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Amministratori locali
Tecnici comunali
Rappresentanti istituzionali

Piattaforma Zoom, 10 dicembre 2025
Percorso partecipativo “Un Comune per il futuro”
Comuni di Cerignale, Corte Brugnatella e Zerba — con il supporto tecnico di eco&eco
Si è svolto in data 10 dicembre 2025 l’ultimo incontro del percorso partecipativo “Un Comune per il Futuro”, dedicato alla restituzione dei risultati dei tre laboratori tematici svolti nel mese precedente e alla condivisione delle prospettive per il 2026 in vista di un eventuale percorso di fusione tra i Comuni di Cerignale, Corte Brugnatella e Zerba.
Hanno partecipato complessivamente 22 persone tra cittadini, amministratori locali, tecnici comunali e rappresentanti istituzionali.
L’incontro è stato introdotto da Vincenzo Barone (eco&eco), coordinatore tecnico del percorso, che ha illustrato le finalità della serata: presentare in modo unitario quanto emerso dai tre laboratori tematici e discutere le prime ipotesi organizzative per il 2026.
A seguire è intervenuto Francesco Silvestri, professore di Economia Applicata (UNIMORE) e membro del Comitato di Garanzia del progetto, che ha presentato una sintesi della ricerca sulla fragilità demografica e amministrativa dei piccoli Comuni dell’Appennino Emiliano, da lui stesso condotta di recente.
Dalla presentazione sono emersi alcuni elementi chiave:
I dati illustrati mettono in evidenza una forte fragilità demografica che interessa gran parte dei territori montani dell’Emilia-Romagna. Il progressivo spopolamento compromette la tenuta dei servizi essenziali, in particolare quelli scolastici e sanitari, già oggi a rischio di chiusura per carenza di utenti. Anche gli scenari previsionali confermano una dinamica negativa difficile da invertire, poiché i livelli di nuova immigrazione necessari per stabilizzare la popolazione risultano molto elevati e poco realistici nelle condizioni attuali.
Accanto alle criticità demografiche, il quadro presenta una marcata fragilità amministrativa che limita la capacità operativa dei piccoli Comuni. Gli organici ridotti e le possibilità di assunzione sempre più ristrette rendono difficile garantire continuità ed efficienza nei servizi. Pur avendo rafforzato le competenze progettuali, gli interventi della Strategia Nazionale Aree Interne non sono sufficienti a colmare in modo strutturale le debolezze organizzative degli enti locali.
Silvestri ha concluso sottolineando che fusioni e accorpamenti funzionali rappresentano una delle poche strade possibili per rafforzare servizi e capacità amministrativa nelle aree montane.
Vincenzo Barone ha illustrato i risultati dei tre laboratori partecipativi, documentati anche nelle presentazioni utilizzate durante l’incontro.
Nel primo laboratorio, dedicato ad ambiente, turismo e patrimonio territoriale, i partecipanti hanno evidenziato un quadro caratterizzato da criticità diffuse ma anche da significative potenzialità di sviluppo. La manutenzione insufficiente della rete sentieristica, l’abbandono dei boschi e alcune fragilità idrogeologiche richiedono interventi coordinati e una gestione più integrata delle risorse naturali. Allo stesso tempo, sono state individuate priorità d’azione che puntano sul turismo lento, sulla nuova residenzialità e su una cura del territorio più strutturata e condivisa.
Sono emerse criticità rilevanti su:
Le priorità individuate:
Il secondo laboratorio, dedicato ai servizi essenziali e alla qualità della vita, ha messo in luce le difficoltà quotidiane che cittadini e famiglie incontrano nell’accesso a servizi sanitari, educativi e di mobilità adeguati. Le criticità emerse confermano la necessità di rafforzare i presidi di prossimità e le opportunità di socialità e supporto comunitario. Le priorità individuate dai partecipanti indicano con chiarezza la direzione da seguire: collaborazione più strutturata con AUSL, valorizzazione delle iniziative comunitarie e miglioramento delle connessioni telefoniche e digitali.
Criticità emerse:
Le priorità:
Il terzo laboratorio, dedicato al tema di un Comune più efficiente, ha evidenziato come l’attuale assetto amministrativo presenti limiti strutturali che incidono sulla qualità dei servizi erogati. La scarsità di personale e la frammentazione degli strumenti organizzativi rendono complessa la gestione quotidiana, soprattutto nelle frazioni. È emersa con forza l’esigenza di una maggiore digitalizzazione, di sistemi interoperabili e di un rafforzamento delle competenze di programmazione e progettazione, elementi considerati decisivi per migliorare l’efficacia dell’azione pubblica.
I temi centrali:
Molti partecipanti hanno evidenziato che l’attuale configurazione amministrativa dei tre Comuni rischia di diventare non sostenibile nel medio periodo.
Nel corso dell’incontro è stata illustrata una prima ipotesi di percorso di “fusione dal basso”, pensata come una fase intermedia e sperimentale da avviare nel 2026. L’obiettivo è permettere ai tre Comuni di collaborare su progetti concreti e di attivare processi di apprendimento condiviso tra cittadini, amministratori e realtà locali. Questo lavoro comune rappresenterebbe un passo preparatorio importante in vista di un possibile referendum da prevedere per il 2027.
È stata presentata un’ipotesi di percorso di “fusione dal basso” per il 2026, fondata su:
A supporto del percorso di collaborazione intercomunale previsto per il 2026, sono stati presentati quattro Gruppi di Lavoro tematici pensati per avviare da subito attività concrete e condivise. Questi gruppi rappresentano strumenti operativi attraverso cui cittadini, amministratori e associazioni potranno contribuire allo sviluppo di progettualità comuni, rafforzando competenze e relazioni. Le aree di intervento individuate coprono ambiti strategici — dall’escursionismo alla progettazione europea, dall’efficientamento amministrativo ai servizi essenziali — in linea con le priorità emerse nei laboratori.
Sono stati proposti quattro Gruppi di Lavoro, attivabili già dall’inizio dell’anno 2026:
Nel corso della restituzione sono state inoltre illustrate le principali opportunità di finanziamento regionale che i tre Comuni potranno attivare già nel 2026. I bandi presentati coprono ambiti che vanno dalla partecipazione civica alla valorizzazione del territorio, fino agli studi di fattibilità necessari a valutare con rigore l’ipotesi di fusione. Si tratta di strumenti considerati particolarmente adatti alla dimensione dei tre enti, in grado di generare risultati concreti e visibili anche prima del referendum.
Sono stati illustrati i principali bandi regionali utilizzabili dai tre Comuni:
Questi strumenti sono stati giudicati semplici, accessibili e adatti alla scala dei tre Comuni, con ricadute visibili già prima del referendum.
Il dibattito conclusivo ha offerto uno spazio di confronto aperto in cui sono emerse considerazioni condivise sul futuro dei tre Comuni. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di avviare sin da subito collaborazioni concrete, riconoscendo al tempo stesso che molti servizi essenziali richiedono basi amministrative più solide. È stato inoltre evidenziato il valore della rappresentatività delle frazioni e la proposta di istituire una consulta permanente, insieme al bisogno di mantenere presidi amministrativi nei tre territori anche in caso di futura fusione.
Nel confronto finale sono emerse alcune riflessioni significative:
il bisogno di mantenere punti di riferimento amministrativi nei tre Comuni anche dopo una possibile fusione.
La fase conclusiva del laboratorio ha permesso di definire con chiarezza i passaggi che guideranno il prosieguo del percorso partecipativo nei primi mesi del 2026, insieme alle principali evidenze emerse dal confronto con la comunità. Le attività programmate mirano a consolidare il lavoro svolto sinora, a restituire in modo trasparente gli esiti dei laboratori e a finalizzare il Documento di Indirizzi Strategici. Allo stesso tempo, le riflessioni condivise testimoniano un crescente senso di responsabilità collettiva e una visione comune sul futuro dei tre Comuni, elementi fondamentali per accompagnare con consapevolezza il cammino verso la possibile fusione.
I passaggi previsti da qui alla conclusione del percorso partecipativo sono i seguenti:
Il laboratorio di restituzione ha evidenziato:
Il percorso proseguirà nel 2026 con azioni concrete, sperimentazioni condivise e momenti pubblici di confronto, in un cammino che prepara il territorio a valutare consapevolmente l’ipotesi di fusione.
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