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Titolo (Italiano)

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Descrizione (Italiano)

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    La questione in gioco

    Il sistema sportivo solierese è composto da 17 società affiliate a 28 federazioni, con circa 3.200 tesserati e altrettanti praticanti informali. In passato è esistita una Consulta dello Sport, che non ha prodotto un coordinamento stabile nel tempo. Oggi le realtà sportive lavorano in autonomia, con scarsa comunicazione reciproca e limitate opportunità di programmazione condivisa. Il 93,8% delle società usa impianti pubblici: il Comune non è un semplice spettatore, ma il partner strutturale dell'intero movimento. Per il prossimo decennio occorre definire un nuovo modello di governance. Alcune cose sono già state stabilite: il coordinamento sarà permanente (non episodico) e integrerà scuola, salute e welfare — non solo questioni sportive interne. Su tutto il resto, la comunità è chiamata a esprimersi.

    Domanda chiave

    Quale organismo serve a Soliera per governare lo sport come bene comune, e come si garantiscono rappresentanza ed equilibrio tra i componenti?


    DILEMMA G1 — Chi siede al tavolo? Chi ha diritto di partecipare al coordinamento permanente e con quale meccanismo di composizione?

    • Opzione A — Rappresentanza degli organismi sportivi formali Il coordinamento include le organizzazioni sportive formalmente costituite, che si assumono anche la voce di chi non è rappresentato — praticanti informali, famiglie, non sportivi. La struttura è più snella e operativa.
    • Opzione B — Rappresentanza dei bisogni territoriali Il coordinamento apre la partecipazione diretta a portatori di bisogni oggi senza voce organizzata — praticanti informali, gruppi sotto-rappresentati — con criteri espliciti di composizione e accesso. La struttura è più complessa ma più rappresentativa.

    DILEMMA G2 — Chi assume la regia? Chi definisce l'agenda del coordinamento e con quale grado di autonomia rispetto all'Amministrazione?

    • Opzione A — Responsabilità pubblica con consultazione Il Comune mantiene la titolarità piena delle scelte strategiche: porta le questioni al tavolo, raccoglie contributi e poi decide. Il mondo sportivo è consultato prima delle decisioni, non co-decide.
    • Opzione B — Co-decisione strutturale tra attori La responsabilità strategica è condivisa con gli altri attori in forma strutturata: meccanismi vincolanti che distribuiscono potere, oneri e la capacità di mettere in agenda le questioni. Il tavolo non risponde solo, propone.

    DILEMMA G3 — A cosa serve il coordinamento? Il nuovo organismo è uno strumento tecnico-gestionale o uno spazio pubblico di costruzione di visione?

    • Opzione A — Presidio tecnico-gestionale Il coordinamento gestisce le questioni operative: programmazione degli spazi, manutenzione, rapporti con l'ente, formazione tecnica. Efficace e focalizzato, riservato a chi ha competenze specifiche del settore.
    • Opzione B — Spazio pubblico di visione sullo sport Il coordinamento è il luogo in cui la comunità — non solo gli addetti ai lavori — costruisce una visione condivisa dello sport come bene comune. Più generativo sul lungo periodo, ma richiede tempo e processi più lenti.

  • +<h3><strong>La questione in gioco</strong></h3><p> Il sistema sportivo solierese è composto da 17 società affiliate a 28 federazioni, con circa 3.200 tesserati e altrettanti praticanti informali. In passato è esistita una Consulta dello Sport, che non ha prodotto un coordinamento stabile nel tempo. Oggi le realtà sportive lavorano in autonomia, con scarsa comunicazione reciproca e limitate opportunità di programmazione condivisa. Il 93,8% delle società usa impianti pubblici: il Comune non è un semplice spettatore, ma il partner strutturale dell'intero movimento. Per il prossimo decennio occorre definire un nuovo modello di governance. Alcune cose sono già state stabilite: il coordinamento sarà permanente (non episodico) e integrerà scuola, salute e welfare — non solo questioni sportive interne. Su tutto il resto, la comunità è chiamata a esprimersi.</p><h3><strong>Domanda chiave</strong></h3><h3>Quale organismo serve a Soliera per governare lo sport come bene comune, e come si garantiscono rappresentanza ed equilibrio tra i componenti?</h3><p><br></p><h3><strong>DILEMMA G1 — Chi siede al tavolo?</strong> <em>Chi ha diritto di partecipare al coordinamento permanente e con quale meccanismo di composizione?</em> </h3><ul><li><strong>Opzione A — Rappresentanza degli organismi sportivi formali</strong> Il coordinamento include le organizzazioni sportive formalmente costituite, che si assumono anche la voce di chi non è rappresentato — praticanti informali, famiglie, non sportivi. La struttura è più snella e operativa.</li><li><strong>Opzione B — Rappresentanza dei bisogni territoriali</strong> Il coordinamento apre la partecipazione diretta a portatori di bisogni oggi senza voce organizzata — praticanti informali, gruppi sotto-rappresentati — con criteri espliciti di composizione e accesso. La struttura è più complessa ma più rappresentativa.</li></ul><h3><strong>DILEMMA G2 — Chi assume la regia?</strong> <em>Chi definisce l'agenda del coordinamento e con quale grado di autonomia rispetto all'Amministrazione?</em></h3><ul><li><strong>Opzione A — Responsabilità pubblica con consultazione</strong> Il Comune mantiene la titolarità piena delle scelte strategiche: porta le questioni al tavolo, raccoglie contributi e poi decide. Il mondo sportivo è consultato prima delle decisioni, non co-decide.</li><li><strong>Opzione B — Co-decisione strutturale tra attori</strong> La responsabilità strategica è condivisa con gli altri attori in forma strutturata: meccanismi vincolanti che distribuiscono potere, oneri e la capacità di mettere in agenda le questioni. Il tavolo non risponde solo, propone.</li></ul><h3><strong>DILEMMA G3 — A cosa serve il coordinamento?</strong> <em>Il nuovo organismo è uno strumento tecnico-gestionale o uno spazio pubblico di costruzione di visione?</em></h3><ul><li><strong>Opzione A — Presidio tecnico-gestionale</strong> Il coordinamento gestisce le questioni operative: programmazione degli spazi, manutenzione, rapporti con l'ente, formazione tecnica. Efficace e focalizzato, riservato a chi ha competenze specifiche del settore.</li><li> <strong>Opzione B — Spazio pubblico di visione sullo sport</strong> Il coordinamento è il luogo in cui la comunità — non solo gli addetti ai lavori — costruisce una visione condivisa dello sport come bene comune. Più generativo sul lungo periodo, ma richiede tempo e processi più lenti.</li></ul><p> </p>
Eliminazioni
  • Opzione B — Rappresentanza dei bisogni territoriali Il coordinamento apre la partecipazione diretta a portatori di bisogni oggi senza voce organizzata — praticanti informali, gruppi sotto-rappresentati — con criteri espliciti di composizione e accesso. La struttura è più complessa ma più rappresentativa.

DILEMMA G2 — Chi assume la regia? Chi definisce l'agenda del coordinamento e con quale grado di autonomia rispetto all'Amministrazione?

  • Opzione A — Responsabilità pubblica con consultazione Il Comune mantiene la titolarità piena delle scelte strategiche: porta le questioni al tavolo, raccoglie contributi e poi decide. Il mondo sportivo è consultato prima delle decisioni, non co-decide.
  • Opzione B — Co-decisione strutturale tra attori La responsabilità strategica è condivisa con gli altri attori in forma strutturata: meccanismi vincolanti che distribuiscono potere, oneri e la capacità di mettere in agenda le questioni. Il tavolo non risponde solo, propone.

DILEMMA G3 — A cosa serve il coordinamento? Il nuovo organismo è uno strumento tecnico-gestionale o uno spazio pubblico di costruzione di visione?

  • Opzione A — Presidio tecnico-gestionale Il coordinamento gestisce le questioni operative: programmazione degli spazi, manutenzione, rapporti con l'ente, formazione tecnica. Efficace e focalizzato, riservato a chi ha competenze specifiche del settore.
  • Opzione B — Spazio pubblico di visione sullo sport Il coordinamento è il luogo in cui la comunità — non solo gli addetti ai lavori — costruisce una visione condivisa dello sport come bene comune. Più generativo sul lungo periodo, ma richiede tempo e processi più lenti.

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    La questione in gioco

    Il sistema sportivo solierese è composto da 17 società affiliate a 28 federazioni, con circa 3.200 tesserati e altrettanti praticanti informali. In passato è esistita una Consulta dello Sport, che non ha prodotto un coordinamento stabile nel tempo. Oggi le realtà sportive lavorano in autonomia, con scarsa comunicazione reciproca e limitate opportunità di programmazione condivisa. Il 93,8% delle società usa impianti pubblici: il Comune non è un semplice spettatore, ma il partner strutturale dell'intero movimento. Per il prossimo decennio occorre definire un nuovo modello di governance. Alcune cose sono già state stabilite: il coordinamento sarà permanente (non episodico) e integrerà scuola, salute e welfare — non solo questioni sportive interne. Su tutto il resto, la comunità è chiamata a esprimersi.

    Domanda chiave

    Quale organismo serve a Soliera per governare lo sport come bene comune, e come si garantiscono rappresentanza ed equilibrio tra i componenti?


    DILEMMA G1 — Chi siede al tavolo? Chi ha diritto di partecipare al coordinamento permanente e con quale meccanismo di composizione?

    • Opzione A — Rappresentanza degli organismi sportivi formali Il coordinamento include le organizzazioni sportive formalmente costituite, che si assumono anche la voce di chi non è rappresentato — praticanti informali, famiglie, non sportivi. La struttura è più snella e operativa.
    • Opzione B — Rappresentanza dei bisogni territoriali Il coordinamento apre la partecipazione diretta a portatori di bisogni oggi senza voce organizzata — praticanti informali, gruppi sotto-rappresentati — con criteri espliciti di composizione e accesso. La struttura è più complessa ma più rappresentativa.

    DILEMMA G2 — Chi assume la regia? Chi definisce l'agenda del coordinamento e con quale grado di autonomia rispetto all'Amministrazione?

    • Opzione A — Responsabilità pubblica con consultazione Il Comune mantiene la titolarità piena delle scelte strategiche: porta le questioni al tavolo, raccoglie contributi e poi decide. Il mondo sportivo è consultato prima delle decisioni, non co-decide.
    • Opzione B — Co-decisione strutturale tra attori La responsabilità strategica è condivisa con gli altri attori in forma strutturata: meccanismi vincolanti che distribuiscono potere, oneri e la capacità di mettere in agenda le questioni. Il tavolo non risponde solo, propone.

    DILEMMA G3 — A cosa serve il coordinamento? Il nuovo organismo è uno strumento tecnico-gestionale o uno spazio pubblico di costruzione di visione?

    • Opzione A — Presidio tecnico-gestionale Il coordinamento gestisce le questioni operative: programmazione degli spazi, manutenzione, rapporti con l'ente, formazione tecnica. Efficace e focalizzato, riservato a chi ha competenze specifiche del settore.
    • Opzione B — Spazio pubblico di visione sullo sport Il coordinamento è il luogo in cui la comunità — non solo gli addetti ai lavori — costruisce una visione condivisa dello sport come bene comune. Più generativo sul lungo periodo, ma richiede tempo e processi più lenti.

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  • +<h3><strong>La questione in gioco</strong></h3><p> Il sistema sportivo solierese è composto da 17 società affiliate a 28 federazioni, con circa 3.200 tesserati e altrettanti praticanti informali. In passato è esistita una Consulta dello Sport, che non ha prodotto un coordinamento stabile nel tempo. Oggi le realtà sportive lavorano in autonomia, con scarsa comunicazione reciproca e limitate opportunità di programmazione condivisa. Il 93,8% delle società usa impianti pubblici: il Comune non è un semplice spettatore, ma il partner strutturale dell'intero movimento. Per il prossimo decennio occorre definire un nuovo modello di governance. Alcune cose sono già state stabilite: il coordinamento sarà permanente (non episodico) e integrerà scuola, salute e welfare — non solo questioni sportive interne. Su tutto il resto, la comunità è chiamata a esprimersi.</p><h3><strong>Domanda chiave</strong></h3><h3>Quale organismo serve a Soliera per governare lo sport come bene comune, e come si garantiscono rappresentanza ed equilibrio tra i componenti?</h3><p><br></p><h3><strong>DILEMMA G1 — Chi siede al tavolo?</strong> <em>Chi ha diritto di partecipare al coordinamento permanente e con quale meccanismo di composizione?</em> </h3><ul><li><strong>Opzione A — Rappresentanza degli organismi sportivi formali</strong> Il coordinamento include le organizzazioni sportive formalmente costituite, che si assumono anche la voce di chi non è rappresentato — praticanti informali, famiglie, non sportivi. La struttura è più snella e operativa.</li><li><strong>Opzione B — Rappresentanza dei bisogni territoriali</strong> Il coordinamento apre la partecipazione diretta a portatori di bisogni oggi senza voce organizzata — praticanti informali, gruppi sotto-rappresentati — con criteri espliciti di composizione e accesso. La struttura è più complessa ma più rappresentativa.</li></ul><h3><strong>DILEMMA G2 — Chi assume la regia?</strong> <em>Chi definisce l'agenda del coordinamento e con quale grado di autonomia rispetto all'Amministrazione?</em></h3><ul><li><strong>Opzione A — Responsabilità pubblica con consultazione</strong> Il Comune mantiene la titolarità piena delle scelte strategiche: porta le questioni al tavolo, raccoglie contributi e poi decide. Il mondo sportivo è consultato prima delle decisioni, non co-decide.</li><li><strong>Opzione B — Co-decisione strutturale tra attori</strong> La responsabilità strategica è condivisa con gli altri attori in forma strutturata: meccanismi vincolanti che distribuiscono potere, oneri e la capacità di mettere in agenda le questioni. Il tavolo non risponde solo, propone.</li></ul><h3><strong>DILEMMA G3 — A cosa serve il coordinamento?</strong> <em>Il nuovo organismo è uno strumento tecnico-gestionale o uno spazio pubblico di costruzione di visione?</em></h3><ul><li><strong>Opzione A — Presidio tecnico-gestionale</strong> Il coordinamento gestisce le questioni operative: programmazione degli spazi, manutenzione, rapporti con l'ente, formazione tecnica. Efficace e focalizzato, riservato a chi ha competenze specifiche del settore.</li><li> <strong>Opzione B — Spazio pubblico di visione sullo sport</strong> Il coordinamento è il luogo in cui la comunità — non solo gli addetti ai lavori — costruisce una visione condivisa dello sport come bene comune. Più generativo sul lungo periodo, ma richiede tempo e processi più lenti.</li></ul><p> </p>

Istruzioni per partecipare (Italiano)

  • +

    Scegli il dilemma e porta il tuo argomento:

    cosa rende più giusta o più efficace una delle due direzioni?

    Cosa rischia di andare storto nell'altra?

  • +<h2>Scegli il dilemma e porta il tuo argomento: </h2><h2>cosa rende più giusta o più efficace una delle due direzioni? </h2><h2>Cosa rischia di andare storto nell'altra?</h2>
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    Scegli il dilemma e porta il tuo argomento:

    cosa rende più giusta o più efficace una delle due direzioni?

    Cosa rischia di andare storto nell'altra?

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  • +<h2>Scegli il dilemma e porta il tuo argomento: </h2><h2>cosa rende più giusta o più efficace una delle due direzioni? </h2><h2>Cosa rischia di andare storto nell'altra?</h2>

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