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Antonio Lo Fiego (AIAB) - Il ruolo delle aziende agricole biologiche nel progetto del Paesaggio Naturale Protetto

Avatar Giulia Bertone
28/12/2025 09:30   0 Sostegni

La visione di Antonio Lo Fiego sul ruolo dell'agricoltura nel Paesaggio Naturale Protetto del Secchia

Antonio Lo Fiego è Presidente di AIAB Emilia Romagna (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e consigliere del Distretto Biologico Valli del Panaro e Appennino Modenese. È inoltre socio fondatore di Arcoiris, l'unica azienda sementiera italiana esclusivamente biologica con sede a Modena. La sua testimonianza pone al centro la relazione vitale tra chi produce cibo, chi lo consuma e l'ambiente che ospita entrambi, sottolineando l'importanza di una produzione alimentare sostenibile e consapevole.


1. Lo stato dell'arte: luci e ombre del biologico in Italia

Dagli anni del boom alla crisi dei piccoli produttori

L'agricoltura biologica ha vissuto una fase pionieristica difficile, spesso ostacolata dalle istituzioni, per poi esplodere con un vero e proprio "boom" a partire dagli anni '80. Oggi, tuttavia, il settore sta attraversando una nuova, complessa crisi che colpisce in modo disuguale i produttori.

Il mercato è cambiato radicalmente con l'ingresso della Grande Distribuzione Organizzata. Se da un lato questo è un fatto positivo, perché ha reso i prodotti biologici accessibili a una fascia di reddito più ampia e non più "di nicchia", dall'altro ha generato una concorrenza spietata. I prezzi imposti dalla grande distribuzione mettono a rischio la sopravvivenza delle piccole e medie aziende, specialmente quelle situate nelle zone interne, montane e pedemontane. Queste realtà devono affrontare costi di produzione elevati e una carenza cronica di infrastrutture, rendendo la competizione economica una sfida quotidiana per la sopravvivenza.

2. Il territorio fragile: l'agricoltore come presidio di sicurezza

Cambiamenti climatici e dissesto idrogeologico: perché non possiamo abbandonare la terra

Le piccole e medie aziende agricole non producono solo alimenti: rappresentano la vera "ossatura" delle zone interne e collinari. Lo Fiego pone l'accento su un'emergenza che è sotto gli occhi di tutti: la fragilità del nostro territorio. In Emilia-Romagna abbiamo assistito a due alluvioni in due anni, eventi che storicamente accadevano ogni cinquant'anni. L'abbandono delle terre, spesso incentivato da politiche governative che hanno trascurato le aree interne giudicandole improduttive, ha conseguenze disastrose.

L'esempio citato è quello di Monghidoro e dell'Appennino modenese, territori segnati da centinaia di frane, micro-frane e strade dissestate. La presenza attiva degli agricoltori è fondamentale per la manutenzione del suolo: perdere queste aziende significa lasciare il territorio indifeso di fronte agli eventi climatici estremi, con rischi enormi per la sicurezza di tutta la comunità.

3. Ambiente e agricoltura: ricostruire un equilibrio infranto

Biodiversità, tecniche sostenibili e la gestione della fauna selvatica

Spesso si commette l'errore di vedere agricoltura e ambiente come due mondi in contrasto. Al contrario, secondo Lo Fiego, devono essere profondamente in equilibrio: è proprio quando questo equilibrio si rompe che nascono i problemi. L'approccio biologico — che può includere diverse tecniche come la permacultura, l'agroecologia, il metodo Fukuoka, o semplicemente la riduzione dei fitofarmaci — mira a "coltivare la biodiversità". Un ambiente ricco di biodiversità è il miglior alleato del produttore: la presenza di insetti pronubi (impollinatori) e di predatori naturali dei parassiti migliora la produzione stessa senza l'uso di veleni.

Un tema delicato affrontato è quello della fauna selvatica. Lo Fiego invita a non guardare alla natura con "l'occhio dell'amatore" o con una visione fiabesca: i conflitti tra fauna e agricoltura esistono. Tuttavia, invasioni come quelle dei cinghiali sono il sintomo di un disequilibrio causato dall'uomo. La cementificazione, la deforestazione e il consumo di suolo hanno ridotto gli habitat naturali, spingendo gli animali verso le coltivazioni. Il Paesaggio Naturale Protetto serve proprio a ricreare quell'armonia in cui la fauna ha il suo spazio e l'agricoltura può prosperare senza conflitti distruttivi.

4. Il valore del Paesaggio Naturale Protetto (PNSP)

Un'opportunità per un turismo consapevole e il ricambio generazionale

L'istituzione di un Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto non è la creazione di un "parco" chiuso, ma è una strategia di sviluppo. Per le aziende agricole in difficoltà, essere inserite in un contesto protetto rappresenta una vetrina fondamentale.

Esiste oggi un nuovo tipo di consumatore: non più colui che "spinge il carrello velocemente", ma un cittadino attento, sensibile all'ambiente, che cerca un rapporto umano con chi produce il suo cibo. Questo cittadino vuole visitare le aziende, conoscere il territorio e godere di un paesaggio sano. Il PNSP diventa quindi una "calamita" per un turismo locale a basso impatto energetico, capace di sostenere economicamente i produttori. Questo si lega anche a un fenomeno sociale positivo: il ricambio generazionale. Le aziende agricole stanno invecchiando, ma i giovani che vi entrano sono spesso laureati e scelgono consapevolmente il metodo biologico, portando nuove competenze e sensibilità.

5. Cooperazione: la chiave di volta

Un'alleanza necessaria tra istituzioni, cittadini e imprese

In conclusione, Antonio Lo Fiego traccia la rotta per il futuro: nessuna di queste sfide si vince da soli. Il successo del progetto PNSP e la salvaguardia del nostro territorio dipendono interamente dalla capacità di cooperare. È necessaria una forte interazione e un patto di collaborazione tra tre attori principali:

  1. le Istituzioni, che devono smettere di abbandonare le aree interne;
  2. le aziende agricole, chiamate a custodire la terra e aprirsi al pubblico;
  3. i cittadini, che col loro consumo consapevole sostengono l'economia locale.

Solo attraverso la conoscenza reciproca e il rispetto tra queste parti si può garantire un futuro prospero e sicuro per il nostro ambiente e le nostre tavole.

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