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Descrizione (Italiano)

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    La questione in gioco

    Circa 4.000 cittadini solieresi risultano sedentari. Il 60% degli abbandoni sportivi avviene nella fascia 11-13 anni. Il costo è la prima barriera per le famiglie fragili. Le persone con disabilità valutano l'offerta come insufficiente (voto medio 2,36 su 6). Il 90% dei bambini raggiunge gli impianti in auto, perché manca autonomia di spostamento. I gruppi più esposti all'esclusione sono: adolescenti, anziani, persone con disabilità, cittadini stranieri, famiglie in difficoltà economica. Alcune cose sono già condivise: l'accesso effettivo — non la sola conformità normativa degli impianti — è il parametro di riferimento; la formazione psicopedagogica degli operatori sportivi è una condizione necessaria, non un dilemma. Sulla portata della garanzia pubblica, su chi investire e su chi costruisce l'ecosistema sportivo, la comunità è chiamata a esprimersi.

    Domanda chiave

    Che cosa rientra — e che cosa non rientra — nella responsabilità collettiva di Soliera per assicurare a tutte e tutti la possibilità di praticare sport?

    DILEMMA N1 — Quanto lontano si spinge la garanzia pubblica? L'accesso è garantito in modo selettivo e mirato, o in modo strutturale e universale?

    • Opzione A — Intervento mirato sulle barriere più gravi Il territorio interviene con misure selettive per i gruppi più esclusi: contributi per famiglie fragili, accompagnamento per chi non ha autonomia, figure specializzate per la disabilità. Risorse concentrate dove il bisogno è più acuto. Mandato pubblico con confini definiti.
    • Opzione B — Garanzia universale di accesso alla pratica Il territorio costruisce un sistema strutturale in cui l'accesso è assicurato a chiunque, con standard minimi esigibili e meccanismi permanenti di sostegno. La responsabilità è distribuita tra Comune, associazioni e reti civiche. Più ambizioso — ma richiede alleanze e costruzione di sistema.

    DILEMMA N2 — Su chi investe il sistema sportivo? Le risorse vanno a chi è già dentro o a chi oggi è fuori?

    • Opzione A — Investire su chi pratica e vuole progredire Le risorse si concentrano su chi già fa sport e vuole migliorarsi. La dimensione competitiva e la progressione tecnica sono il motore dell'offerta. Il sistema è ottimizzato per chi è già dentro.
    • Opzione B — Investire su chi oggi non pratica e potrebbe iniziare Il sistema sposta una quota significativa di investimento verso chi è fuori: adolescenti che hanno smesso, anziani inattivi, persone con barriere economiche o culturali. Richiede di ridisegnare l'offerta in modo sostanziale e ridurre il peso della logica prestazionale.

    DILEMMA N3 — Chi costruisce l'ecosistema sportivo? I cittadini sono fruitori dell'offerta, o co-costruttori riconosciuti e sostenuti del sistema?

    • Opzione A — Sistema fondato su soggetti formalizzati Il sistema sportivo si basa su organizzazioni strutturate, con competenze certificate, responsabilità giuridica e interlocuzione chiara con l'Amministrazione. I cittadini accedono come utenti. Il perimetro è definito, la responsabilità è attribuibile.
    • Opzione B — Sistema che integra pratiche civiche e informali Il sistema riconosce e sostiene anche i gruppi autogestiti, le pratiche informali di prevenzione e il volontariato non strutturato. Le persone diventano co-costruttrici dell'offerta sportiva. Più ricco e resiliente — ma richiede strumenti di riconoscimento per soggetti non formali.
  • +<h3><strong>La questione in gioco</strong></h3><p>Circa 4.000 cittadini solieresi risultano sedentari. Il 60% degli abbandoni sportivi avviene nella fascia 11-13 anni. Il costo è la prima barriera per le famiglie fragili. Le persone con disabilità valutano l'offerta come insufficiente (voto medio 2,36 su 6). Il 90% dei bambini raggiunge gli impianti in auto, perché manca autonomia di spostamento. I gruppi più esposti all'esclusione sono: adolescenti, anziani, persone con disabilità, cittadini stranieri, famiglie in difficoltà economica. Alcune cose sono già condivise: l'accesso effettivo — non la sola conformità normativa degli impianti — è il parametro di riferimento; la formazione psicopedagogica degli operatori sportivi è una condizione necessaria, non un dilemma. Sulla portata della garanzia pubblica, su chi investire e su chi costruisce l'ecosistema sportivo, la comunità è chiamata a esprimersi.</p><h3><strong>Domanda chiave</strong></h3><h3>Che cosa rientra — e che cosa non rientra — nella responsabilità collettiva di Soliera per assicurare a tutte e tutti la possibilità di praticare sport?</h3><p> </p><h3><strong>DILEMMA N1 — Quanto lontano si spinge la garanzia pubblica?</strong> <em>L'accesso è garantito in modo selettivo e mirato, o in modo strutturale e universale?</em></h3><ul><li><strong>Opzione A — Intervento mirato sulle barriere più gravi</strong> Il territorio interviene con misure selettive per i gruppi più esclusi: contributi per famiglie fragili, accompagnamento per chi non ha autonomia, figure specializzate per la disabilità. Risorse concentrate dove il bisogno è più acuto. Mandato pubblico con confini definiti.</li><li><strong>Opzione B — Garanzia universale di accesso alla pratica</strong> Il territorio costruisce un sistema strutturale in cui l'accesso è assicurato a chiunque, con standard minimi esigibili e meccanismi permanenti di sostegno. La responsabilità è distribuita tra Comune, associazioni e reti civiche. Più ambizioso — ma richiede alleanze e costruzione di sistema.</li></ul><h3><strong>DILEMMA N2 — Su chi investe il sistema sportivo?</strong> <em>Le risorse vanno a chi è già dentro o a chi oggi è fuori?</em></h3><ul><li><strong>Opzione A — Investire su chi pratica e vuole progredire</strong> Le risorse si concentrano su chi già fa sport e vuole migliorarsi. La dimensione competitiva e la progressione tecnica sono il motore dell'offerta. Il sistema è ottimizzato per chi è già dentro.</li><li><strong>Opzione B — Investire su chi oggi non pratica e potrebbe iniziare</strong> Il sistema sposta una quota significativa di investimento verso chi è fuori: adolescenti che hanno smesso, anziani inattivi, persone con barriere economiche o culturali. Richiede di ridisegnare l'offerta in modo sostanziale e ridurre il peso della logica prestazionale.</li></ul><h3><strong>DILEMMA N3 — Chi costruisce l'ecosistema sportivo?</strong> <em>I cittadini sono fruitori dell'offerta, o co-costruttori riconosciuti e sostenuti del sistema?</em></h3><ul><li> <strong>Opzione A — Sistema fondato su soggetti formalizzati</strong> Il sistema sportivo si basa su organizzazioni strutturate, con competenze certificate, responsabilità giuridica e interlocuzione chiara con l'Amministrazione. I cittadini accedono come utenti. Il perimetro è definito, la responsabilità è attribuibile.</li><li> <strong>Opzione B — Sistema che integra pratiche civiche e informali</strong> Il sistema riconosce e sostiene anche i gruppi autogestiti, le pratiche informali di prevenzione e il volontariato non strutturato. Le persone diventano co-costruttrici dell'offerta sportiva. Più ricco e resiliente — ma richiede strumenti di riconoscimento per soggetti non formali.</li></ul>
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  • Opzione B — Garanzia universale di accesso alla pratica Il territorio costruisce un sistema strutturale in cui l'accesso è assicurato a chiunque, con standard minimi esigibili e meccanismi permanenti di sostegno. La responsabilità è distribuita tra Comune, associazioni e reti civiche. Più ambizioso — ma richiede alleanze e costruzione di sistema.

DILEMMA N2 — Su chi investe il sistema sportivo? Le risorse vanno a chi è già dentro o a chi oggi è fuori?

  • Opzione A — Investire su chi pratica e vuole progredire Le risorse si concentrano su chi già fa sport e vuole migliorarsi. La dimensione competitiva e la progressione tecnica sono il motore dell'offerta. Il sistema è ottimizzato per chi è già dentro.
  • Opzione B — Investire su chi oggi non pratica e potrebbe iniziare Il sistema sposta una quota significativa di investimento verso chi è fuori: adolescenti che hanno smesso, anziani inattivi, persone con barriere economiche o culturali. Richiede di ridisegnare l'offerta in modo sostanziale e ridurre il peso della logica prestazionale.

DILEMMA N3 — Chi costruisce l'ecosistema sportivo? I cittadini sono fruitori dell'offerta, o co-costruttori riconosciuti e sostenuti del sistema?

  • Opzione A — Sistema fondato su soggetti formalizzati Il sistema sportivo si basa su organizzazioni strutturate, con competenze certificate, responsabilità giuridica e interlocuzione chiara con l'Amministrazione. I cittadini accedono come utenti. Il perimetro è definito, la responsabilità è attribuibile.
  • Opzione B — Sistema che integra pratiche civiche e informali Il sistema riconosce e sostiene anche i gruppi autogestiti, le pratiche informali di prevenzione e il volontariato non strutturato. Le persone diventano co-costruttrici dell'offerta sportiva. Più ricco e resiliente — ma richiede strumenti di riconoscimento per soggetti non formali.
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    La questione in gioco

    Circa 4.000 cittadini solieresi risultano sedentari. Il 60% degli abbandoni sportivi avviene nella fascia 11-13 anni. Il costo è la prima barriera per le famiglie fragili. Le persone con disabilità valutano l'offerta come insufficiente (voto medio 2,36 su 6). Il 90% dei bambini raggiunge gli impianti in auto, perché manca autonomia di spostamento. I gruppi più esposti all'esclusione sono: adolescenti, anziani, persone con disabilità, cittadini stranieri, famiglie in difficoltà economica. Alcune cose sono già condivise: l'accesso effettivo — non la sola conformità normativa degli impianti — è il parametro di riferimento; la formazione psicopedagogica degli operatori sportivi è una condizione necessaria, non un dilemma. Sulla portata della garanzia pubblica, su chi investire e su chi costruisce l'ecosistema sportivo, la comunità è chiamata a esprimersi.

    Domanda chiave

    Che cosa rientra — e che cosa non rientra — nella responsabilità collettiva di Soliera per assicurare a tutte e tutti la possibilità di praticare sport?

    DILEMMA N1 — Quanto lontano si spinge la garanzia pubblica? L'accesso è garantito in modo selettivo e mirato, o in modo strutturale e universale?

    • Opzione A — Intervento mirato sulle barriere più gravi Il territorio interviene con misure selettive per i gruppi più esclusi: contributi per famiglie fragili, accompagnamento per chi non ha autonomia, figure specializzate per la disabilità. Risorse concentrate dove il bisogno è più acuto. Mandato pubblico con confini definiti.
    • Opzione B — Garanzia universale di accesso alla pratica Il territorio costruisce un sistema strutturale in cui l'accesso è assicurato a chiunque, con standard minimi esigibili e meccanismi permanenti di sostegno. La responsabilità è distribuita tra Comune, associazioni e reti civiche. Più ambizioso — ma richiede alleanze e costruzione di sistema.

    DILEMMA N2 — Su chi investe il sistema sportivo? Le risorse vanno a chi è già dentro o a chi oggi è fuori?

    • Opzione A — Investire su chi pratica e vuole progredire Le risorse si concentrano su chi già fa sport e vuole migliorarsi. La dimensione competitiva e la progressione tecnica sono il motore dell'offerta. Il sistema è ottimizzato per chi è già dentro.
    • Opzione B — Investire su chi oggi non pratica e potrebbe iniziare Il sistema sposta una quota significativa di investimento verso chi è fuori: adolescenti che hanno smesso, anziani inattivi, persone con barriere economiche o culturali. Richiede di ridisegnare l'offerta in modo sostanziale e ridurre il peso della logica prestazionale.

    DILEMMA N3 — Chi costruisce l'ecosistema sportivo? I cittadini sono fruitori dell'offerta, o co-costruttori riconosciuti e sostenuti del sistema?

    • Opzione A — Sistema fondato su soggetti formalizzati Il sistema sportivo si basa su organizzazioni strutturate, con competenze certificate, responsabilità giuridica e interlocuzione chiara con l'Amministrazione. I cittadini accedono come utenti. Il perimetro è definito, la responsabilità è attribuibile.
    • Opzione B — Sistema che integra pratiche civiche e informali Il sistema riconosce e sostiene anche i gruppi autogestiti, le pratiche informali di prevenzione e il volontariato non strutturato. Le persone diventano co-costruttrici dell'offerta sportiva. Più ricco e resiliente — ma richiede strumenti di riconoscimento per soggetti non formali.
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  • +<h3><strong>La questione in gioco</strong></h3><p>Circa 4.000 cittadini solieresi risultano sedentari. Il 60% degli abbandoni sportivi avviene nella fascia 11-13 anni. Il costo è la prima barriera per le famiglie fragili. Le persone con disabilità valutano l'offerta come insufficiente (voto medio 2,36 su 6). Il 90% dei bambini raggiunge gli impianti in auto, perché manca autonomia di spostamento. I gruppi più esposti all'esclusione sono: adolescenti, anziani, persone con disabilità, cittadini stranieri, famiglie in difficoltà economica. Alcune cose sono già condivise: l'accesso effettivo — non la sola conformità normativa degli impianti — è il parametro di riferimento; la formazione psicopedagogica degli operatori sportivi è una condizione necessaria, non un dilemma. Sulla portata della garanzia pubblica, su chi investire e su chi costruisce l'ecosistema sportivo, la comunità è chiamata a esprimersi.</p><h3><strong>Domanda chiave</strong></h3><h3>Che cosa rientra — e che cosa non rientra — nella responsabilità collettiva di Soliera per assicurare a tutte e tutti la possibilità di praticare sport?</h3><p> </p><h3><strong>DILEMMA N1 — Quanto lontano si spinge la garanzia pubblica?</strong> <em>L'accesso è garantito in modo selettivo e mirato, o in modo strutturale e universale?</em></h3><ul><li><strong>Opzione A — Intervento mirato sulle barriere più gravi</strong> Il territorio interviene con misure selettive per i gruppi più esclusi: contributi per famiglie fragili, accompagnamento per chi non ha autonomia, figure specializzate per la disabilità. Risorse concentrate dove il bisogno è più acuto. Mandato pubblico con confini definiti.</li><li><strong>Opzione B — Garanzia universale di accesso alla pratica</strong> Il territorio costruisce un sistema strutturale in cui l'accesso è assicurato a chiunque, con standard minimi esigibili e meccanismi permanenti di sostegno. La responsabilità è distribuita tra Comune, associazioni e reti civiche. Più ambizioso — ma richiede alleanze e costruzione di sistema.</li></ul><h3><strong>DILEMMA N2 — Su chi investe il sistema sportivo?</strong> <em>Le risorse vanno a chi è già dentro o a chi oggi è fuori?</em></h3><ul><li><strong>Opzione A — Investire su chi pratica e vuole progredire</strong> Le risorse si concentrano su chi già fa sport e vuole migliorarsi. La dimensione competitiva e la progressione tecnica sono il motore dell'offerta. Il sistema è ottimizzato per chi è già dentro.</li><li><strong>Opzione B — Investire su chi oggi non pratica e potrebbe iniziare</strong> Il sistema sposta una quota significativa di investimento verso chi è fuori: adolescenti che hanno smesso, anziani inattivi, persone con barriere economiche o culturali. Richiede di ridisegnare l'offerta in modo sostanziale e ridurre il peso della logica prestazionale.</li></ul><h3><strong>DILEMMA N3 — Chi costruisce l'ecosistema sportivo?</strong> <em>I cittadini sono fruitori dell'offerta, o co-costruttori riconosciuti e sostenuti del sistema?</em></h3><ul><li> <strong>Opzione A — Sistema fondato su soggetti formalizzati</strong> Il sistema sportivo si basa su organizzazioni strutturate, con competenze certificate, responsabilità giuridica e interlocuzione chiara con l'Amministrazione. I cittadini accedono come utenti. Il perimetro è definito, la responsabilità è attribuibile.</li><li> <strong>Opzione B — Sistema che integra pratiche civiche e informali</strong> Il sistema riconosce e sostiene anche i gruppi autogestiti, le pratiche informali di prevenzione e il volontariato non strutturato. Le persone diventano co-costruttrici dell'offerta sportiva. Più ricco e resiliente — ma richiede strumenti di riconoscimento per soggetti non formali.</li></ul>

Istruzioni per partecipare (Italiano)

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    Scegli il dilemma e porta il tuo argomento: cosa rende più giusta o più efficace una delle due direzioni?

    Cosa rischia di andare storto nell'altra?

    Puoi partire da un'esperienza concreta, da qualcosa che hai vissuto o osservato.


    Questo dibattito non è un sondaggio e non produce classifiche di preferenze. Ogni argomento che porti — in favore di una direzione o di un'altra — è materiale deliberativo utile. L'obiettivo è costruire il quadro argomentativo più ricco possibile, in modo che il mini-pubblico deliberativo possa decidere con cognizione di causa, avendo ascoltato le voci di chi vive il territorio.

  • +<h2><em>Scegli il dilemma e porta il tuo argomento:</em> <em>cosa rende più giusta o più efficace una delle due direzioni?</em> </h2><h2><em>Cosa rischia di andare storto nell'altra?</em> </h2><h2><em>Puoi partire da un'esperienza concreta, da qualcosa che hai vissuto o osservato.</em></h2><h2><br></h2><h4><strong>Questo dibattito non è un sondaggio e non produce classifiche di preferenze. Ogni argomento che porti — in favore di una direzione o di un'altra — è materiale deliberativo utile. L'obiettivo è costruire il quadro argomentativo più ricco possibile, in modo che il mini-pubblico deliberativo possa decidere con cognizione di causa, avendo ascoltato le voci di chi vive il territorio.</strong></h4>
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    Scegli il dilemma e porta il tuo argomento: cosa rende più giusta o più efficace una delle due direzioni?

    Cosa rischia di andare storto nell'altra?

    Puoi partire da un'esperienza concreta, da qualcosa che hai vissuto o osservato.


    Questo dibattito non è un sondaggio e non produce classifiche di preferenze. Ogni argomento che porti — in favore di una direzione o di un'altra — è materiale deliberativo utile. L'obiettivo è costruire il quadro argomentativo più ricco possibile, in modo che il mini-pubblico deliberativo possa decidere con cognizione di causa, avendo ascoltato le voci di chi vive il territorio.

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  • +<h2><em>Scegli il dilemma e porta il tuo argomento:</em> <em>cosa rende più giusta o più efficace una delle due direzioni?</em> </h2><h2><em>Cosa rischia di andare storto nell'altra?</em> </h2><h2><em>Puoi partire da un'esperienza concreta, da qualcosa che hai vissuto o osservato.</em></h2><h2><br></h2><h4><strong>Questo dibattito non è un sondaggio e non produce classifiche di preferenze. Ogni argomento che porti — in favore di una direzione o di un'altra — è materiale deliberativo utile. L'obiettivo è costruire il quadro argomentativo più ricco possibile, in modo che il mini-pubblico deliberativo possa decidere con cognizione di causa, avendo ascoltato le voci di chi vive il territorio.</strong></h4>

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Avatar Monia Guarino
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