere nei territori, fungendo da incentivo economico.
  • non richiede grandi attrezzature ricettive, viaggiando in numeri relativamente piccoli. Questo permette lo sviluppo di una "ricettività minuta" (per esempio, a conduzione familiare), distinguendosi dai flussi di grandi "torpedoni di turisti stranieri".

A livello nazionale ed europeo, esistono grandi reti come Eurovelo e il sistema nazionale delle ciclovie turistiche. Sebbene il Secchia non sia direttamente attraversato dalle tre ciclovie di interesse nazionale (Vento, Ciclovia del Sole, Ciclovia Adriatica) che interessano l'Emilia-Romagna, esse passano nelle vicinanze, inserendo la regione in un importante contesto economico di lunghi percorsi ciclistici.

3. I benefici per la mobilità quotidiana

Meggiato sottolinea che gli investimenti nelle infrastrutture del fiume devono servire non solo il cicloturismo, ma anche la mobilità quotidiana (pendolarismo o commuting). 

Lungo l'asse del fiume esistono infatti numerosi insediamenti e attrattori di mobilità.

L'uso della bicicletta per spostarsi dal lunedì al venerdì apporta benefici significativi per la collettività:

  • riduzione della congestione e miglioramento della qualità dell'aria. Togliere auto dalla strada e ridurre la congestione porta a un miglioramento della qualità dell'aria.
  • Salute personale. Muoversi in bicicletta (anche su brevi percorsi) significa fare movimento senza grandi sforzi.
  • Efficienza. Nelle città dell'Emilia-Romagna (che sono piatte e compatte), l'80-90% degli spostamenti è sotto i 10 km, e più della metà è sotto i 3 km. Tuttavia, la maggioranza degli spostamenti sotto i 3 km avviene in auto. La bicicletta, specialmente con l'avvento della pedalata assistita, può essere competitiva rispetto all'auto fino a distanze di 10 km.

4. Gestione delle esigenze idrauliche e requisiti infrastrutturali

Lo sviluppo della mobilità sostenibile sul Secchia richiede un lavoro e una progettazione che tengano conto delle esigenze idrauliche specifiche del fiume. 

Il Secchia è un fiume torrentizio con un alveo molto largo. È fondamentale che i progetti di accessibilità siano compatibili con la sua gestione idraulica, soprattutto in caso di piena eccezionale. 

Le autorità devono considerare come coordinare i percorsi inseriti nel letto o in prossimità degli argini e come gestire la manutenzione delle infrastrutture in tali contesti.

La progettazione deve avere una visione complessiva, specialmente per un territorio delicato.

E’ necessario:

  • valorizzare ciò che è già stato fatto e intervenire in modo integrato. Ad esempio, lungo la sponda reggiana è stato finanziato un progetto di ciclabile che serviva anche la mobilità quotidiana.
  • attrezzare adeguatamente i percorsi per il pendolarismo. Se un percorso naturalistico viene utilizzato per andare a lavorare, non può essere in terra battuta e non fruibile quando piove.
  • garantire efficacia e comodità dei percorsi. I percorsi usati per il lavoro dovrebbero essere più diretti, a differenza di alcuni percorsi puramente naturalistici.

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