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Essenziali

Analisi e statistiche

Le azioni di manutenzione e adeguamento

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INDIRIZZI PER AZIONI E INTERVENTI DI MANUTENZIONE E ADEGUAMENTO

C.1.11 – Manutenzione ordinaria delle spiagge

Soggetti coinvolti: Regione, Comuni, ARSTPC, ARPAE, operatori balneari e loro forme associative/cooperative

Ai fini della gestione ordinaria delle spiagge è opportuno (cfr. C.1.2) operare attraverso un sistema integrato di gestione delle risorse di sedimenti disponibili lungo costa (presso moli, opere di difesa, bocche portuali, zone di convergenza dell’idrodinamica costiera), da scavi edili e infrastrutturali e da altre fonti terrestri in fascia litoranea, con interventi di manutenzione e ripascimenti, e attraverso buone pratiche di gestione dei sedimenti di spiaggia (pulizia con vagliatura in sito, argini invernali di protezione, barriere frangivento) tese alla riduzione delle perdite dal sistema. 

A tale scopo si individuano le seguenti linee di indirizzo:


AM-1.1 -Interventi di manutenzione delle spiagge.

Sulla base del quadro delle risorse di sedimenti stimate disponibili periodicamente nelle aree idonee al prelievo (con riferimento al precedente paragrafo C.1.2), programmare gli interventi di manutenzione necessari per i tratti litoranei di riferimento (“tratti litoranei significativi ai fini gestionali – TLS”) da realizzare in base all’autorizzazione con validità pluriennale concessa per il rispettivo tratto, scheda TLS (cfr. AS-2.4), per le operazioni ricorrenti di manutenzione.

AM-1.2 -Banca dati sui dragaggi in ambito portuale.

Revisione e integrazione delle 2 banche dati sui porti e sulle aree di scarico a mare (parte della banca dati degli usi del mare interna al SIC) con tutte le informazioni utili alla gestione dei dati di intervento e monitoraggio: necessità/richieste di dragaggio per gli ambiti e imboccature portuali, destinazione dei materiali, per il monitoraggio dei volumi portati nelle aree autorizzate di immersione deliberata al largo, o al ripascimento delle spiagge o altra destinazione, e ai fini del coordinamento con le necessità di ripascimento e manutenzione delle spiagge emerse e sommerse.

AM-1.3 -Applicazioni per il by-pass di sedimenti.

Implementare o sperimentare nuovi metodi e tecnologie per il by-pass dei sedimenti in corrispondenza delle bocche portuali, di opere trasversali o altre strutture aggettanti, che consentano una gestione in continuo secondo il flusso naturale lungo costa e il controllo dei processi di sedimentazione a evitare il formarsi di accumuli indesiderati.

AM-1.4 -Movimentazione dei sedimenti nei tratti interclusi fra barriere e battigia.

Nei tratti o celle litoranee con scogliere parallele emerse con bassi fondali interclusi fra esse e la battigia, valutare l’opportunità e nel caso realizzare interventi di movimentazione dei sedimenti verso riva, localizzati nello stesso tratto o cella litoranea, come pratica di gestione stagionale della spiaggia e di miglioramento dei fondali interclusi fra battigia e opere.

AM-1.5 -Pulizia delle spiagge con vagliatura in loco.

Introdurre disposizioni nei Piani dell’Arenile per la vagliatura diretta in spiaggia nelle operazioni di pulizia degli arenili e raccolta dei rifiuti, con adozione di metodi di pulizia selettiva e macchine di movimentazione che riducano l’asportazione delle sabbie, e il conferimento delle sabbie vagliate, nelle aree di stoccaggio di cui al precedente punto AS-6.2 (paragrafo C.1.6), , come riserva per manutenzione/ripascimenti o realizzazione di argini invernali di protezione.

AM-1.6 -Gestione delle biomasse spiaggiate.

Introdurre nei Piani dell’Arenile disposizioni relative alla gestione delle biomasse spiaggiate che preveda, laddove possibile, il mantenimento in loco del materiale a difesa dall’erosione. Si tratta di un’opzione applicabile generalmente nelle aree naturali costiere, parchi e riserve naturali, ma valutabile anche in stagione invernale nelle aree attrezzate per il turismo balneare, rimuovendo il materiale prima della stagione estiva e destinandolo eventualmente al rinforzo del cordone dunoso, ove presente.

AM-1.7 -Barriere frangivento.

Introdurre nei Piani dell’Arenile disposizioni relative alla realizzazione di trappole eoliche, barriere frangivento stagionali, anche combinate con argini invernali o, dove possibile e con particolare attenzione all’inserimento paesaggistico, barriere frangivento permanenti, al fine di ridurre le perdite di sedimenti dalle spiagge dovute all’azione del vento e limitare le connesse problematiche generate sulla viabilità e sulle canalizzazioni dei sistemi fognari. Sono da prediligere reti costituite da materiali naturali o biodegradabili sostenute da paletti o telai in legno, o altro materiale idoneo, posizionate davanti agli stabilimenti balneari o comunque, il più possibile lontano dalla riva, con elementi orientati opportunamente secondo la direzione dei venti dominanti. Condizione minima per le barriere frangivento permanenti è un’ampiezza di spiaggia fra i 40 e i 50 metri dalla battigia e la linea di imposizione della barriera.

AM-1.8 -Argini invernali di protezione.

Introdurre nei Piani dell’Arenile disposizioni relative alle modalità di realizzazione di argini invernali di protezione che evitino l’utilizzo delle sabbie di battigia, il cui prelievo determina un abbassamento del profilo di spiaggia e una conseguente maggiore esposizione alle mareggiate, a favore dell’utilizzo di sabbie da altre fonti (pulizia delle spiagge, scavi edili e infrastrutturali, aree di stoccaggio individuate dai Comuni). Forma e posizionamento dell’argine dovrebbero tener conto di un’altezza di berma fino a +2,5 m sul livello del medio mare (con riferimento all’elevazione totale della superficie del mare indicata dal PGRA per gli eventi più severi), una pendenza lato mare non inferiore ad 1 su 4 e una posizione del piede verso mare generalmente al di sopra della linea delle mareggiate ordinarie e ove possibile almeno a 20 metri dalla battigia. Le operazioni di stesa del materiale, prima dell’avvio della stagione balneare, non devono in ogni caso condurre ad un abbassamento del profilo di spiaggia rispetto a quello originale, tipico o di progetto.

AM-1.9 - Accessibilità dell’arenile.

Deve essere verificata l’adeguatezza del sistema di accessi all’arenile per consentire di effettuare le operazioni di manutenzione della spiaggia stessa con mezzi idonei, tempestivamente e secondo criteri di economicità.

AM-1.10 - Uso della spiaggia in corrispondenza di opere o interventi di ripascimento.

L’uso di porzioni di spiaggia che si creano in corrispondenza di interventi su opere o di interventi di ripascimento non può prevedere l’installazione di nuove strutture anche temporanee o l’estensione delle superfici dedicate all’ombreggiamento oltre a quelle già in concessione agli stabilimenti balneari, prima della verifica di consolidamento della porzione di spiaggia creatasi in un arco temporale di almeno due anni.

C.1.12 – Manutenzione e riqualificazione delle opere di difesa a mare.

Soggetti coinvolti: Regione, Comuni, ARSTPC, ARPAE

Il sistema di difese a mare della costa regionale, ereditato in massima parte dalla gestione statale precedente il passaggio di competenze introdotto dal Dlgs 112/98, rappresenta un patrimonio importante ma alquanto datato in termini di conservazione e di efficacia, che necessita di manutenzione costante e in alcuni casi di riqualificazione o rimodulazione. Si tratta di sistemi di opere, di varia forma e natura, il cui scopo non è direttamente quello della protezione dall’ingressione marina ma piuttosto quello di fermare o meglio rallentare l’erosione. Tali opere, che si sono mostrate più efficaci in alcuni casi, meno in altri, in generale hanno in generale effetti negativi più o meno marcati, spostando il fenomeno erosivo nei tratti sottoflutto. La Regione si è fatta carico della manutenzione e in alcuni casi della sperimentazione di modifiche o rimodulazione di tali opere. L’approccio per tali interventi deve essere volto a garantirne l’efficienza e a migliorarne l’efficacia riducendo, per quanto possibile, gli effetti dinamici e morfodinamici negativi/indesiderati (Es. sovralzo del livello marino durante le mareggiate, effetti erosivi sottoflutto, approfondimento al piede lato mare, approfondimento dei canali di deflusso in corrispondenza dei varchi fra le opere, ecc.); il miglioramento della qualità delle acque e dei fondali interclusi, fra opere e battigia, e il miglioramento dell’aspetto paesaggistico dei litorali sono ulteriori finalità da considerare per gli interventi di manutenzione e riqualificazione delle opere esistenti.

A tale scopo si individuano le seguenti linee di indirizzo:

AM-2.1 -Rilievi programmati per la verifica dello stato di conservazione e funzionalità delle opere di difesa a mare.

Implementare attività periodiche di ricognizione sulle opere (rilievi Lidar), ma anche durante e/o successivamente ad eventi di mareggiata con il supporto di adeguata strumentazione tecnica (es. droni, webcam fisse, Gps), al fine di valutare in maniera più puntuale l’evoluzione del paraggio costiero e per valutare le criticità presenti, o quelle manifestatesi a seguito di mareggiate, sulle opere e la funzionalità delle stesse. Programmare rilievi topo-batimetrici mirati alla valutazione dello stato delle opere e dei fondali prospicienti ad esse con cadenza regolare o successivamente alle mareggiate di impatto significativo, a supporto anche della progettazione di interventi di manutenzione/riqualificazione e rimodulazione;

AM-2.2 -Aggiornamento dalla Banca Dati delle opere di difesa.

Aggiornamento della banca dati (integrata nel SIC) relativa ai dati sullo stato di conservazione delle opere a mare, livello di funzionalità, tipi di lavori effettuati, somme investite, e possibile integrazione con campi attualmente non esistenti.

AM-2.3 - Manutenzione delle opere di difesa.

Realizzazione di interventi di manutenzione delle opere di difesa non più adeguate nella forma (quota e ampiezza della berma, pendenza scarpata ecc.) ed efficienza (con riferimento al quadro conoscitivo disponibile), mediante interventi di manutenzione/rifiorimento e ripristino funzionale;

AM-2.4 -Miglioramento della qualità dei fondali interclusi.

Interventi di modifica dell’assetto delle opere di difesa, anche con opportune movimentazioni di sedimenti, volti a favorire il miglioramento della qualità dei fondali e delle acque nelle zone intercluse tra la battigia e le opere longitudinali emerse, previa valutazione degli effetti nell’ambito delle unità litoranee gestionali di riferimento (marco-cella o gruppi di celle del sistema SICELL);


AM-2.5 -Riqualificazione di tratti di costa protetti da sistemi di opere rigide.

Laddove le opere abbiano determinato una stabilizzazione della linea di riva, con avanzamento finanche in prossimità dell’allineamento delle opere stesse, possono essere previsti interventi di risagomatura, riallineamento, riposizionamento o anche di rimozione, valutandone preliminarmente gli effetti nell’ambito delle unità litoranee gestionali di riferimento (marco-cella o gruppi di celle del sistema SICELL);

AM-2.6 - Nuove opere e sistemi di difesa.

Limitatamente ai tratti in cui non sia sostenibile (tecnicamente o economicamente) procedere al reintegro dei sedimenti mediante interventi di ripascimento artificiale, ovvero con rimobilitazione dei sedimenti e ripristino del trasporto solido dai bacini fluviali e dalle zone litoranee in accumulo, si potranno valutare interventi di realizzazione di nuove opere e sistemi di difesa al fine di ridurre il tasso di erosione locale, considerandone gli effetti a scala di unità litoranea gestionale.

Saranno da privilegiare, in tal caso, opere o sistemi di opere sommerse e manufatti in grado di garantire il necessario ricambio idrico;

AM-2.7 - Sperimentazione di manufatti e opere per interventi multi-obiettivo in ambito costiero.

Si tratta di interventi quali ad esempio la creazione di reef artificiali per la diversificazione dell’habitat marino, la creazione di surf-spot per la dissipazione del moto ondoso incidente, dispositivi per la produzione energetica da moto ondoso determinando smorzamento, ecc., che possono avere effetti benefici sulla riduzione del tasso di erosione costiera. La sperimentazione di tali manufatti dovrà essere progettata secondo precisi criteri tecnici e accompagnata da un attento monitoraggio morfologico e funzionale. Se del caso, la sperimentazione dovrà essere assoggetta alla procedura di VIA. In tutti i casi la sperimentazione di opere e manufatti in ambito costiero dovrà prevedere l’accantonamento delle risorse economiche necessarie per la rimozione, da parte del proponente, in caso di inefficacia o danni al sistema costiero.

AM-2.8 - Approfondimenti sul clima meteo-marino ai fini della progettazione.

Ai fini di una migliore progettazione degli interventi di sperimentazione, riqualificazione, rimodulazione, salpamento, o nuove opere, è opportuno procedere con studi e approfondimenti sul clima meteo-marino che contemplino la caratterizzazione del moto ondoso, del livello di marea e delle correnti lungo costa, a livello regionale e unità gestionali litoranee (macro-celle SICELL). Un particolare focus andrà effettuato, anche sulla base di opportuna modellazione, per il paraggio costiero in cui ricade l’intervento in progetto.

AM-2.9 - Monitoraggio degli interventi di difesa a mare.

Prevedere nell’ambito degli interventi realizzati di cui ai precedenti punti, specifiche attività di monitoraggio morfologico e ambientale al fine di poter valutare gli effetti degli stessi sul tratto costiero direttamente interessato e su quelli limitrofi e consentire lo studio di eventuali modifiche e miglioramenti da apportare agli stessi o in progetti d’intervento analoghi e successivi.

C.1.13 – Manutenzione, ripristino e adeguamento in quota delle difese radenti e degli argini di difesa interni

Soggetti coinvolti: Regione, Comuni, Consorzi di Bonifica, ARSTPC, Autorità marittime

Le difese radenti e gli argini di difesa interni o rilevati infrastrutturali continui se presenti, laddove non vi sia più una spiaggia emersa o le quote di spiaggia non siano adeguate a contenere le mareggiate più severe (con riferimento alle mappe di pericolosità del PGRA), sono le strutture che, più delle difese a mare, hanno funzione di contrasto al fenomeno dell’ingressione marina. La continuità dell’opera, che deve essere esente da varchi, e la continuità della quota e dell’ampiezza di berma, sono elementi strutturali da monitorare, valutare e necessariamente ripristinare o adeguare in funzione dei livelli marini attesi per eventi con tempi di ritorno anche superiore a 100 anni, considerando opportuni “franchi” in relazione anche agli scenari attesi dell’innalzamento del livello marino.

A tale scopo si individuano le seguenti linee di indirizzo:

AM-3.1 - Ricognizioni sullo stato di conservazione e funzionalità delle difese radenti.

Implementare attività periodiche di ricognizione sulle opere (rilievi Lidar), ma anche durante e/o successivamente ad eventi di mareggiata con il supporto di strumentazione tecnica (es. droni, webcam fisse, Gps) webcam fisse posizionate nei punti critici, GPS per rilievi speditivi, al fine di valutare in maniera più puntuale l’evoluzione del paraggio costiero e per valutare le criticità presenti, o quelle manifestatesi a seguito di mareggiate, sulle opere e la funzionalità delle stesse. Programmare rilievi topo-batimetrici mirati alla valutazione dello stato delle opere di difesa radenti e dei fondali prospicienti ad esse con cadenza regolare o successivamente alle mareggiate di impatto significativo, a supporto anche della progettazione di interventi di manutenzione/riqualificazione e adeguamento.

AM-3.2 -Ricognizioni sullo stato di conservazione e funzionalità degli argini di difesa interni.

Per gli argini interni afferenti al sistema dei canali adduttori alle Valli di Comacchio e l’argine Acciaioli nel ferrarese, dovrà essere eseguita una ricognizione annuale tramite attività di vigilanza in capo all’ARSTPC ed ai Comuni, se titolari di concessione per piste ciclabili e/o strade sulla sommità arginale, al fine di valutare gli impatti del moto ondoso indotto dalla navigazione, delle escursioni di marea, delle piogge. Per gli argini interni non afferenti al sistema dei canali è comunque opportuno monitorare e mappare la presenza di infrastrutture tecnologiche che possono compromettere la resistenza della struttura stessa.

AM-3.3 -Banca datisullo stato di conservazione delle opere radenti e argini di difesa interni.

Aggiornamento della banca dati sulle opere di difesa esistente nel SIC con le informazioni sullo stato di conservazione, livello di funzionalità, tipi di lavori effettuati, somme investite, attribuzione catastale, delle opere radenti e argini di difesa interni, in modo da avere a sistema ulteriori e più complete informazioni utili alla programmazione delle risorse regionali e alla attuazione delle misure del PGRA.

AM-3.4 -Mappatura e recepimento catastale delle opere radenti e argini di difesa interni.

Mappatura delle opere all’interno degli elaborati dei piani urbanistici comunali e settoriali in coerenza con la normativa vigente (RD n. 523/1904 e s.m.i.) di gestione e tutela delle opere idrauliche di seconda categoria. Inquadramento delle opere nella cartografia catastale, in collaborazione con i Comuni e/o le Autorità Marittime competenti, al fine di individuare la tipologia demaniale delle aree su cui insistono (marittimo e/o idrico) e definire competenze e procedure amministrative da applicare in caso di intervento. Con riferimento alle opere che insistono su aree private, ai fini dei della gestione dei lavori sono da valutare le opzioni di esproprio, accordo bonario, servitù, procedimenti specifici per l’esecuzione dei lavori di manutenzione.

AM-3.5 - Manutenzione e adeguamento delle opere di difesa radenti.

Realizzazione di interventi di manutenzione delle opere di difesa radenti per le criticità individuate in termini di stato di conservazione ed efficienza. In considerazione dei livelli dell’elevazione totale della superficie del mare indicata per eventi e relativi tempi di ritorno indicati dal PGRA, +1,5 m per eventi con Tr 10 anni, + 1,8 m per eventi con Tr 100 anni, + 2,5 m per eventi con Tr superiore a 100 anni, e di opportuni franchi in relazione alle previsioni di innalzamento del livello del medio mare fra il 2050 e il 2100, valutare anche sulla base di studi e modellazioni se al ripristino di ogni tratto in sofferenza delle opere è necessario far seguire un intervento di adeguamento plano-altimetrico e le eventuali ricadute dal punto di vista urbanistico. Date le caratteristiche di un’opera radente, difficilmente ampliabile lato mare per questioni legate alla stabilità e alle pendenze dei fondali antistanti generalmente in erosione, in caso di necessità di adeguamento plano-altimetrico si dovrà valutare l’ampliamento dell’area demaniale a terra con procedure anche di esproprio, seguendo una logica di arretramento controllato.

AM-3.6 - Manutenzione e adeguamento della rete arginale di difesa interna.

Programmare interventi di manutenzione ed eventuale adeguamento plano-altimetrico degli argini di difesa. Nel caso degli argini interni afferenti al sistema dei canali adduttori alle Valli di Comacchio e dell’argine Acciaioli nel ferrarese, per le necessità di adeguamento plano-altimetrico si dovrà prendere in considerazione l’ampliamento dell’area demaniale sul lato esterno. Nel caso degli altri argini interni non afferenti al sistema dei canali, per le necessità di adeguamento plano-altimetrico si dovrà prendere in considerazione l’ampliamento dell’area demaniale su entrambi i lati. Programmare interventi di dragaggio dei canali (tratto interno e foci) per garantirne l’officiosità idraulica e diminuire le sollecitazioni sul corpo arginale dovute alle escursioni del livello idrico e di marea. Programmare l’implementazione della rete arginale interna per difendere dall’allagamento i centri abitati (es. Lido di Spina) laddove nel caso di eventi combinati, acqua alta, mareggiata, pioggia e chiusura delle chiaviche, si potrebbe avere un innalzamento dello specchio acqueo delle valli retrostanti con esondazione dalle sponde non arginate ed interessamento degli abitati.

AM-3.7 -Monitoraggio degli interventi sulle difese radenti e argini di difesa interni.

Prevedere nell’ambito di tutti gli interventi realizzati specifiche attività di monitoraggio morfologico e ambientale al fine di poter valutare gli effetti degli stessi sull’area interessata e consentire di valutare/studiare eventuali modifiche da apportare agli stessi o in progetti d’intervento analoghi e successivi.

C.1.14 – Adeguamento altimetrico di fronti e banchine portuali e dei porti canale

Soggetti coinvolti: Regione, Comuni, ARSTPC, Enti e soggetti gestori dei porti

Sempre più di frequente si assiste a fenomeni combinati di mareggiata, acqua alta e piena fluviale, che possono determinare la tracimazione delle acque lungo le banchine portuali e importanti allagamenti nelle aree urbane prospicienti. Questo è un rischio a cui sono esposti già oggi i porti regionali, e ancor più in futuro, in particolare quelli impostati sui tratti terminali di corsi d’acqua. È necessario, da parte delle amministrazioni e soggetti gestori, valutare le attuali quote delle banchine e prevedere/programmare i necessari interventi di adeguamento in relazione agli eventi prevedibili (con riferimento alle mappe di pericolosità e rischio del PGRA) e in considerazione delle quote delle eventuali linee di difesa longitudinali alla costa ove presenti o previste (es. giardini a mare, parco del mare, ecc.).

A tale scopo si individuano le seguenti linee di indirizzo:

AM-4.1 -Ricognizione sulle quote di fronti mare e banchine portuali.

Le amministrazioni e i soggetti gestori delle aree portuali sono tenuti ad effettuare una verifica delle quote dei fronti mare, delle banchine interne e dei canali portuali con riferimento ai livelli di elevazione totale della superficie del mare indicata dal PGRA in ambito costiero per eventi e relativi tempi di ritorno: +1,5 m per eventi frequenti (Tr 10 anni), + 1,8 m per eventi poco frequenti (Tr 100 anni, + 2,5 m per eventi rari (Tr superiore a 100 anni). Sono da prevedere, inoltre, attività di ricognizione e monitoraggio sulle opere portuali durante e/o successivamente ad eventi di mareggiata, con il supporto di strumentazione tecnica quale droni, webcam, GPS per rilievi speditivi, al fine di valutare in maniera più puntuale le criticità presenti e in particolare quelle manifestatesi in occasione delle mareggiate.

AM-4.2 -Adeguamento altimetrico di fronti e banchine portuali.

Sulla base dei risultati della ricognizione di cui al precedente punto AM-4.1, programmare i necessari interventi di adeguamento in funzione di una scala di priorità a partire dalle situazioni che risultano più esposte già agli eventi più frequenti.

AM-4.3 -Raccordo con opere di difesa e tessuto urbano.

La progettazione degli interventi di adeguamento delle banchine e fronti mare dovrà tenere conto del raccordo delle quote con l’assetto e con le strutture dell’area portuale, il tessuto urbano limitrofo e con le quote degli elementi di difesa longitudinali alla costa ove presenti.

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