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Essenziali

Analisi e statistiche

Le azioni di adattamento

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INDIRIZZI PER AZIONI E INTERVENTI DI ADATTAMENTO

C.1.7 - Indirizzi per interventi di rigenerazione urbana e trasformazioni del tessuto urbanizzato costiero

Soggetti coinvolti: Regione, Comuni, ARSTPC, Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po

Un ruolo importante nell’attuazione della Strategia GIDAC viene giocato dalle operazioni di riqualificazione urbanistica dei fronti mare. Sono interventi in genere mirati al rilancio del turismo marino-costiero, ma che devono essere progettati anche con la finalità di adattamento e aumento della resilienza del sistema costiero agli effetti del cambiamento climatico. In questo senso la GIDAC promuove il concetto e la realizzazione di interventi multi-obiettivi (“win-win”) mirati a coniugare la riqualificazione dei fronti mare con le necessità di difesa e adattamento in relazione ai rischi costieri (erosione, ingressione marina) privilegiando soluzioni morbide o “nature based solutions”, in relazione agli eventi previsti e alle mappe di pericolosità e di rischio del PGRA.

A tale scopo si individuano le seguenti indicazioni e indirizzi:


AA-1.1 - Interventi di qualificazione dei fronti mare.

I progetti di riqualificazione e trasformazione dei fronti mare dovranno considerare le condizioni locali di pericolosità e di rischio per erosione, alluvione e ingressione marina e prevedere l’incorporamento nel progetto di soluzioni di adattamento agli scenari di pericolosità, mappati dal PGRA per l’ambito costiero. Andrà tenuta in considerazione l’elevazione totale della superficie del mare indicata per eventi e relativi tempi di ritorno (probabilità): +1,5 m per eventi con Tr 10 anni; + 1,8 m per eventi con Tr 100 anni; + 2,5 m per eventi con Tr superiore a 100 anni, considerando opportuni franchi e le necessità di adeguamento nel tempo in relazione alle previsioni di innalzamento del livello del medio mare al 2050 o 2100.

AA-1.2 -Database degli interventi di riqualificazione dei fronti mare e rigenerazione urbana

Implementazione, da parte della Regione con la collaborazione dei Comuni costieri, di un database collegato al sistema informativo del mare e della costa (SIC) relativo a dati e informazioni sugli interventi di riqualificazione dei fronti mare e di rigenerazione urbana realizzati, che riguardi le superfici interessate, le quote raggiunte del piano di calpestio del fronte mare o degli elementi strutturali continui volti alla difesa dall’ingressione marina, il raccordo con le quote di altre strutture di difesa eventualmente già presenti, la presenza di eventuali varchi e relative quote.

C.1.8 - Indirizzi per la pianificazione ai fini della riduzione della vulnerabilità in ambito costiero

Soggetti coinvolti: Regione, Comuni, Unioni dei Comuni, Province, ARSTPC

Le aree costiere sono fortemente esposte a fenomeni e rischi meteo-marini. La previsione del loro acuirsi, negli scenari climatici attesi, impone di mettere in campo politiche che, attraverso opportune strategie e azioni, possano contribuire in particolare alla messa in sicurezza degli ambiti urbanizzati.

Si tratta quindi di creare sinergie fra gli obiettivi di riduzione della vulnerabilità e degli impatti dagli eventi meteo-marini, con quelli che riguardano la rigenerazione urbana e gli obiettivi di qualificazione e sostenibilità sociale, economica e ambientale che caratterizzano il PUG, ai sensi della L.R. 24/2017.

Altrettanto, le misure per la riduzione della vulnerabilità e del rischio costiero potranno dispiegarsi in coerenza con le disposizioni del PTPR per il sistema costiero (art.12): la conservazione delle morfologie costiere nelle aree meno interessate da processi di antropizzazione, la ricostituzione di elementi di naturalità e dell’apparato morfologico e vegetazionale del cordone dunoso – laddove possibile – nelle zone urbanizzate, la pedonalizzazione dei lungomare, per consentire la continuità tra l’arenile e l’edificato retrostante, il trasferimento del traffico veicolare su tracciati alternativi, il mantenimento e, quando possibile, il ripristino dei varchi tra l’entroterra e il mare, sono tutte misure che possono contribuire al rafforzamento della resilienza di questo ambito.

I Comuni costieri assumono le mappe di pericolosità e di rischio elaborate nell’ambito del Piano Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA) quale elemento costitutivo del Quadro Conoscitivo del Piano Urbanistico Generale (PUG). Nelle aree costiere a rischio potenziale significativo, i piani urbanistici concorrono alla riduzione della vulnerabilità per fenomeni di erosione, alluvione e inondazione marina, in relazione agli eventi attesi, anche tramite interventi di riuso e rigenerazione urbana degli ambiti esposti al rischio.

A tale scopo si individuano le seguenti linee di indirizzo:


AA-2.1 - Scenari di riferimento

La pianificazione e la progettazione degli interventi di riuso e rigenerazione urbana, al fine di conseguire idonee soluzioni di adattamento agli eventi meteo marini, assumono i seguenti elementi conoscitivi:


  • gli scenari di pericolosità, mappati dal PGRA per l’ambito costiero, in considerazione dell’elevazione totale della superficie del mare indicata per eventi e relativi tempi di ritorno (probabilità, pericolosità), +1,5 m per eventi con Tr 10 anni (aree P3), + 1,8 m per eventi con Tr 100 anni (aree P2), + 2,5 m per eventi con Tr superiore a 100 anni (aree P1), considerando opportuni franchi in relazione alle previsioni di innalzamento del livello del medio mare fra il 2050 e il 2100;


  • i tiranti idrici calcolati per l’Area a Rischio Significativo Costa di rango distrettuale, disponibili per i 3 scenari di cui alle mappe di pericolosità di alluvioni (Tr 10, 100 e > 100 anni), facenti parte del quadro conoscitivo di cui al PGRA vigente.



AA-2.2 - Censimento degli elementi antropici localizzati sugli arenili e in aree ad elevata pericolosità

È opportuno che le Amministrazioni comunali effettuino un censimento su stato di conservazione ed utilizzo di strutture, infrastrutture e attività antropiche localizzate sugli arenili e comunque in zona P3, in relazione ai livelli di rischio cui tali strutture sono esposte e alla loro vulnerabilità per gli eventi meteomarini attesi, finalizzato a pianificare eventuali necessari interventi di adeguamento e messa in sicurezza. Dovranno essere inoltre individuati gli edifici esistenti non oggetto di disciplina di tutela e complessi turistici all’aperto esistenti, localizzati in zona di tutela della costa e dell’arenile (di cui all’art. 15, comma 4 lettera a, del PTPR), che sarebbe necessario delocalizzare in quanto presentano livelli di rischio tali da non consentire un loro significativo adeguamento alle condizioni di messa in sicurezza.

AA-2.3 - Incremento della resilienza dei territori rispetto ai fenomeni di cambiamento climatico

Nella fascia costiera individuata dall’ambito di intervento della Strategia GIDAC (rif. paragrafo A.1.5 del presente documento), gli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, in relazione al livello di pericolosità valutato dal PGRA, perseguono quale obiettivo generale l’incremento della resilienza dei territori rispetto ai fenomeni di cambiamento climatico, da conseguirsi prioritariamente potenziando i servizi ecosistemici forniti.

Il concorso dei Piani Urbanistici Generali (PUG) al conseguimento di tale obiettivo si declina sia in un approccio di natura strategico-strutturale, sia in una componente regolamentativa-prestazionale:

AA.2.3 (continua) - STRATEGIA PER LA QUALITÀ URBANA ED ECOLOGICO AMBIENTALE e ValSAT

Con il supporto dei soggetti aderenti al “Patto per la Costa”, sarà sviluppata una metodologia operativa che, partendo dallo scenario attuale e di riferimento (definiti come indicato ai punti AA-2.1 e AA-2.2 del presente documento), consenta di costruire lo scenario di Piano, cioè di definire l'assetto spaziale di massima degli interventi e delle misure ritenute necessarie per la mitigazione delle situazioni di vulnerabilità accertate. La progressiva definizione dello scenario di Piano dovrà esaminare misure alternative, la cui comparazione darà luogo a scelte specifiche di Strategia e relative priorità d’intervento. L’orizzonte temporale da assumere a riferimento dovrà essere desunto dal quadro diagnostico, declinando gli indirizzi indicati al punto AA-2.1, in considerazione dell’entità economica delle misure di mitigazione e del loro impatto sui territori e sulle popolazioni interessate.

A fronte della complessità del processo decisionale, risulterà determinante il sistema di supporto decisionale strutturato dalla ValSAT, in particolare quando nei luoghi impattati si concentrano valori socio-economici significativamente rilevanti per le comunità. In fase attuativa, la valutazione dei progetti di trasformazione dovrà essere sviluppata a partire da una analisi costi-benefici, che tenga in considerazione sia il costo delle opere da realizzare per la riduzione della pericolosità e dei danni attesi, sia il valore dei beni impattati (indicazioni in proposito sono fornite nel paragrafo B.3.2.1 della Strategia GIDAC e al successivo punto AT-2.2 del presente documento).


AA.2.3 (continua) - La SQUEA (Strategia per la Qualità Urbana ed Ecologico Ambientale)

La SQUEA (Strategia per la Qualità Urbana ed Ecologico Ambientale), in coerenza con le disposizioni del PTPR, potrà favorire:

  • zone di riqualificazione della costa e dell'arenile (art. 13) e fronti mare;


  1. la protezione del fronte mare e delle aree edificate preferibilmente attraverso sistemi di difesa naturali, quali il ripristino delle morfologie costiere e del cordone dunoso;il mantenimento delle aree libere da destinare a dotazioni ecologico-ambientale ai fini della riduzione della vulnerabilità;


  2. l’innalzamento delle quote altimetriche dei waterfront rispetto al livello spiaggia, anche con cambi altimetrici progressivi e variabili;


  3. la previsione di spazi potenzialmente destinabili ad allagamento controllato, favorendo la massima permeabilità delle aree libere e dei percorsi per la mobilità dolce e corredando tali spazi di adeguata vegetazione, al fine di migliorare il deflusso delle acque anche di provenienza marina;


  • zone urbanizzate in ambito costiero e ambiti di qualificazione dell’immagine turistica (art. 14)


  1. la valorizzazione delle aree libere residue, quali elementi strategici per la qualificazione del tessuto edificato esistente e di miglioramento della qualità urbana. Va promossa la realizzazione di aree multifunzionali che svolgano sia la funzione di dotazioni ecologico-ambientali finalizzate alla riduzione della vulnerabilità delle aree circostanti, sia quella di spazi verdi aperti alla fruizione e alla mobilità pedo ciclabile, anche arborati, e destinati al tempo libero;


  2. le operazioni di rigenerazione che prevedano l'accorpamento degli edifici, in particolare quelli a destinazione ricettiva-turistica, ai fini del recupero ed incremento di spazi all'aperto, verde privato, servizi pubblici e di pubblico interesse che contribuiscano a rafforzare la resilienza dell’ambito urbano;


  3. per gli interventi soggetti ad Accordo Operativo, la definizione di requisiti prestazionali diretti ad una puntuale e misurabile riduzione della vulnerabilità rispetto alla situazione pregressa, ai fini della valutazione della sostenibilità della trasformazione stessa.



AA.2.3 (continua) - DISCIPLINA DI PIANO

● DISCIPLINA DI PIANO

Le disposizioni normative della Disciplina dovranno essere orientate a limitare l’esposizione di cose e persone ai rischi derivanti da eventi meteo-marini, differenziando le modalità di intervento in relazione al livello di pericolosità valutato dal PGRA (D.G.R. 1300/2016), al fine di conseguire i seguenti obiettivi specifici:

  • tutte le aree potenzialmente interessate da alluvioni (P1, P2, P3)


  1. minimizzare il rischio negli interventi di trasformazione urbanistica e infrastrutturale, richiedendo l’adozione di soluzioni progettuali e misure di protezione passiva idonee, da progettarsi sulla base di uno studio di dettaglio su morfologia e vulnerabilità dell’area di intervento, in coerenza con lo scenario di Piano;


  2. non comportare un aggravio dell’esposizione al rischio delle aree confinanti nella realizzazione degli interventi di riduzione della vulnerabilità di edifici ed infrastrutture;


  • aree P3, inondazioni frequenti (Tr 10 anni)


  1. contenere il carico urbanistico, fino a sancire il divieto di realizzare nuove costruzioni permanenti nelle aree a pericolosità più elevata;


  2. subordinare alla riduzione della vulnerabilità e del danno atteso tutti gli interventi sugli immobili esistenti eccedenti quelli manutentivi, individuando specifici requisiti prestazionali da conseguire, articolati in funzione dei tiranti idrici stimati;


  • aree P2, inondazioni poco frequenti (Tr 100 anni)

  1. subordinare alla riduzione della vulnerabilità e del danno atteso tutti gli interventi sugli immobili esistenti che comportino incremento di carico urbanistico, individuando specifici requisiti prestazionali da conseguire, articolati in funzione dei tiranti idrici stimati.

AA-2.4 - Ambito interessato dall’attività balneare (Arenile)

La pianificazione e la gestione di aree particolarmente esposte ai fenomeni erosivi e di ingressione, quali quelle dell’arenile, devono essere orientate a creare spazi per l’esplicarsi naturale delle dinamiche marine e a ridurre o evitare i possibili danni diretti ai beni esposti a eventi meteo-marini. Al contempo, rappresentano un’opportunità di riqualificazione delle strutture balneari per il rilancio del turismo marino-costiero e per l’incremento della sua sostenibilità, non solo ambientale, ma anche economica e sociale. L’orientamento verso soluzioni basate sulla natura, in coerenza con gli obiettivi degli artt. 13 e 15 del PTPR, può contribuire al miglioramento dell'immagine turistica e della qualità ambientale della costa.

A tal fine, il Piano dell’Arenile potrà ampliare le disposizioni attribuite per legge orientando la propria disciplina verso:

AA.2.4 (continua) - il rafforzamento della funzione della spiaggia come prima struttura di difesa del territorio

a)  il rafforzamento della funzione della spiaggia come prima struttura di difesa del territorio contro le mareggiate e inondazioni marine, con riferimento agli scenari di pericolosità, mappati dal PGRA per l’ambito costiero (in considerazione dell’elevazione totale della superficie del mare indicata per eventi e relativi tempi di ritorno - probabilità, pericolosità -, +1,5 m per eventi con Tr 10 anni - aree P3 -, + 1,8 m per eventi con Tr 100 anni - aree P2 -, + 2,5 m per eventi con Tr superiore a 100 anni - aree P1 -, considerando opportuni franchi in relazione alle previsioni di innalzamento del livello del medio mare fra il 2050 e il 2100;       i tiranti idrici calcolati per l’Area a Rischio Significativo Costa di rango distrettuale, disponibili per i 3 scenari di cui alle mappe di pericolosità di alluvioni - Tr 10, 100 e > 100 anni -, facenti parte del quadro conoscitivo di cui al PGRA vigente), privilegiando interventi tesi alla ricostruzione dell’apparato morfologico e vegetazionale della duna e di altri elementi di naturalità;

AA.2.4 (continua) - la promozione di interventi di riqualificazione con mitigazione e riduzione dei rischi costierisulle strutture presenti

b)  la promozione di interventi di riqualificazione con mitigazione e riduzione dei rischi costieri sulle strutture presenti, in coordinamento con le politiche dell'UE, la Direttiva quadro sulle acque, la Direttiva sulle alluvioni e la Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, e in coerenza con le previsioni dell’art. 13, co. 3, del PTPR, che prevedano anche l’accorpamento e all’arretramento, quanto più possibile verso l’entroterra, delle opere e/o dei manufatti autorizzati per lo svolgimento delle attività balneari; la ricostruzione o realizzazione di opere e/o manufatti balneari con modalità tali da ridurne la vulnerabilità agli eventi di mareggiata e all’erosione e da garantire l’eventuale l’evacuazione delle persone in caso di improvviso evento calamitoso e il loro facile e rapido sgombero nel periodo di inattività; la riduzione della superficie coperta dei manufatti esistenti di almeno il 10% di quella esistente (ai sensi del già citato art.13, co. 3, del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale);

AA.2.4 (continua) - la previsione spazi destinati alle spiagge libere

c) la previsione di spazi destinati alle spiagge libere che tendano alla quota del 20%, ai sensi di quanto stabilito al punto 6.2.3 della Delibera dell’Assemblea Legislativa n. 468 del 6.3.2003;


AA.2.4 (continua) - l’individuazione delle aree di spiaggia per eventi pubblici

d) l’individuazione delle aree di spiaggia per eventi pubblici, in cui possono svolgersi particolari attività a carattere temporaneo a significativa attrattività di pubblico, collocandole in modo adeguato a facilitare l’eventuale l’evacuazione delle persone in caso di improvviso evento calamitoso, in relazione ai piani di protezione civile;

AA.2.4 (continua) - l’uso delle spiagge in stagioni diverse da quella balneare

e) l’uso delle spiagge in stagioni diverse da quella balneare, da regolamentarsi in subordine e nel rispetto delle operazioni di gestione stagionale dell’arenile, delle strutture temporanee di protezione poste in opera e in relazione alle condizioni di pericolosità proprie di una fascia di territorio ad elevata probabilità di inondazione (fascia P3 del PGRA): attività o eventi in questo ambito possono essere autorizzate, verificate le condizioni meteo previste, con prescrizioni mirate ad una organizzazione che garantisca, in caso di allerta meteo per mareggiata, una rapida evacuazione delle persone presenti e una rapida smobilitazione di strutture eventualmente montate per l’attività stessa.

AA.2.4 (continua)

Nell’elaborazione del Piano dell’Arenile dovranno essere considerati quali ulteriori riferimenti anche i seguenti paragrafi del presente documento: C.1.6-Indirizzi per la destinazione delle sabbie da scavi di interventi edili e infrastrutturali in fascia litoranea alla manutenzione e ripascimento costiero (Rif. Azioni AS-6); C.1.11-Indirizzi per la manutenzione ordinaria delle spiagge attraverso un sistema integrato di gestione dei sedimenti della fascia litoranea (Rif. Azioni AM-1).

AA-2.5 - Aggiornamento dei Piani di Protezione Civile in relazione al cambiamento climatico

Le amministrazioni dovranno valutare se i contenuti conoscitivi e strategici del PUG inerenti all’adattamento delle zone costiere al cambiamento climatico determinino la necessità di procedere alla revisione, anche parziale, dei propri Piani di protezione civile, al fine di garantire l’adeguatezza del sistema di gestione delle emergenze.

C.1.9 – Potenziamento del sistema di allertamento costiero

Soggetti coinvolti: Regione, ARSTPC, ARPAE

La manutenzione evolutiva e il potenziamento del sistema di allerta costiero, operativo in Emilia-Romagna a partire dal 2014, è fondamentale vista la rapida evoluzione del sistema fisico costiero e l’esposizione delle infrastrutture antropiche ai fenomeni di mareggiata. Il potenziamento del sistema di allertamento dovrebbe includere, per esempio, lo sviluppo di applicativi specifici per la gestione di situazioni particolari, quali ad esempio le aree portuali.

A tale scopo si individuano le seguenti linee di attività:

AA-3.1 - Monitoraggi: garantire il monitoraggio sistematico dei profili di riferimento dei modelli, l’aggiornamento della modellistica dedicata e l’integrazione nei punti critici, potenziare il monitoraggio degli eventi di mareggiata e delle relative banche dati (eventi/impatti), aggiornare le soglie critiche meteomarine di riferimento.

AA-3.2 - Approfondimenti tematici e adozione di buone pratiche sviluppate in progetti europei e nazionali dedicati ai sistemi di allertamento, in collaborazione con Enti di ricerca e Università.

AA-3.3 - Formazione e informazione sul sistema di allertamento costiero.

C.1.10 – Indirizzi per l’allargamento e adeguamento altimetrico del sistema spiaggia (Rif. Azioni AA-4)

Soggetti coinvolti: Regione, Comuni, ARSTPC

In considerazione della funzione della spiaggia come prima struttura di difesa del territorio in relazione agli eventi di mareggiata e alle previsioni di innalzamento del livello medio marino, è da prevedere ove necessario e strategico un adeguamento in ampiezza e quota del sistema spiaggia, anche con ricostruzione del cordone dunoso ed eventuale riposizionamento dei servizi di spiaggia. Tali azioni, oltre a concorrere ad una riduzione dell’esposizione e dei danni da mareggiata, conferendo alla spiaggia una maggiore capacità di dissipazione dell’energia ondosa durante gli eventi, favorirebbe una migliore gestione degli arenili e aumenterebbe il livello di sicurezza del territorio interno.

A tale scopo si individuano le seguenti indicazioni e indirizzi:


AA-4.1 - Valutazione sullo stato di ampiezza e quota dei sistemi spiaggia

Valutare in base ai dati disponibili e attraverso un monitoraggio sistematico con tecnica Lidar (ogni 4-5 anni) l’ampiezza e quota dei sistemi spiaggia, con riferimento ad un’ampiezza minima di 50 m della spiaggia (dalla battigia alla prima struttura longitudinale, lungo mare) e ad una quota di riferimento di +2,5 m del “sistema spiaggia” sul livello del medio mare (“sistema” inteso come composto da arenile, eventuale duna o rilevato di altra natura, eventuali muretti nel retrospiaggia in confine con viabilità e tessuto urbano), in relazione alle funzioni di protezione dell’entroterra dall’ingressione marina e dello svolgimento delle attività turistico balneari.

AA-4.2 - Spiaggia di progetto

Definire per i diversi casi e contesti una “spiaggia di progetto” da mantenere o raggiungere con una linea di riferimento in prossimità del raggiungimento della quale, per effetti erosivi confermati nell’arco annuale, è necessario intervenire con ripascimenti di manutenzione.

AA-4.3 - Interventi di rigenerazione del “sistema spiaggia”

anche con tecniche di ingegneria naturalistica, per l’ampliamento dell’arenile e l’innalzamento delle quote, ove necessario, degli elementi che compongono il sistema considerando i livelli di elevazione totale della superficie del mare indicati dal PGRA per le diverse frequenze di eventi, utilizzati per la mappatura delle fasce di pericolosità in ambito costiero.

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