Connettere visioni, plasmare spazi
#plasmiamospazi (Collegamento esterno) Percorso per i Centri Giovanili del futuro
Gli esiti del percorso partecipativo assumono la forma di (in via prevalente):
o Linee guida
o Indirizzi o raccomandazioni
o Indicazioni di priorità
o Raccolta di esigenze
Le proposte per il soggetto titolare della decisione .
Le proposte scaturite dal percorso appartengono a due dimensioni: da una parte sono state ordinate in alcune proposte (indirizzi e indicazioni di priorità) legate ai singoli CAG, dall’altra è emerso dal percorso un set di linee guida relative alla programmazione complessiva dei CAG su tutto il territorio dell’Unione Savena Idice.
Linee guida per la programmazione delle attività dei CAG
A partire da un’elaborazione di quanto emerso dagli incontri e dai confronti tra i componenti del TDN, sono state elaborate le seguenti linee guida che rappresentano di fatto fattori chiave di cui tenere conto in fase di programmazione dell’attività dei centri e della strutturazione di modalità continuative di ascolto anche dopo questo percorso.
1. Ci siamo anche noi
Emerge in maniera trasversale come ragazzi e ragazze si sentano poco visti dal territorio e si siano in qualche modo arresi al fatto che le loro esigenze siano considerate come secondarie rispetto a quelle di altre fasce della popolazione (es. anziani, infanzia). La necessità di avere e tenere aperti spazi fisici diventa in questo senso una scelta fondamentale per rappresentare, attraverso alcuni luoghi del territorio, un “diritto di cittadinanza” per giovani e giovanissimi/e.
2. Vogliamo “stare”
I nuovi Centri Giovanili, per chi li frequenta, sono prima di tutto posti per stare, per incontrarsi, parlare, per stare insieme in relax, in maniera libera e senza che si senta la necessità di attività strutturate ma anzi approfittando positivamente di questo tempo “libero”. Questa dimensione risulta fortemente prevalente rispetto alla necessità di avere cose da “fare”.
3. Ci sentiamo a casa
Ad attirare i frequentatori abituali è proprio la possibilità di trovare una propria casa, specialmente per coloro che faticano a trovare contesti altrove. In questo senso, tutto il territorio della propria “città” viene vissuto come una casa, anche se in spazi e aree non presidiate, ed emerge anche una diffidenza a frequentare altri contesti lontani dal proprio luogo di apparenza (es. la città di Bologna).
4. Casa di relazioni
Il senso di gruppo è molto forte tra loro e viene percepito chiaramente anche da nuovi frequentatori. Evidente anche il legame con le educatrici e gli educatori, spesso coinvolte/i e citate/i durante le attività, delle/dei quali si cerca l’attenzione nonostante si chieda la libertà da forme di controllo e presidio degli spazi.
5. Nessuno mi può giudicare
I Centri Giovanili sono spazi in cui ragazze e ragazzi cercano luoghi di non giudizio, dove portare, talvolta in maniera provocatoria, le proprie abitudini e le proprie convinzioni con l’aspettativa di poterle condividere con modalità di confronto aperte.
6. Libertà
Nei CAG i giovani e i giovanissimi ritengono di grande valore il proprio diritto a scegliere se utilizzare o meno gli spazi, se partecipare o meno alle attività proposte, attendendosi porte aperte senza voler sentire il vincolo di dover strutturare impegni e abitudini per poter frequentare o l’obbligo di prendere parte alle attività proposte. In tanti casi anche la manifestazione di idee e proposte non viene seguita da un impegno a prendere parte nella loro realizzazione, consolidando una modalità di scelta delle attività e iniziative a cui partecipare quasi a “menù”, con licenza di valutare pochi istanti prima dell’iniziativa in questione. In generale, al di fuori di questi luoghi, confermano di prediligere luoghi non presidiati da adulti, non strutturati e in alcuni casi anche isolati.
7. Città per noi
Proprio in questo senso, anche al di fuori dei Centri Giovanili emerge forte la richiesta che nascano sul territorio più spazi “accoglienti” per i giovani e le giovani, le cui caratteristiche sono ancora una volta il non presidio degli adulti, la possibilità di poter “disturbare” in libertà, la presenza di dotazioni come tavoli, sedie, alcune attrezzature sportive in caso di aree esterne e la possibilità di consumare, mangiare o bere qualcosa, a costi contenuti.
8. Ma la notte
Ragazzi e ragazze hanno manifestato in maniera unanime il desiderio di vedere confermate e consolidate alcune aperture serali degli spazi, preferibilmente nei fine settimana.
9. Alle mie condizioni
Anche a fronte di forti dimostrazioni di interesse da parte delle istituzioni/del mondo degli adulti all’ascoltare idee e proposte, visioni e progetti, giovani e giovanissimi del territorio si mostrano particolarmente refrattari a partecipare a momenti partecipativi di carattere collettivo, che siano di confronto, di scambio o di coprogettazione. Sono invece molto aperti nel rapporto uno a uno, o quando si ricerca un dialogo nei loro luoghi di aggregazione, formale o informale, affidando senza filtri le proprie impressioni e percezioni.
10. E l’inclusione?
La necessità di spazi fisici di aggregazione è maggiormente sentita da una popolazione giovanile più fragile che in diversi casi non ha alternative valide per trascorrere il suo tempo libero. Per questi ragazzi e ragazze i CAG svolgono un ruolo fondamentale e vitale, mentre i/le giovani che arrivano da contesti più strutturati hanno già spesso luoghi di riferimento (legati allo sport, oppure parrocchie, ecc) o ne trovano in maniera autonoma anche negli spazi privati dei coetanei. In termini di maggiore inclusività, unire più comunità nei centri di aggregazione si dovrà tradurre in un lavoro di accompagnamento che deve coinvolgere le scuole e gli altri attori territoriali con l’idea di portare le loro comunità a conoscere gradualmente e progressivamente usare come loro gli spazi in oggetto, guidando questo inserimento negli aspetti di dialogo e integrazione con i frequentatori abituali.
11. Quale spazio per l’empowerment?
Ragazzi e ragazze, anche coloro che sono maggiormente disposti/e a cercare un dialogo con il mondo degli adulti, manifestano una forte tendenza a esprimere le loro visioni e necessità per poi di fatto consegnarle agli adulti con la (legittima) aspettativa che siano poi gli adulti a risolvere, realizzare, operare. In questo senso la volontà di mettersi in gioco in modalità più attive risulta fortemente limitata, e ulteriormente limitata anche dalla necessità di “libertà di scelta” di cui sopra.
12. Uscire dalla confort zone
Riguardo ai target di popolazione che ancora non frequentano i centri giovanili, risulta spesso un ostacolo di complessa risoluzione l’uscita dalla confort zone e l’ingresso in un contesto che, proprio per le sue caratteristiche di comunità coesa, può risultare respingente. Per questo grande attenzione va dedicata alle modalità di ingresso e di invito, che possono avvenire solo in un rapporto di costruzione di relazione diretta e di fiducia e in una attenta cura dell’integrazione tra comunità e individui.
13. Cura di ogni genere
La possibilità di esprimersi in gruppi misti per appartenenza di genere lascia intravedere alcuni limiti, generati da un grande affiatamento tra ragazzi e ragazze che spesso però finisce per fare sì che tanti momenti vengano fortemente caratterizzati dalla prevalenza delle “voci” maschili. È necessario lavorare per costruire, anche in maniera continuativa, momenti “esclusivo” pensati per le ragazze per poter fare emergere le loro visioni e necessità in un contesto sicuro.
Indirizzi, priorità ed esigenze sui singoli CAG attivi sul territorio dell’Unione
Centro Giovanile Pianoro Factory – PIANORO
Le proposte nate dai partecipanti al percorso del Pianoro Factory sono riassumibili in alcuni punti chiave:
· Necessità di mantenere le modalità e gli spazi legati allo stare, andando a potenziare sedute e divanetti in cui poter avere momenti in cui stare insieme, chiacchierare, senza pensieri.
· Desiderio di avere spazi e dotazioni per il gioco (oltre al ping pong presente si fa cenno alle consolle per il gaming, biliardo, ecc) e per la visione di film e serie
· Grande interesse per la musica trasversale a tutti i frequentatori: oltre alle proposte legate all’ascolto, ci sono inoltre diversi ragazzi che compongono e che vorrebbero trovare nel centro giovanile esperti che possano realizzare per loro le basi a livello professionale.
· Disponibilità a organizzare momenti di confronto su temi chiave che stanno loro a cuore (sostanze , musica, temi politici).
· Desiderio di organizzare qualche uscita come gruppo
Centro Giovanile GoVillaz - OZZANO
I partecipanti al percorso hanno manifestato un forte legame sia con le educatrici sia con le attività che vengono proposte, con interessi in particolare in merito ad:
· Ampliamento della sala di registrazione, dove già incidono alcuni pezzi, con ulteriori strumenti (come chitarre) ed implementazione dei dispositivi già presenti (casse)
· La creazione di un “angolo cucina”, per momenti a gestione libera, ma anche per organizzare laboratori e momenti conviviali ai quali partecipano tutte/i
· Sono state già concretizzate alcune idee emerse a partire dal percorso avviato con BeeNext: il murales all’interno del GoVillaz, la creazione dello studio di registrazione, un evento di musica techno.
Centro Giovanile Piazza Coperta / Il Faro - MONGHIDORO
Ragazzi e ragazze del Centro Giovanile sono in questo caso ancora in attesa di trasferirsi nella nuova sede che sarà ultimata alla fine dell’anno e che sarà condivisa anche con altre realtà cittadine. Tra le esigenze raccolte dalle diverse componenti che andranno a popolare questi spazi:
· La possibilità di rendere lo spazio aperto non solo negli orari di CAG attraverso possibilità di co-working e aula studio
· La centralità anche delle attività all’aria aperta