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Incontro On-Line - Un Comune per il futuro - Laboratorio 4 - Restituzione risultati dei primi tre laboratori

Avatar Riunione ufficiale
02/12/2025 11:19   0 Commenti
10 dicembre 2025
18:00 - 20:00
Conteggio dei partecipanti 22
Organizzazioni partecipanti.

Amministratori locali
Tecnici comunali
Rappresentanti istituzionali

Riferimento: par-MEET-2025-12-828
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Report e materiali

Un Comune per il Futuro – Verbale laboratorio 4


Restituzione risultati dei primi tre laboratori

Piattaforma Zoom, 10 dicembre 2025

Percorso partecipativo “Un Comune per il futuro”

Comuni di Cerignale, Corte Brugnatella e Zerba — con il supporto tecnico di eco&eco

Si è svolto in data 10 dicembre 2025 l’ultimo incontro del percorso partecipativo “Un Comune per il Futuro”, dedicato alla restituzione dei risultati dei tre laboratori tematici svolti nel mese precedente e alla condivisione delle prospettive per il 2026 in vista di un eventuale percorso di fusione tra i Comuni di Cerignale, Corte Brugnatella e Zerba.

Hanno partecipato complessivamente 22 persone tra cittadini, amministratori locali, tecnici comunali e rappresentanti istituzionali.

1. Apertura dei lavori e intervento del Comitato di Garanzia

L’incontro è stato introdotto da Vincenzo Barone (eco&eco), coordinatore tecnico del percorso, che ha illustrato le finalità della serata: presentare in modo unitario quanto emerso dai tre laboratori tematici e discutere le prime ipotesi organizzative per il 2026.

A seguire è intervenuto Francesco Silvestri, professore di Economia Applicata (UNIMORE) e membro del Comitato di Garanzia del progetto, che ha presentato una sintesi della ricerca sulla fragilità demografica e amministrativa dei piccoli Comuni dell’Appennino Emiliano, da lui stesso condotta di recente.

Dalla presentazione sono emersi alcuni elementi chiave:

Fragilità demografica

I dati illustrati mettono in evidenza una forte fragilità demografica che interessa gran parte dei territori montani dell’Emilia-Romagna. Il progressivo spopolamento compromette la tenuta dei servizi essenziali, in particolare quelli scolastici e sanitari, già oggi a rischio di chiusura per carenza di utenti. Anche gli scenari previsionali confermano una dinamica negativa difficile da invertire, poiché i livelli di nuova immigrazione necessari per stabilizzare la popolazione risultano molto elevati e poco realistici nelle condizioni attuali.

  • In molti territori montani dell’Emilia-Romagna si registra una perdita di popolazione anche superiore all’80% rispetto al 1951.
  • Gli scenari mostrano l’alto rischio di chiusura di plessi scolastici (con meno di 10 iscritti) e l’impossibilità di mantenere attivi punti nascita senza volumi adeguati.
  • Per mantenere stabili i servizi essenziali, occorrerebbero tassi di nuova immigrazione tra l’1% e il 7% annuo, difficilmente raggiungibili.

Fragilità amministrativa

Accanto alle criticità demografiche, il quadro presenta una marcata fragilità amministrativa che limita la capacità operativa dei piccoli Comuni. Gli organici ridotti e le possibilità di assunzione sempre più ristrette rendono difficile garantire continuità ed efficienza nei servizi. Pur avendo rafforzato le competenze progettuali, gli interventi della Strategia Nazionale Aree Interne non sono sufficienti a colmare in modo strutturale le debolezze organizzative degli enti locali.

  • Gli organici comunali sono oggi sottodimensionati e destinati a ridursi ulteriormente.
  • La capacità assunzionale tende a restringersi, rendendo complesso garantire continuità nei servizi.
  • Gli investimenti compiuti con la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI-STAMI) hanno migliorato la capacità progettuale, ma non risolvono strutturalmente le fragilità dei piccoli enti.

Silvestri ha concluso sottolineando che fusioni e accorpamenti funzionali rappresentano una delle poche strade possibili per rafforzare servizi e capacità amministrativa nelle aree montane.


2. Restituzione dei tre laboratori tematici

Vincenzo Barone ha illustrato i risultati dei tre laboratori partecipativi, documentati anche nelle presentazioni utilizzate durante l’incontro.

Laboratorio 1 – Ambiente, turismo e patrimonio territoriale

Nel primo laboratorio, dedicato ad ambiente, turismo e patrimonio territoriale, i partecipanti hanno evidenziato un quadro caratterizzato da criticità diffuse ma anche da significative potenzialità di sviluppo. La manutenzione insufficiente della rete sentieristica, l’abbandono dei boschi e alcune fragilità idrogeologiche richiedono interventi coordinati e una gestione più integrata delle risorse naturali. Allo stesso tempo, sono state individuate priorità d’azione che puntano sul turismo lento, sulla nuova residenzialità e su una cura del territorio più strutturata e condivisa.

Sono emerse criticità rilevanti su:

  • rete sentieristica poco manutenuta e scarsamente coordinata,
  • bosco abbandonato e fragilità idrogeologiche,
  • risorse idriche utilizzate in modo non pienamente ottimale.

Le priorità individuate:

  • sviluppo del turismo lento e sportivo,
  • rafforzamento della nuova residenzialità (spazi, digitale, incentivi),
  • interventi di manutenzione e prevenzione e gestione associata del territorio.

Laboratorio 2 – Servizi essenziali e qualità della vita

Il secondo laboratorio, dedicato ai servizi essenziali e alla qualità della vita, ha messo in luce le difficoltà quotidiane che cittadini e famiglie incontrano nell’accesso a servizi sanitari, educativi e di mobilità adeguati. Le criticità emerse confermano la necessità di rafforzare i presidi di prossimità e le opportunità di socialità e supporto comunitario. Le priorità individuate dai partecipanti indicano con chiarezza la direzione da seguire: collaborazione più strutturata con AUSL, valorizzazione delle iniziative comunitarie e miglioramento delle connessioni telefoniche e digitali.

Criticità emerse:

  • carenze nei servizi sanitari,
  • fragilità dei servizi educativi e comunitari,
  • problemi di trasporto e mobilità nei weekend.

Le priorità:

  • sostegno alle iniziative di azione comunitaria,
  • confronto strutturato con AUSL per servizi di prossimità,
  • miglioramento della connettività telefonica e digitale.

Laboratorio 3 – Un Comune più efficiente

Il terzo laboratorio, dedicato al tema di un Comune più efficiente, ha evidenziato come l’attuale assetto amministrativo presenti limiti strutturali che incidono sulla qualità dei servizi erogati. La scarsità di personale e la frammentazione degli strumenti organizzativi rendono complessa la gestione quotidiana, soprattutto nelle frazioni. È emersa con forza l’esigenza di una maggiore digitalizzazione, di sistemi interoperabili e di un rafforzamento delle competenze di programmazione e progettazione, elementi considerati decisivi per migliorare l’efficacia dell’azione pubblica.

I temi centrali:

  • Personale sottodimensionato e carenza di figure tecniche;
  • frammentazione organizzativa (software, archivi, regolamenti diversi);
  • necessità di presidi amministrativi nelle frazioni;
  • forte esigenza di digitalizzazione e interoperabilità dei sistemi;
  • richiesta di maggiore capacità di programmazione e accesso ai bandi.

Molti partecipanti hanno evidenziato che l’attuale configurazione amministrativa dei tre Comuni rischia di diventare non sostenibile nel medio periodo.

3. Proposta 2026: un anno di sperimentazione condivisa

Nel corso dell’incontro è stata illustrata una prima ipotesi di percorso di “fusione dal basso”, pensata come una fase intermedia e sperimentale da avviare nel 2026. L’obiettivo è permettere ai tre Comuni di collaborare su progetti concreti e di attivare processi di apprendimento condiviso tra cittadini, amministratori e realtà locali. Questo lavoro comune rappresenterebbe un passo preparatorio importante in vista di un possibile referendum da prevedere per il 2027.

È stata presentata un’ipotesi di percorso di “fusione dal basso” per il 2026, fondata su:

  • un anno di progetti intercomunali condivisi,
  • processi di apprendimento collettivo tra cittadini, amministratori, associazioni,
  • un progressivo avvicinamento al referendum da prevedere verosimilmente nel 2027.

4. I quattro Gruppi di Lavoro intercomunali

A supporto del percorso di collaborazione intercomunale previsto per il 2026, sono stati presentati quattro Gruppi di Lavoro tematici pensati per avviare da subito attività concrete e condivise. Questi gruppi rappresentano strumenti operativi attraverso cui cittadini, amministratori e associazioni potranno contribuire allo sviluppo di progettualità comuni, rafforzando competenze e relazioni. Le aree di intervento individuate coprono ambiti strategici — dall’escursionismo alla progettazione europea, dall’efficientamento amministrativo ai servizi essenziali — in linea con le priorità emerse nei laboratori.

Sono stati proposti quattro Gruppi di Lavoro, attivabili già dall’inizio dell’anno 2026:

  1. Escursionismo e Risorse Naturali – percorsi intercomunali, manutenzione condivisa, valorizzazione sentieristica.
  2. Progettazione Europea – formazione, reti, preparazione di candidature europee.
  3. Un Comune più efficiente – digitalizzazione, riorganizzazione dei servizi, interoperabilità.
  4. Servizi essenziali e comunità educante – scuola, servizi di prossimità, qualità della vita nei tre territori.

5. Opportunità di finanziamento regionale 2026

Nel corso della restituzione sono state inoltre illustrate le principali opportunità di finanziamento regionale che i tre Comuni potranno attivare già nel 2026. I bandi presentati coprono ambiti che vanno dalla partecipazione civica alla valorizzazione del territorio, fino agli studi di fattibilità necessari a valutare con rigore l’ipotesi di fusione. Si tratta di strumenti considerati particolarmente adatti alla dimensione dei tre enti, in grado di generare risultati concreti e visibili anche prima del referendum.

Sono stati illustrati i principali bandi regionali utilizzabili dai tre Comuni:

  • Cittadinanza Europea – percorsi di formazione e scambio di buone pratiche;
  • Rete sentieristica – collegamenti intercomunali, segnaletica, manutenzione partecipata;
  • Geositi – valorizzazione culturale e scientifica del patrimonio naturale;
  • Studi di fattibilità per le fusioni – analisi tecnica, bilanci, servizi, governance futura.

Questi strumenti sono stati giudicati semplici, accessibili e adatti alla scala dei tre Comuni, con ricadute visibili già prima del referendum.

6. Dibattito con la comunità

Il dibattito conclusivo ha offerto uno spazio di confronto aperto in cui sono emerse considerazioni condivise sul futuro dei tre Comuni. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di avviare sin da subito collaborazioni concrete, riconoscendo al tempo stesso che molti servizi essenziali richiedono basi amministrative più solide. È stato inoltre evidenziato il valore della rappresentatività delle frazioni e la proposta di istituire una consulta permanente, insieme al bisogno di mantenere presidi amministrativi nei tre territori anche in caso di futura fusione.

Nel confronto finale sono emerse alcune riflessioni significative:

  • l’importanza di collaborare già dal 2026 su progetti concreti,
  • il riconoscimento che molti servizi essenziali richiedono strutture più solide,
  • la necessità di preservare la rappresentatività delle frazioni e dei territori più periferici,
  • la proposta di una consulta permanente per accompagnare i progetti intercomunali,

il bisogno di mantenere punti di riferimento amministrativi nei tre Comuni anche dopo una possibile fusione.

7. Prossimi passi e conclusioni

La fase conclusiva del laboratorio ha permesso di definire con chiarezza i passaggi che guideranno il prosieguo del percorso partecipativo nei primi mesi del 2026, insieme alle principali evidenze emerse dal confronto con la comunità. Le attività programmate mirano a consolidare il lavoro svolto sinora, a restituire in modo trasparente gli esiti dei laboratori e a finalizzare il Documento di Indirizzi Strategici. Allo stesso tempo, le riflessioni condivise testimoniano un crescente senso di responsabilità collettiva e una visione comune sul futuro dei tre Comuni, elementi fondamentali per accompagnare con consapevolezza il cammino verso la possibile fusione.

I passaggi previsti da qui alla conclusione del percorso partecipativo sono i seguenti:

  • predisposizione e pubblicazione del materiale di restituzione sul portale PartecipAzioni;
  • completamento della bozza del Documento di Indirizzi Strategici da parte di eco&eco e condivisione con i membri del Tavolo di Negoziazione;
  • recepimento da parte del gruppo di lavoro di eco&eco delle osservazioni dei membri del TDN e aggiornamento del Documento di Indirizzi Strategici;
  • Incontro conclusivo del progetto con la Cittadinanza e presentazione del Documento di Indirizzi Strategici alla presenza dell’Assessore Regionale competente.

Il laboratorio di restituzione ha evidenziato:

  • la volontà della comunità di confrontarsi in modo informato e responsabile;
  • l’emergere di una visione condivisa su ambiente, servizi, efficienza e opportunità di sviluppo;
  • la consapevolezza che la collaborazione intercomunale rappresenta un passaggio necessario per garantire servizi sostenibili e cogliere le opportunità regionali ed europee.

Il percorso proseguirà nel 2026 con azioni concrete, sperimentazioni condivise e momenti pubblici di confronto, in un cammino che prepara il territorio a valutare consapevolmente l’ipotesi di fusione.





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