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AMBITO 1 — GOVERNANCE

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04/03/2026 21:46   0 Commenti 0 Sostegni
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La questione in gioco

Il sistema sportivo solierese è composto da 17 società affiliate a 28 federazioni, con circa 3.200 tesserati e altrettanti praticanti informali. In passato è esistita una Consulta dello Sport, che non ha prodotto un coordinamento stabile nel tempo. Oggi le realtà sportive lavorano in autonomia, con scarsa comunicazione reciproca e limitate opportunità di programmazione condivisa. Il 93,8% delle società usa impianti pubblici: il Comune non è un semplice spettatore, ma il partner strutturale dell'intero movimento. Per il prossimo decennio occorre definire un nuovo modello di governance. Alcune cose sono già state stabilite: il coordinamento sarà permanente (non episodico) e integrerà scuola, salute e welfare — non solo questioni sportive interne. Su tutto il resto, la comunità è chiamata a esprimersi.

Domanda chiave

Quale organismo serve a Soliera per governare lo sport come bene comune, e come si garantiscono rappresentanza ed equilibrio tra i componenti?


DILEMMA G1 — Chi siede al tavolo? Chi ha diritto di partecipare al coordinamento permanente e con quale meccanismo di composizione?

  • Opzione A — Rappresentanza degli organismi sportivi formali Il coordinamento include le organizzazioni sportive formalmente costituite, che si assumono anche la voce di chi non è rappresentato — praticanti informali, famiglie, non sportivi. La struttura è più snella e operativa.
  • Opzione B — Rappresentanza dei bisogni territoriali Il coordinamento apre la partecipazione diretta a portatori di bisogni oggi senza voce organizzata — praticanti informali, gruppi sotto-rappresentati — con criteri espliciti di composizione e accesso. La struttura è più complessa ma più rappresentativa.

DILEMMA G2 — Chi assume la regia? Chi definisce l'agenda del coordinamento e con quale grado di autonomia rispetto all'Amministrazione?

  • Opzione A — Responsabilità pubblica con consultazione Il Comune mantiene la titolarità piena delle scelte strategiche: porta le questioni al tavolo, raccoglie contributi e poi decide. Il mondo sportivo è consultato prima delle decisioni, non co-decide.
  • Opzione B — Co-decisione strutturale tra attori La responsabilità strategica è condivisa con gli altri attori in forma strutturata: meccanismi vincolanti che distribuiscono potere, oneri e la capacità di mettere in agenda le questioni. Il tavolo non risponde solo, propone.

DILEMMA G3 — A cosa serve il coordinamento? Il nuovo organismo è uno strumento tecnico-gestionale o uno spazio pubblico di costruzione di visione?

  • Opzione A — Presidio tecnico-gestionale Il coordinamento gestisce le questioni operative: programmazione degli spazi, manutenzione, rapporti con l'ente, formazione tecnica. Efficace e focalizzato, riservato a chi ha competenze specifiche del settore.
  • Opzione B — Spazio pubblico di visione sullo sport Il coordinamento è il luogo in cui la comunità — non solo gli addetti ai lavori — costruisce una visione condivisa dello sport come bene comune. Più generativo sul lungo periodo, ma richiede tempo e processi più lenti.

Scegli il dilemma e porta il tuo argomento: cosa rende più giusta o più efficace una delle due direzioni?

Cosa rischia di andare storto nell'altra?

Puoi partire da un'esperienza concreta, da qualcosa che hai vissuto o osservato.


Questo dibattito non è un sondaggio e non produce classifiche di preferenze. Ogni argomento che porti — in favore di una direzione o di un'altra — è materiale deliberativo utile. L'obiettivo è costruire il quadro argomentativo più ricco possibile, in modo che il mini-pubblico deliberativo possa decidere con cognizione di causa, avendo ascoltato le voci di chi vive il territorio.

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