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Le disposizioni normative della Disciplina dovranno essere orientate a limitare l’esposizione di cose e persone ai rischi derivanti da eventi meteo-marini, differenziando le modalità di intervento in relazione al livello di pericolosità valutato dal PGRA (D.G.R. 1300/2016), al fine di conseguire i seguenti obiettivi specifici:
tutte le aree potenzialmente interessate da alluvioni (P1, P2, P3)
minimizzare il rischio negli interventi di trasformazione urbanistica e infrastrutturale, richiedendo l’adozione di soluzioni progettuali e misure di protezione passiva idonee, da progettarsi sulla base di uno studio di dettaglio su morfologia e vulnerabilità dell’area di intervento, in coerenza con lo scenario di Piano;
non comportare un aggravio dell’esposizione al rischio delle aree confinanti nella realizzazione degli interventi di riduzione della vulnerabilità di edifici ed infrastrutture;
aree P3, inondazioni frequenti (Tr 10 anni)
contenere il carico urbanistico, fino a sancire il divieto di realizzare nuove costruzioni permanenti nelle aree a pericolosità più elevata;
subordinare alla riduzione della vulnerabilità e del danno atteso tutti gli interventi sugli immobili esistenti eccedenti quelli manutentivi, individuando specifici requisiti prestazionali da conseguire, articolati in funzione dei tiranti idrici stimati;
aree P2, inondazioni poco frequenti (Tr 100 anni)
subordinare alla riduzione della vulnerabilità e del danno atteso tutti gli interventi sugli immobili esistenti che comportino incremento di carico urbanistico, individuando specifici requisiti prestazionali da conseguire, articolati in funzione dei tiranti idrici stimati.
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