Roberto Ori (FIAB) - Il Fiume Secchia: un corridoio verde tra natura, mobilità e futuro

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28/12/2025 09:30   0 Commenti 0 Sostegni

Il fiume come greenway nel racconto di Roberto Ori della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB)

Roberto Ori, già esperto del settore ambiente presso la Provincia di Modena, è membro attivo della FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta). Il punto di vista espresso in questa testimonianza unisce la competenza tecnica alla passione per la mobilità sostenibile, e ci offre spunti preziosi per comprendere le opportunità legate all'istituzione del Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto lungo il corso del fiume Secchia, come asse importante di connessione tra territorio, cittadini e paesaggio.



1. Il Secchia come infrastruttura verde

Un respiro naturale in un territorio urbanizzato

Per comprendere il valore del Secchia, bisogna immaginarlo non solo come un corso d'acqua, ma come una "greenway" e un corridoio ecologico fondamentale. Il fiume attraversa una delle aree più antropizzate e urbanizzate della regione e d'Italia, costeggiando il distretto ceramico e infrastrutture pesanti come la Via Emilia e A1. In questo contesto, il fiume rappresenta uno spazio prezioso che garantisce la continuità ecologica, collegando il sistema appenninico e la montagna con il grande corridoio del fiume Po.

Questa infrastruttura verde è definita "multifunzionale": svolge una funzione idraulica primaria, ma offre contemporaneamente servizi ecosistemici essenziali per la biodiversità e per la qualità della vita dei cittadini. I punti di forza naturalistici includono le numerose aree golenali, che fungono da invasi per le acque, e le aree di cava dismesse che, se recuperate correttamente, possono ampliare lo spazio naturale del fiume.

2. La mobilità dolce e il cicloturismo

Un ponte tra l'Europa e il Mediterraneo

Un aspetto centrale della visione di Ori riguarda la mobilità sostenibile. L'asta del Secchia è stata individuata dalla Regione come una potenziale ciclovia di importanza regionale, capace di agganciarsi alla rete europea "Eurovelo 7" (la Ciclovia del Sole che va da Capo Nord a Malta).

  • Le opportunità turistiche. Esiste una grande potenzialità per il cicloturismo internazionale. Un turista che scende dal Brennero lungo l'Adige e il Mincio potrebbe proseguire lungo il Secchia per raggiungere la Toscana, la Garfagnana, la Lunigiana e infine il Mar Tirreno. Questo renderebbe il nostro territorio un passaggio chiave per i collegamenti tra il Centro Europa e il Mediterraneo.
  • La rete locale. Oltre al turismo a lungo raggio, i percorsi ciclabili e pedonali (come il Percorso Natura di 70 km) permettono di effettuare attività sportive e ricreative quotidiane all’aria aperta lungo le due sponde del fiume. La realizzazione di alcuni collegamenti ( ponti ciclopedonali) tra una sponda e l’altra, come quello tra Sassuolo e Castellarano, permettono la creazione di anelli che favoriscono ulteriormente l'uso quotidiano da parte dei residenti e la socialità. E il fiume diventa un elemento di unione e non, come in passato, di separazione.

3. La fruizione come strumento di tutela

Conoscere per proteggere

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la presenza delle persone lungo il fiume non è una minaccia, ma una forma di protezione. Secondo Ori, un ambiente frequentato in modo corretto e rispettoso è il "migliore antidoto" contro il degrado, come le discariche abusive spesso presenti nelle aree isolate.

  • Infrastrutture leggere. La fruizione deve avvenire attraverso infrastrutture "dolci" e a basso impatto, come percorsi ciclo – pedonali, capanni per il birdwatching e sentieri didattici. Queste strutture devono essere flessibili: se il fiume ha bisogno di spazio, il sentiero si deve spostare, evitando opere rigide che imbriglino il corso d'acqua.
  • Valorizzazione culturale. La mobilità dolce permette di mettere in rete le "emergenze" naturalistiche (come la Cassa di Espansione o l'Oasi del Colombarone) con quelle storico-culturali, come il Palazzo Ducale di Sassuolo, il centro storico di Rubiera o l'area archeologica del Pescale.

4. La gestione idraulica e il recupero ambientale

Ridare spazio, volume e natura al fiume

Sul fronte della sicurezza idraulica e della gestione del territorio, il messaggio è riassumibile in uno slogan: "Ridare al fiume spazi, volumi e natura". Negli ultimi decenni, l'attività umana ha sottratto spazio al fiume, costringendolo in argini sempre più alti e stretti. Per il futuro, è necessario invertire la tendenza:

  • recuperare le aree di cava e i frantoi dismessi per restituirli alla dinamica fluviale;
  • gestire le golene in modo che non ostacolino il deflusso delle acque, evitando strutture rigide;
  • promuovere un'agricoltura di qualità e biologica nelle aree limitrofe, compatibile con la funzione di corridoio ecologico e capace di offrire ospitalità rurale.

5. Il valore del Paesaggio Protetto

Una regia unica per un territorio frammentato

L'istituzione del Paesaggio Naturale Seminaturale Protetto è vista come un'opportunità fondamentale. Attualmente, la gestione del fiume è frammentata tra numerosi enti e competenze diverse.

Il valore aggiunto di questa proposta istitutiva risiede nella possibilità di garantire una gestione unitaria e coordinata. Questo strumento permetterebbe di:

  • migliorare la qualità ambientale e paesaggistica degli interventi.
  • accedere a finanziamenti specifici per la manutenzione, la segnaletica e le attività educative.
  • assicurare che la manutenzione delle infrastrutture (spesso carente) sia costante nel tempo, garantendo la fruibilità per le scuole e i cittadini.


Per approfondire

  • Modena in bici: Il sito di Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta - FIAB Modena, l’associazione ambientalista che ha come missione la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto, per una riqualificazione dell’ambiente urbano ed extraurbano.
  • FIAB Italia: Il sito nazionale di Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta - FIAB.

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