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AMMINISTRAZIONE COMUNALE, ANCESCAO, ARCI SAN LAZZARO, BIMBO TU APS, CEFA, COMITATO CASTEL DE BRITTI, COMITATO MARTIRI DI PIZZO CALVO,
CONSULTA PER LA DISABILITA’, EDEN ASD ETS APS, FATTORIA DEL DONO, FONDAZIONE PASS, GEV SAN LAZZARO, IO CUOCO,
ITALIA VIVA, PARROCCHIA CICOGNA, PARROCCHIA SAN DISMA, PARROCCHIA SAN FRANCESCO E ASSOCIAZIONE SAN FRANCESCO ODV,
PARROCCHIA SAN LAZZARO, PEDIBUS DONINI, SPI CGIL, TANA DEI SAGGI CAMPUS DEI CAMPIONI, TEATRO DELL’ARGINE
+ SINGOLE CITTADINE E SINGOLI CITTADINI
Siamo giunti alla tappa finale del percorso partecipativo San Lazzaro si-cura di sé, un cammino che ha coinvolto cittadini e cittadine, associazioni, comitati e gruppi informali in sei mesi di ascolto, confronto e progettazione condivisa.
Da settembre a dicembre 2025 abbiamo lavorato per rispondere a una domanda centrale: "San Lazzaro può diventare una comunità in cui nessuno si sente solo?" Attraverso quattro incontri pubblici e quattro appuntamenti territoriali itineranti, abbiamo: mappato le cinque forme di isolamento presenti nel territorio; individuato i temi-sfida su cui concentrare le energie collettive; raccolto proposte concrete dalla comunità; costruito un portfolio integrato di azioni che mettono in relazione amministrazione, cittadinanza attiva, terzo settore e reti informali
L'appuntamento di restituzione è il momento in cui restituiamo forma e direzione al lavoro svolto insieme. Durante l'incontro condivideremo:
Questo incontro chiude un cerchio e ne apre un altro. È il momento in cui: riconosciamo il valore del contributo di ciascuno; verifichiamo insieme che quanto emerso sia stato ascoltato e compreso correttamente; condividiamo la responsabilità di dare seguito alle proposte; definiamo insieme come proseguire oltre il percorso partecipativo. È l'occasione per verificare che il metodo partecipativo produca effetti concreti sulle scelte pubbliche, come garantito dalla Legge Regionale 15/2018. L'incontro è aperto a tutta la cittadinanza: chi ha partecipato agli appuntamenti precedenti, chi ha compilato il questionario, chi vuole conoscere gli esiti del percorso e chi desidera contribuire alla fase di attuazione.
Al termine dell'incontro, il Documento di Proposta Partecipata sarà trasmesso al Tecnico di Garanzia della Regione Emilia-Romagna per la validazione formale, all'Amministrazione comunale che avrà 30 giorni per pronunciarsi pubblicamente su come intende dare seguito alle proposte.
San Lazzaro si-cura di sé non è solo un percorso partecipativo: è l'inizio di un metodo di lavoro stabile tra istituzioni e comunità.
Il quarto incontro del percorso partecipativo “San Lazzaro si-cura di sé” (09/02/2026, Sala di Città) ha rappresentato l’evento conclusivo e di re-istituzione del lavoro svolto: un momento pubblico per restituire alla comunità gli esiti, verificarne collettivamente il senso e approvare il Documento di Proposta Partecipata da inviare al Tecnico di Garanzia regionale per la validazione. Hanno partecipato 53 persone, in rappresentanza di numerose realtà associative, comitati, parrocchie, soggetti civici e singole cittadine e cittadini, insieme allo staff comunale e al facilitatore.
Durante l’incontro è stato ripercorso l’intero percorso nelle sue quattro fasi, evidenziandone la progressione “problema → sfida → proposta → sistema”. In sintesi: la diagnosi iniziale ha messo in luce diverse forme di isolamento e il paradosso di una comunità ricca di energie ma frammentata; la fase strategica ha trasformato i problemi in cinque sfide-tema; i laboratori territoriali hanno generato proposte e principi ricorrenti; infine, il Tavolo di Negoziazione Allargato e la consultazione pubblica hanno permesso di mettere a fuoco priorità e condizioni di avvio.
Uno snodo centrale del quarto incontro è stata la restituzione dei risultati della consultazione: 695 partecipanti (291 online e 404 su scheda cartacea) per un totale di 2.085 voti validati, espressi come tre preferenze tra 15 sperimentazioni. È stato chiarito che la consultazione non produce una graduatoria e non decide cosa fare: tutte le sperimentazioni restano parte del programma. Il voto è stato interpretato come indicatore di prontezza comunitaria (interesse, disponibilità a contribuire, presenza di reti già attive), utile a capire dove si può partire subito e dove serve prima abilitazione pubblica e regia.
I risultati hanno delineato tre aree:
È emerso un mandato implicito di “distribuzione sobria delle responsabilità”: alla comunità l’azione dove è già praticabile; all’Amministrazione la preparazione del terreno dove la complessità è maggiore.
Il Tavolo e la comunità presenti hanno confermato contenuti e impostazione del Documento di Proposta Partecipata, composto da due parti inseparabili:
È stato ribadito che il valore non sta nelle singole azioni, ma nella loro architettura complessiva, orientata all’orizzonte della fiducia pubblica come risultato da costruire nel tempo attraverso cicli di ascolto, azione, riscontro e riconoscimento.
L’incontro ha esplicitato tre piani di decisione per l’Amministrazione: infrastrutturale (attivare dispositivi e criteri abilitanti), programmatico (trattare le sperimentazioni come palinsesto integrato) e metodologico (assumere fiducia pubblica e Amministrazione Condivisa come direzione stabile di lavoro). I passaggi successivi prevedono: invio del Documento al Tecnico di Garanzia regionale, presa d’atto della Giunta entro 30 giorni dalla validazione e deliberazione motivata entro ulteriori 60 giorni; quindi la convocazione dell’Assemblea di Collaborazione, prevista prima o subito dopo Pasqua, come primo momento operativo aperto a chi intende contribuire.
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