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2° SESSIONE DELIBERATIVA

Avatar Riunione ufficiale
13/04/2026 16:21  
16 maggio
09:00 - 13:00
Conteggio dei partecipanti 30
Organizzazioni partecipanti.

Componenti mini-pubblico (27 + 3 recuperi)

Riferimento: par-MEET-2026-04-980
Versione 4 (di 4) vedi altre versioni

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La seconda sessione deliberativa: dalle ragioni alle raccomandazioni


La seconda sessione deliberativa è il momento in cui il Mini-Pubblico passa dall'esplorazione alla decisione. Se la prima giornata serve a selezionare e pesare gli argomenti e a far emergere i criteri di giudizio, la seconda ha un compito diverso: decidere e argomentare. A partire dagli orientamenti già emersi, i partecipanti formulano le raccomandazioni deliberative su ciascun ambito — governance, impiantistica e inclusività.

La composizione dei gruppi cambia. Il Mini-Pubblico si riorganizza, per sorteggio, in tre gruppi misti, ciascuno formato da persone di tutti e tre i profili. Ogni gruppo lavora su un solo ambito e ne affronta i tre dilemmi, muovendo dall'orientamento espresso sul dilemma fondativo nella prima sessione. Mescolare i profili ha una funzione precisa: le prospettive che si erano formate separatamente ora si incontrano dentro lo stesso gruppo, e la raccomandazione nasce dal punto in cui i diversi sguardi si confrontano e trovano una sintesi, oppure riconoscono una divergenza da documentare.

La giornata si articola in due parti. Nella prima i gruppi costruiscono la strategia dell'ambito: una visione, un insieme di criteri-guida e gli orientamenti sui tre dilemmi. Nella seconda la strategia diventa tattica: tra i possibili "punti di caduta" — i terreni concreti su cui la visione diventa bando, atto, regolamento, protocollo o programma — ogni gruppo sceglie quelli che ritiene decisivi e, per ciascuno, definisce una direzione motivata, dichiarando la scelta, il suo legame con la strategia, le condizioni necessarie e ciò a cui si rinuncia.

Una raccomandazione deliberativa non è una lista di richieste, ma un orientamento motivato: indica una direzione, ne espone le ragioni, riconosce ciò che la scelta lascia indietro e segnala le condizioni perché produca gli effetti attesi. Il prodotto della giornata sono tre Documenti di Raccomandazione, uno per ambito, che insieme compongono il Documento di Raccomandazioni Strategiche del Mini-Pubblico. A chiusura, un "cerchio di parola" raccoglie, una frase a testa, ciò che rende concreta l'idea di sport come bene comune.

Habitat
Via Berlinguer, 201 - 41019 Soliera (MO)
SALA GRANDE

Report e materiali

Gli esiti della seconda sessione: le raccomandazioni


Al termine della giornata ciascun gruppo consegna la raccomandazione del proprio ambito. Confermati gli orientamenti fondativi emersi nella prima sessione, il lavoro li sviluppa sui dilemmi successivi e li traduce in direzioni concrete.

  • Governance. Il coordinamento dello sport prende la forma di un organismo a più livelli, aperto oltre gli addetti ai lavori: un'assemblea civica deliberante che presidia il senso e le priorità, un gruppo di regia per le decisioni attuative, un livello di approfondimento tecnico. L'apertura ai gruppi informali e ai singoli cittadini con competenze da mettere a disposizione è strutturale, non eccezionale, e si rinnova nel tempo attraverso manifestazioni d'interesse periodiche.
  • Impiantistica. Le risorse si concentrano su poli centrali capaci di servire l'intero territorio, con la mobilità parte integrante dell'investimento e la riqualificazione dell'esistente prioritaria sull'espansione. Accanto agli impianti dedicati, parchi, percorsi e spazi aperti vengono riconosciuti come rete dello sport diffuso, con un budget proprio. I criteri con cui si decide dove investire integrano i parametri tecnici con indicatori di impatto sociale: ampliamento della platea, accessibilità, capacità di generare coesione.
  • Inclusività. La garanzia pubblica di accesso è universale e costruita per priorità, a partire dai bisogni più gravi. L'offerta viene ridisegnata per raggiungere chi oggi è fuori — adolescenti che hanno smesso, anziani inattivi, persone con barriere economiche, culturali o relazionali — più che per consolidare chi già pratica, in una responsabilità condivisa tra Comune, scuola, sanità, terzo settore, società sportive, famiglie e reti civiche.

Le tre raccomandazioni confermano nel loro insieme la cornice valoriale del percorso — la visione di sport come bene comune e i dieci principi generali — e disegnano l'ossatura del futuro Piano Strategico dello Sport: dalla governance al sistema degli spazi, dall'accesso alla pratica alle persone che reggono il sistema, fino alla conoscenza, alle risorse e alla comunicazione.

Da qui prende avvio l'ultimo tratto del percorso, descritto nella sezione dedicata al Documento di Raccomandazioni Strategiche: la pubblicazione per gli ultimi riscontri, il passaggio al Tavolo di Negoziazione, la presentazione pubblica e la validazione regionale.

2° REPORT QUADRO + Allegato 1 - Allegato 2 - Allegato 3

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