lI Tecnico di garanzia della partecipazione viene designato, a norma del comma 1 dell’art 8 della LR 15/2018, dal Presidente dell’Assemblea legislativa. Il 17 novembre 2014 la Presidente Costi ha designato il dott. Leonardo Draghetti, Direttore generale dell’Assemblea legislativa
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In questa sezione trovi documentazione utile per comprendere e approfondire il processo di istituzione del Paesaggio naturale e seminaturale protetto del medio e Basso Corso del Secchia.
In particolare qui di seguito trovi:
un video di Giampiero Lupatelli (consulente del consorzio CAIRE, incaricato dall’Ente Parchi Emilia Centrale) che illustra la proposta istitutiva di Paesaggio Paesaggio naturale e seminaturale protetto del Secchia (2018)
una sintesi della proposta del 2018 e le schede sintetiche che illustrano in modo semplice i contenuti della proposta istitutiva di Paesaggio Paesaggio naturale e seminaturale protetto del Secchia (2018)
1. Genesi del progetto e inquadramento giuridico
Il documento di proposta di istituzione del Paesaggio del Secchia è frutto del lavoro di un gruppo tecnico guidato da Giampiero Lupatelli su incarico dell'Ente Parchi dell'Emilia Centrale. Nonostante il documento di candidatura risalga al 2018, esso costituisce tuttora la base tecnica essenziale per avviare l’attuale processo partecipativo deliberativo finalizzato ad attualizzare la proposta di istituzione.
La figura giuridica scelta, il Paesaggio naturale e seminaturale protetto, è uno strumento specifico della Legge regionale 6/2025 dell'Emilia Romagna. A differenza delle Riserve naturali integrali (nella quale non sono ammesse attività antropiche di alcun tipo) questa figura è dedicata ad ambienti definiti da un'intensa e storica relazione tra attività umana e natura.
L'approccio gestionale del Paesaggio protetto si distingue nettamente da quello tradizionale e prevede:
un approccio negoziale e programmatico che non si basa su un sistema puramente regolativo (divieti), ma su un insieme di indirizzi, indicazioni e raccomandazioni che le istituzioni e gli attori locali rivolgono a se stessi;
l'utilizzo di nuovi modelli di riferimento per la gestione territoriale quali le Riserve della Biosfera del programma MAB UNESCO o i Contratti di Fiume, due strumenti volontari molto diffusi negli ambienti fluviali.
L'istituzione del Paesaggio protetto si fonda su tre pilastri:
l'individuazione di obiettivi gestionali;
la definizione di un perimetro valoriale (non solo normativo);
la predisposizione di misure di sostegno economico.
2. Dodici aree tematiche
Il documento articola la gestione del territorio in dodici aree tematiche, che rappresentano la complessità dell'intervento.
2.1. Sicurezza idraulica e divagazione del fiume. L'obiettivo primario è garantire una maggiore ampiezza di divagazione al fiume. Si intende permettere all'ambiente fluviale di occupare, durante il suo ciclo naturale, spazi e volumi d'acqua maggiori senza arrecare danni al territorio antropizzato.
2.2. Sostenibilità idrogeologica. È necessario gestire il regime idrogeologico affinché il deflusso e la qualità delle acque garantiscano la sopravvivenza degli ecosistemi acquatici.
2.3. Attività estrattive. La gestione delle cave richiede un coordinamento mirato. Non si tratta solo di rinaturalizzare gli ambiti dismessi, ma di pianificare preventivamente le opere di ripristino per le attività in corso o future, affinché al termine della concessione il territorio sia già orientato al recupero ambientale.
2.4. Fruizione ricreativa. Si tratta di una funzione fondamentale per la comunità, mira a garantire l'accessibilità e la continuità degli spostamenti per residenti e turisti all'interno del sistema fluviale.
2.5. Infrastrutture e barriere. Le grandi infrastrutture esistenti spesso delimitano fisicamente il paesaggio protetto poiché l'ambiente naturale non può attraversarle. L'obiettivo è evitare che nuove urbanizzazioni o opere creino ulteriori interruzioni alla continuità del paesaggio.
2.6. Mobilità sostenibile. L’area del Paesaggio non deve essere isolata. È fondamentale l'integrazione con la rete di mobilità dolce (ciclabile, pedonale, equestre) esterna, creando connessioni dirette con le realtà urbane limitrofe, in particolare con le città di Modena e Carpi.
2.7. Rete ecologica. Il fiume Secchia deve agire come un grande corridoio ecologico. Questo permette la mobilità delle specie animali e la continuità dei cicli vegetali, elementi essenziali per mantenere un elevato livello di biodiversità nel tempo.
2.8. Gestione forestale. Sebbene inserite in un contesto antropizzato, le formazioni ripariali mantengono una naturalità significativa. La loro gestione deve seguire un orientamento strettamente naturalistico, affine a quello delle riserve naturali.
2.9. Gestione faunistico-venatoria. Questo tema richiede una duplice attenzione: da un lato, la tutela della fauna autoctona, specialmente quella ittica; dall'altro, il contrasto alla fauna opportunista (es. cinghiali); questi animali sono definiti "estranei" alle condizioni ecologiche intrinseche del sistema di pianura e rappresentano un disturbo sia per gli ecosistemi naturali sia per le attività agricole.
2.10. Agricoltura e Paesaggio seminaturale. In Pianura Padana la presenza umana è storica e pervasiva. L’intervento umano (anche in agricoltura) è considerato un valore di conservazione, a patto che le pratiche agricole garantiscano condizioni di sostenibilità.
2.11. Beni culturali. La pianura emiliana è ricca di palazzi, ville isolate e centri storici. Il fiume deve fungere da elemento di connessione per mettere in rete questi beni, favorendo una fruizione integrata che ne aumenti l'attrattività.
2.12. Comunicazione e consapevolezza. Un'azione immateriale ma cruciale è far sì che i valori del paesaggio non siano noti solo a pochi addetti ai lavori, ma apprezzati dall'intera comunità locale. La consapevolezza diffusa è la base per lo sviluppo di un'economia turistica sostenibile.
3. Criteri di perimetrazione
La definizione dei confini non è stata un mero atto burocratico, ma l'esito dell'applicazione di cinque criteri specifici.
Rischio idraulico ed evoluzione. Sono state incluse le aree ad elevato rischio idraulico dove, secondo la pianificazione di bacino, il fiume deve essere lasciato libero alla sua evoluzione naturale.
Continuità e spessore. Oltre alla continuità longitudinale lungo l'asta fluviale, si è cercato di dare spessore al perimetro anche nei tratti arginati più stretti. L'intento è includere quelle porzioni di territorio che, pur non bagnate direttamente, sono morfologicamente condizionate dalla presenza del fiume.
Valori ambientali esistenti. Il perimetro ingloba i Siti di Interesse Comunitario (SIC), le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e le aree di pregio individuate dalla pianificazione paesaggistica.
Interfaccia urbana. Il paesaggio protetto è stato disegnato per avvicinarsi il più possibile agli ambienti urbani maggiori senza interferire, agganciandosi ai parchi cittadini per creare una continuità fruibile immediata per gli abitanti.
Coerenza istituzionale. Il progetto coinvolge quattordici comuni già membri della comunità del Parco, ma si estende strategicamente per includere Bastiglia e Bomporto. Questi due comuni, pur essendo rivieraschi, non facevano parte del sistema; l'istituzione del Paesaggio protetto diventa l'occasione per il loro ingresso formale nella governance territoriale.
4. Strumenti finanziari e prospettive future
Il documento originale del 2018 individuava fonti di finanziamento che oggi vengono confermate e potenziate da nuove normative europee.
La grande novità: il Nature Restoration Law. L'elemento più innovativo, assente nella stesura originaria, è il regolamento dell'Unione Europea noto come Nature Restoration Law. Essendo un Regolamento, è direttamente efficace e prevale sulle Leggi nazionali. Esso finanzia e promuove il ripristino di aree antropizzate che hanno sacrificato valori naturali, costituendo un traguardo obbligato per la gestione futura del Secchia.
Le tre linee di finanziamento consolidate:
Sicurezza e qualità delle acque (Autorità di Bacino del Po). Risorse destinate a un approccio integrato che unisce la sicurezza idraulica al miglioramento qualitativo degli ambienti acquatici.
Sviluppo Rurale (Fondi UE). Politiche europee attualmente in fase di concertazione, che mirano a integrare gli aspetti agricoli tradizionali con le politiche di coesione territoriale.
Programmazione Regionale. Fondi strutturali (FESR, FSE, FEASR) gestiti dalla Regione Emilia Romagna. Di particolare rilievo è la Legge Regionale 5/2018 della Regione Emilia Romagna (Norme in materia di interventi territoriali per lo sviluppo integrato degli ambiti locali), che finanzia specificamente "programmi d'area" e azioni concertate tra enti locali su contesti territoriali definiti, rispecchiando perfettamente la natura del progetto Secchia.
5. Per continuare
L'orizzonte programmatico delineato dal documento del 2018 richiede ora un aggiornamento puntuale attraverso il percorso partecipativo deliberativo. Non si tratta solo di confermare quanto scritto nel 2018, ma di integrare le nuove opportunità (come la Nature Restoration Law) per trasformare le buone intenzioni in azioni concrete di recupero e valorizzazione.
In questa cartella trovi schede che sintetizzano i contenuti della proposta di istituzione del Paesaggio naturale e seminaturale protetto del Secchia (2018)