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Essenziali

Analisi e statistiche

Le azioni trasversali

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INDIRIZZI PER LE AZIONI TRASVERSALI

C.1.15 – Indirizzi per la costruzione di un “Patto/Contratto per la Costa dell’Emilia-Romagna”

Soggetti coinvolti: Regione, Comuni, Province, altri Enti territoriali (Demanio, Consorzi di bonifica, Enti gestori aree protette), portatori d’interesse, Associazioni di categoria, balneari, pesca, ricezione turistica, Associazioni ambientaliste

Il “Patto o Contratto per la Costa” è mirato a costituire lo strumento di governance per l’attuazione della Strategia GIDAC ispirato al modello del “Patto per il Lavoro e per il Clima” sottoscritto con un partenariato istituzionale, economico e sociale a scala regionale, e alle esperienze dei contratti di fiume o di costa nel panorama regionale e nazionale. Nel caso specifico il partenariato coinvolto sarà costituito da Enti territoriali e portatori d’interesse in ambito costiero.

Si tratta di un Patto basato sulle relazioni tra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali, sul reciproco riconoscimento del ruolo che ciascuno dei soggetti firmatari svolge, sulla condivisione di obiettivi strategici e sull’assunzione di responsabilità, ognuno per il proprio ruolo, nell’attuazione di azioni che concorrono al raggiungimento degli obiettivi della Gestione Integrata per la Difesa e Adattamento della Costa. Per il Patto da costruire a valle della Strategia si tracciano le seguenti linee da discutere e mettere a punto nel processo di costruzione del Patto stesso:

C.1.15 (continua) – Caratteristiche del “Patto/Contratto di Costa”

Il Patto riprenderà vision, linee direttrici, obiettivi e azioni proposte dalla strategia GIDAC, con una particolare attenzione a processi trasversali quali:


  • co-beneficialità delle azioni di mitigazione-adattamento al cambiamento climatico


  • integrazione tra le esigenze, le azioni e i processi del territorio costiero e dell’interno (“non solo costa”)


  • ampia partecipazione, responsabilizzazione e cooperazione tra soggetti pubblici e privati


  • sviluppo economico, sociale e tutela ambientale (“una costa viva e sostenibile”)


C.1.15 (continua) – La governance

La governance del Patto si attuerà attraverso l’impegno degli aderenti/firmatari a incontrarsi periodicamente e ad interagire su piattaforma digitale dedicata alla consultazione e condivisione per:


  • verificare lo stato di sviluppo e attuazione del Patto


  • contribuire ad aggiornare il quadro conoscitivo su cui si basa la Strategia GIDAC


  •  eventuale riorientamento degli obiettivi e delle modalità di attuazione della Strategia e del Patto


  • valutazione su possibili sviluppi in connessione al Patto e alla Strategia



C.1.15 (continua) – La partecipazione

La partecipazione, oltre ai soggetti aderenti/firmatari del Patto, dovrà coinvolgere quanto più possibile anche la popolazione e altri portatori d’interesse, anche attraverso la piattaforma digitale dedicata (PartecipAzioni, “Che Costa Sarà?”). Il Patto dovrà sviluppare un proprio Piano di comunicazione e mantenere un contatto continuo, mutuo e costruttivo con la popolazione e i soggetti portatori di interesse in senso lato per diffondere i risultati e gli sviluppi delle azioni e raccogliere e mettere a frutto gli stimoli in ritorno. Gli Enti e soggetti firmatari che partecipano dovranno indicare i propri referenti, anche per quanto riguarda le attività di comunicazione del Patto.

C.1.15 (continua) – Il monitoraggio

Il monitoraggio del Patto e della Strategia richiederà di stabilire una struttura o gruppo di lavoro che gestisca la fase di monitoraggio. Gli aderenti al Patto si impegnano a fornire i dati e le informazioni necessarie al monitoraggio dell’attuazione del Patto stesso (chi deve fornire, in che forma e quando, chi gestisce ed elabora i dati). Dovranno essere individuati indicatori specifici di funzionamento del Patto legati ai livelli di partecipazione ai processi del Patto e di attuazione (delibere, atti) a livello locale e sovralocale delle azioni legate alla Strategia, attraverso dati e informazioni utili a monitorare l’efficacia e l’impatto delle azioni della Strategia GIDAC.

C.1.16 – Aggiornamento e sviluppo del quadro conoscitivo sul sistema costiero regionale

Soggetti coinvolti: Regione, ARSTPC, ARPAE, Comuni, altri Enti territoriali (Consorzi di bonifica, Enti gestori aree protette, Carabinieri Forestali)

Un sistema di conoscenze sempre aggiornato è la base fondamentale per una pianificazione e programmazione consapevole delle azioni di difesa, gestione e adattamento della zona costiera. Tale sistema deve comprendere informazioni sulle dinamiche costiere e fluviali, sulle fonti di sedimenti per il ripascimento costiero, sulla gestione dell’erosione e dei sedimenti, sui fenomeni e rischi costieri in chiave attuale e previsionale, sulla pianificazione e realizzazioni degli interventi di difesa ma anche di trasformazione del territorio. Deve essere, inoltre, un sistema accessibile, consultabile e utilizzabile, in particolare dagli Enti competenti ai diversi livelli per la pianificazione e il governo del territorio. L’attuale sistema informativo (SIC) va quindi aggiornato costantemente nelle sue componenti già presenti e sviluppato ulteriormente in quelle componenti previste, utili a rendere un quadro delle conoscenze sempre più completo ai fini della gestione della costa e della progettazione di interventi. L’aggiornamento e sviluppo del sistema delle conoscenze è un’azione progressiva che deve essere necessariamente perseguita con la collaborazione dei diversi Enti e agenzie competenti sul territorio.    

A tale scopo si individuano le seguenti indicazioni e indirizzi:

AT-1.1 -Acquisizione di nuovi dati

Oltre ai rilievi periodici topo-batimetrici dei litorali da programmare con una cadenza circa ogni 5-6 anni, è necessario poter acquisire con regolarità altre tipologie di informazioni morfologiche, geologiche e in particolare i dati Lidar che permettono di monitorare l’evoluzione delle morfologie costiere, i relativi indicatori, nonché l’aggiornamento della banca dati sulle opere di protezione e quella sui punti critici. L’evoluzione tecnologica dei sistemi Lidar negli ultimi anni ha portato ad un notevole abbattimento dei costi e quindi è possibile programmare rilievi Lidar su tutta la fascia costiera regionale a costi contenuti.

AT-1.2 - Sviluppo di nuove banche dati tematiche.

Per l’integrazione del quadro delle conoscenze sono state delineate negli indirizzi di cui al capitolo C.1 già alcune banche dati tematiche da sviluppare e collegare al SIC: accumuli costieri di sedimenti (AS-2.1), trasporto solido fluviale (AS-3.1), sedimenti nei bacini artificiali (AS-3.3), sabbie da scavi edili (AS-6.4), dragaggi in ambito portuale (AM-1.2), stato conservazione opere di difesa (AM-2.3 e AM-3.3). Per lo sviluppo di queste banche dati e altre che si rivelassero utili agli scopi della GIDAC, oltre alla gestione di quelle già esistenti, è necessario implementare ulteriormente l’organizzare del sistema informativo e soprattutto prevedere risorse e personale dedicato.

AT-1.3 - Aggiornamento e manutenzione delle banche dati esistenti

Vanno aggiornate e potenziate le banche dati tematiche esistenti nel SIC in base alle esigenze della GIDAC. Alcune banche dati vanno completate con il recupero di dati pregressi, in particolare:


  • DB ripascimenti con sabbie sottomarine 2002 e 2007;


  • DB dragaggi portuali e volumi portati nelle “aree di immersione deliberata in mare”.


Altre banche dati vanno ulteriormente implementate, in particolare: 


  • sezione del SICELL su celle e volumi idonei al prelievo ai fini del ripascimento, con riferimento ai TLS - tratti litoranei significativi ai fini gestionali - di cui al punto AS-2.3;


  • censimento, aggiornamento dei varchi e punti critici per segnalare le necessità di predisposizione di sistemi di difesa o loro adeguamento;


  • strati informativi sugli interventi di trasformazione e adattamento in fascia costiera (con riferimento ad AA-1.1 e AA-1.2).


In generale, oltre che per completamenti e implementazioni, andranno garantite adeguate risorse finanziarie per mantenere in efficienza tutte le banche dati, esistenti e di nuovo sviluppo.

AT-1.4 -Collaborazione e flusso di informazioni fra Enti, un Protocollo Operativo.

Il Sistema Informativo del Mare e della Costa (SIC) è lo strumento di riferimento per il quadro conoscitivo sull’ambito costiero e alimenta parte del portale dei dati ambientali di Minerva. Le informazioni che vengono acquisite sulle tematiche costiere anche da parte di altri Enti e Agenzie (ARPAE, ARSTPC, Comuni e altri Enti territoriali) devono confluire nel SIC per essere archiviate, organizzate e rese disponibili in varie forme e in modo integrato con le altre informazioni disponibili, per gli stessi Enti e Agenzie, ma anche per i cittadini, ricercatori e professionisti interessati. Sono attività di scambio in parte già in essere ma per le quali è necessaria una più efficace organizzazione a livello territoriale che può essere raggiunta attraverso la definizione di una procedura standard, protocollo, per meglio favorire il flusso delle informazioni.

AT-1.5 -Accessibilità e condivisione delle informazioni.

Il sistema informativo, già disponibile online, va potenziato nella sua consultabilità e utilizzo attraverso una revisione con interventi sulla sua pagina e struttura web per rendere più facilmente accessibili le informazioni da parte dei cittadini e soprattutto dei Comuni per quanto riguarda sia i dati sia le elaborazioni e restituzioni del quadro conoscitivo.

AT-1.6 -Acquisizione dei dati di monitoraggio degli interventi realizzati.

Acquisire nel sistema informativo regionale del mare e della costa (SIC) i dati derivanti dalle attività di monitoraggio di tutti gli interventi realizzati in ambito costiero al fine di integrare il sistema delle conoscenze sulle dinamiche costiere e del supporto alla progettazione e alla valutazione dei progetti di intervento, procedendo ad uniformare quanto più possibile le modalità di monitoraggio degli interventi e la tipologia dei dati da misurare.

C.1.17 – Valutazione costi-benefici e sostenibilità degli interventi di difesa e di trasformazione del territorio costiero.

Soggetti coinvolti: Regione, ARSTPC, Comuni, Enti e soggetti privati proponenti

Al fine di perseguire la sostenibilità degli investimenti in ambito costiero è necessario che nella progettazione degli interventi e nei processi decisionali relativi alla pianificazione e alla valutazione ambientale vengano integrati gli elementi di costo e di rischio connessi alle dinamiche costiere attuali e prevedibili per scenari climatici futuri, in relazione alla durata di vita ed alla eventuale manutenzione necessaria dell’intervento. e quindi anche della sua manutenzione. È necessario quindi prevedere, nella fase di progettazione di interventi di difesa e di trasformazione del territorio costiero, un’analisi costi-benefici che non si basi solo sugli obiettivi di breve periodo ma che traguardi il medio-lungo periodo in relazione agli effetti dei cambiamenti climatici attesi, commisurata ovviamente all’entità e durata di vita prevista dell’opera da realizzare.

Nel capitolo B.3.2 sono fornite indicazioni di riferimento utili a condurre una corretta analisi costi-benefici sul fronte della progettazione degli interventi o delle scelte di pianificazione in ambito costiero e, al contempo, utili alla valutazione dei requisiti di sostenibilità degli interventi o delle scelte di pianificazione sul fronte dei procedimenti autorizzativi o di approvazione da parte delle autorità competenti.

Allo scopo si individuano le seguenti indicazioni e indirizzi:

AT-2.1 -Analisi costi-benefici degli interventi di difesa costiera.

Relativamente ad opere/interventi di difesa vanno considerati i costi di progettazione, di realizzazione, di monitoraggio morfologico e ambientale post opera e i costi delle manutenzioni necessarie in relazione all’orizzonte temporale di riferimento. Per la valutazione dei benefici di un’opera/intervento, o di misure di gestione del litorale, va considerato il “valore” dell'area che viene protetta dall'erosione e dall’ingressione marina sotto i vari aspetti, economici, sociali e ambientali, in funzione della efficacia in rapporto agli obiettivi dati (indicazioni in proposito sono fornite al paragrafo B.3.2.2).

Nel caso di nuove opere a mare, quali barriere parallele emerse o soffolte e pennelli, finalizzate principalmente alla difesa dall’erosione, in fase di progettazione vanno inoltre valutati gli effetti sulle aree costiere limitrofe, i costi derivanti da eventuali effetti negativi (erosione sottoflutto, impoverimento qualitativo delle acque e fondali interclusi, sovralzo del livello marino nello specchio acqueo intercluso durante le mareggiate, creazione e approfondimento di canali di deflusso in corrispondenza dei varchi fra le barriere, approfondimento al piede delle opere lato mare, ecc.), i costi delle relative misure di mitigazione o compensazione, i costi di manutenzione.

Nel caso di nuove difese radenti o argini di difesa interni, finalizzate principalmente alla difesa dall’ingressione marina, particolarmente importanti possono essere i costi correlati ad eventuali espropri delle aree di imposizione, delle misure di compensazione nelle aree naturali o urbanizzate interessate e, soprattutto, i costi di manutenzione a seguito di importanti mareggiate, scalzamento al piede e dell’adeguamento altimetrico in ragione dei tassi di subsidenza locali e dell’innalzamento del livello medio marino.

Nel caso di interventi di ripascimento, finalizzati alla difesa sia dall’erosione sia dall’ingressione marina, sia con l’apporto di sedimenti interni sia esterni al sistema litoraneo, una volta verificata la compatibilità dei sedimenti di apporto con quelli presenti nel tratto costiero di destinazione, si assume come riferimento un effetto sempre positivo per l’area interessata e di beneficio per i tratti costieri sottoflutto, in ragione della distribuzione del materiale con la dinamica costiera, a bilanciare le perdite di sedimenti e di quota per erosione e subsidenza. I costi di manutenzione di un ripascimento sono quelli relativi alla sua “ripetizione”, con volumi anche diversi, e sono intrinseci di una strategia di gestione dei litorali basata su un approccio “morbido”, in linea con i processi naturali, piuttosto che di un intervento a sé stante. I ripascimenti vanno “ripetuti” per gestire i tratti critici, spesso anche protetti da opere a mare, e più in generale per alimentare e mantenere in equilibrio il sistema costiero, in particolare con sedimenti dai depositi off-shore o da altre fonti esterne, e garantire la difesa del territorio dall’ingressione marina.

AT-2.2 -Analisi costi-benefici degli interventi di trasformazione del territorio in ambito costiero.

Relativamente agli interventi di trasformazione urbanistica e infrastrutturale o ad interventi puntuali a valle delle previsioni urbanistiche e di settore, l’analisi costi-benefici dovrà comprendere valutazioni relative alla vulnerabilità e pericolosità dell’area di intervento nelle condizioni attuali e attese dal cambiamento climatico, con riferimento alla mappatura di pericolosità e rischio del PGRA, in relazione anche agli aspetti socioeconomici, ambientali e di sviluppo nel medio-lungo periodo (indicazioni in proposito sono fornite nel paragrafo B.3.2.1). L’analisi andrà ovviamente commisurata all’entità e durata di vita prevista delle opere da realizzare. Particolare attenzione andrà posta, sempre a livello di progettazione, sugli effetti che l’intervento potrà determinare nelle aree limitrofe, valutando alternative progettuali volte ad evitarli oppure eventuali misure di mitigazione e compensazione che si dovessero rilevare necessarie. I costi di tali misure, così come i costi di manutenzione delle opere realizzate e del monitoraggio dei loro effetti sul territorio e sulle dinamiche costiere, dovranno essere a carico del soggetto proponente e non dovranno gravare in alcun modo sulla comunità. Qualora risultassero effetti negativi importanti, sul sistema costiero e sulle condizioni di sicurezza nell’area di intervento o nelle aree limitrofe, che il soggetto proponente/attuatore non è in grado di ridurre né di garantirne la mitigazione, con alternative progettuali o facendosi carico di necessarie misure di mitigazione o compensazione, il progetto non potrà essere realizzato.

AT-2.3 -Valutazione dell’analisi costi-benefici dei progetti di intervento.

È compito delle autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni o all’approvazione dei progetti, nell’ambito della procedura di valutazione d’impatto ambientale, verificare la congruità dell’analisi costi-benefici, in relazione all’entità e durata di vita prevista delle opere, richiedere nel caso approfondimenti o ampliamenti dell’analisi su determinati aspetti e dettare eventuali prescrizioni per la mitigazione di eventuali effetti indesiderati sul sistema costiero, sulla sicurezza del territorio e sull’ambiente. Per la verifica di congruità e valutazione dell’analisi costi-benefici dei progetti di intervento è utile riferimento quanto contenuto nel capitolo B.3.2.

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