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Il secondo laboratorio pubblico si propone di approfondire, insieme alla cittadinanza e al tessuto imprenditoriale locale, il tema della valorizzazione dei luoghi sottoutilizzati del territorio. Dopo un momento iniziale di restituzione delle attività svolte finora – laboratori pubblici, interviste e primi elementi emersi – l’incontro intende mettere a fuoco le vocazioni identitarie del territorio (enogastronomica, culturale, paesaggistico-ambientale e sportiva) come chiavi di lettura per orientare le future scelte. Il laboratorio è concepito in particolare per attivare un dialogo tra imprenditrici, imprenditori e amministrazione comunale, esplorando modalità concrete di collaborazione pubblico-privata. Attraverso un lavoro in gruppi, i partecipanti sono chiamati a mappare le criticità presenti negli spazi sottoutilizzati e a elaborare prime ipotesi operative per la loro riattivazione, con un’attenzione specifica alla fattibilità e alla sostenibilità delle proposte.
Il secondo laboratorio pubblico si è svolto in un clima collaborativo e orientato al confronto operativo, coinvolgendo cittadinanza e rappresentanti del mondo imprenditoriale locale. In apertura è stato ripercorso il cammino del percorso partecipativo, con una restituzione delle azioni già realizzate – tra cui laboratori precedenti e interviste – e dei primi elementi emersi. Sono stati richiamati i “fili rossi” che delineano le principali vocazioni del territorio: enogastronomica, culturale, paesaggistico-ambientale e sportiva. Queste direttrici sono state riconosciute come riferimenti strategici per immaginare nuove funzioni e opportunità per gli spazi oggi sottoutilizzati.
Il laboratorio è stato progettato con un focus specifico sul ruolo dell’imprenditrice e dell’imprenditore come potenziali attori della riattivazione locale, in dialogo con l’amministrazione comunale. L’obiettivo non era soltanto raccogliere idee, ma iniziare a esplorare modalità di collaborazione pubblico-privata capaci di rendere concrete le ipotesi di riattivazione. I partecipanti sono stati suddivisi in gruppi di lavoro e invitati a individuare su una mappa i luoghi percepiti come caratterizzati da degrado, inutilizzo o sottoutilizzo, segnalando tali criticità attraverso l’utilizzo di bollini rossi.
In una seconda fase, ciascun gruppo ha scelto uno dei luoghi individuati e, attraverso una scheda di approfondimento, ha iniziato a delineare una possibile strategia di intervento. Rispetto all’incontro precedente, è stato richiesto uno sforzo ulteriore in termini di concretezza: oltre all’idea progettuale, il valore generativo della proposta, l'impegno concreto delle imprese e la fattibilità Questo passaggio ha permesso di mettere in luce non solo la ricchezza delle visioni presenti, ma anche la consapevolezza delle condizioni operative e amministrative necessarie per trasformare le proposte in azioni reali.
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